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Una donna di 32 anni è stata arrestata a Gazzo dopo anni di abusi e maltrattamenti nei confronti della zia. La vittima, una 65enne, ha denunciato sequestro di persona, violenze e riduzione in schiavitù.

La liberazione e l'arresto della 32enne

La 32enne, identificata come Maria Concetta Quartaroli, è stata trasferita dal reparto psichiatrico dell'ospedale di Legnago al carcere di Montorio. La decisione è giunta dal Tribunale di Verona. La donna era stata ricoverata per un Trattamento Sanitario Obbligatorio. Le accuse nei suoi confronti sono gravi: sequestro di persona, violenze continuate in famiglia e riduzione in schiavitù. Le denunce sono partite dalla zia Fernanda e dal padre della 32enne. Le indagini dei Carabinieri di Gazzo hanno confermato le gravi accuse. Il personale sanitario era intervenuto nell'abitazione di Maccacari per liberare la 65enne. La zia era stata trovata in condizioni di denutrizione dopo 20 giorni di prigionia. Ha subito violenze fisiche e psicologiche.

Le parole della vittima: "Ero diventata la sua schiava"

La signora Fernanda ha raccontato la sua terribile esperienza. «È finito un incubo», ha dichiarato con gli occhi ancora lucidi. «Ne ho passate di ogni genere con mia nipote. Ero diventata la sua schiava». La 65enne era costretta a procurare denaro per la nipote. Quest'ultima acquistava continuamente nuovi cellulari e coperte. Frequentava ristoranti e pizzerie a spese della zia. I soldi venivano chiesti anche al padre, con minacce di morte. La vittima era costretta a chiedere l'elemosina per soddisfare le richieste della 32enne.

Una lunga storia di abusi e violenze

La vicenda ha radici profonde, iniziate circa quattro anni fa. La 32enne esercitava violenze psicologiche e fisiche sulla zia e sul padre. Ogni rifiuto di denaro, circa 50 euro al giorno, scatenava reazioni violente. Erano frequenti schiaffi, calci, pugni e minacce con un coltello. La signora Fernanda ha affermato: «Dovevo fare quello che mi diceva, altrimenti sarei sicuramente morta». Ha subito percosse, fame e freddo chiedendo l'elemosina in diverse città italiane. La sua aguzzina, invece, si godeva la vita tra ristoranti e alberghi.

L'intervento delle forze dell'ordine e la custodia cautelare

L'incubo è terminato grazie all'intervento della Polizia Locale di Gazzo e dei Carabinieri. I Vigili del Fuoco hanno sfondato la porta della stanza dove era segregata la 65enne. La 32enne è stata immobilizzata e trasportata all'ospedale di Legnago. Lì è stata sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio, firmato dal sindaco Stefano Negrini. La Procura ha avviato un'indagine dopo le denunce. È stata disposta la custodia cautelare in carcere per la 32enne. Si attende il processo per accertare tutte le sue responsabilità. Le accuse sono gravissime e la pena potrebbe essere molto severa.

La speranza di zia e padre

Il padre e la zia esprimono la speranza che la 32enne non possa più nuocere. «Siamo certi che se dovesse ritornare libera ci ammazzerebbe senza alcuna esitazione», hanno dichiarato. Le minacce di morte erano costanti. Temono per la loro incolumità e per quella di altre persone. La loro richiesta è che la 32enne rimanga rinchiusa per evitare ulteriori danni.

I nove gatti e l'eco nazionale

I nove gatti della 32enne sono stati recuperati a spese del Comune. Sono stati trasferiti al Rifugio Leudica di Merlara, in provincia di Padova. Saranno curati, sterilizzati e poi dati in adozione. Il caso ha suscitato grande attenzione mediatica. La vicenda della signora Fernanda è stata raccontata anche in alcune puntate della trasmissione televisiva «La vita in Diretta» di Rai Uno.

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