Una donna di 32 anni è stata arrestata a Gazzo dopo aver tenuto segregata e maltrattata la zia per anni. La vittima, una 65enne, ha denunciato abusi fisici e psicologici.
La prigionia della zia a Maccacari
Una donna di 32 anni, identificata come Maria Concetta Quartaroli, è stata trasferita dal reparto psichiatrico dell'ospedale di Legnago alla casa circondariale di Montorio. Questo avviene dopo un periodo di Trattamento Sanitario Obbligatorio. La donna era accusata di aver rinchiuso la zia Fernanda, di 65 anni, in una stanza per circa 20 giorni. L'anziana è stata trovata in stato di denutrizione. La prigionia è avvenuta nella loro abitazione di Maccacari. La 32enne è anche accusata di sequestro di persona, violenze familiari e riduzione in schiavitù.
La decisione del Tribunale di Verona è arrivata venerdì 24 aprile. Le accuse sono state ritenute fondate. Le denunce presentate dalla zia e dal padre della donna hanno avuto un peso decisivo. Anche la relazione dei Carabinieri di Gazzo ha supportato le accuse. Il personale sanitario intervenuto all'inizio di aprile ha liberato la 65enne. La donna aveva subito violenze fisiche e psicologiche.
Le dichiarazioni della vittima
L'anziana Fernanda ha descritto la sua esperienza come un vero incubo. Ha affermato di essere diventata la schiava della nipote. La 32enne le imponeva di procurarle denaro per uno stile di vita dispendioso. Questo includeva l'acquisto di nuovi cellulari e coperte. La nipote frequentava ristoranti e pizzerie. La 65enne doveva mendicare per ottenere i soldi necessari. In caso di mancanza di fondi, la nipote minacciava di morte il padre.
«Ero diventata la sua schiava», ha dichiarato l'anziana. «Mi dava solo due brioche al giorno». Le sue parole rivelano la gravità della situazione vissuta. La paura costante di subire violenza era palpabile. La donna era costretta a soddisfare ogni capriccio della nipote.
Una lunga storia di abusi
Questa terribile vicenda ha avuto inizio circa quattro anni fa. Maria Concetta Quartaroli ha iniziato a esercitare violenze psicologiche e fisiche sulla zia e sul padre. Ogni rifiuto di fornire denaro, circa 50 euro al giorno, scatenava reazioni violente. Schiaffi, calci, pugni e minacce con un coltello erano all'ordine del giorno. La 32enne portava sempre un coltello nella sua borsa.
«Dovevo fare quello che mi diceva», ha spiegato Fernanda. «Altrimenti sarei sicuramente morta». Ha raccontato di aver subito percosse inimmaginabili. Ha patito fame e freddo mentre mendicava in diverse città italiane. Nel frattempo, la nipote si godeva la vita in ristoranti e alberghi. La situazione è degenerata fino alla segregazione.
L'intervento delle forze dell'ordine
Le violenze sono terminate grazie all'intervento della Polizia Locale di Gazzo. Insieme ai Carabinieri, hanno liberato Fernanda. I Vigili del Fuoco hanno sfondato la porta della stanza dove l'anziana era rinchiusa. La 32enne è stata immobilizzata. È stata poi trasportata all'ospedale di Legnago. Lì è stata sottoposta a un trattamento sanitario obbligatorio. L'ordinanza è stata firmata dal sindaco Stefano Negrini.
La Procura ha avviato un'indagine. Le denunce della zia e del padre hanno portato alla decisione della custodia cautelare in carcere. La 32enne attende il processo. Dovrà rispondere di accuse molto gravi. Se giudicata colpevole, rischia una pena severa. Il padre e la zia esprimono il desiderio che la donna non torni più a casa. Temono per la loro incolumità. «Siamo certi che se dovesse ritornare libera ci ammazzerebbe senza alcuna esitazione», hanno affermato. La loro speranza è che la giustizia faccia il suo corso.
I nove gatti
I nove gatti appartenenti alla 32enne sono stati presi in carico dal Comune. Sono stati trasferiti al Rifugio Leudica di Merlara, in provincia di Padova. Qui verranno sterilizzati, curati e poi dati in adozione. La vicenda ha avuto anche una risonanza nazionale. Alcune puntate del programma televisivo «La vita in Diretta» di Rai Uno hanno trattato il caso.