Lavoratori PMC Melfi: oltre 150 giorni di presidio e promesse non mantenute
Sciopero e presidio lavoratori PMC Melfi
Oltre centocinquanta giorni di presidio continuativo per i lavoratori della PMC di Melfi. Dal 13 ottobre 2025, gli operai manifestano per rivendicare il proprio posto di lavoro, sottratto da tempo. La protesta mira a ottenere una soluzione concreta dopo mesi di attesa e dichiarazioni di intenti.
La situazione, secondo i rappresentanti dei lavoratori, è caratterizzata da una forte discrepanza tra la propaganda diffusa e la realtà dei fatti. Nonostante le rassicurazioni, la risoluzione della vertenza appare ancora lontana, alimentando la delusione tra gli impiegati.
Promesse politiche e cassa integrazione
Le dichiarazioni del Ministro Urso, risalenti all'ottobre 2025, parlavano di un impegno concreto per trovare una soluzione industriale e occupazionale rapida. L'obiettivo dichiarato era garantire la continuità produttiva e lavorativa. Tuttavia, a distanza di mesi, l'unica certezza per i lavoratori è stata la cassa integrazione.
Questa misura, nelle condizioni attuali, viene percepita non come un sostegno, ma come un preludio ai licenziamenti. La situazione economica e lavorativa rimane precaria, nonostante le promesse di intervento ministeriale.
Incontri inconcludenti e sfiducia
Numerosi incontri si sono susseguiti, sia a livello locale che ministeriale, senza produrre risultati tangibili. Un consigliere regionale di Forza Italia aveva inizialmente promesso una risoluzione al 90%, ma le sue affermazioni si sono rivelate vuote di contenuto. Anche la visita del presidente del consiglio regionale e del suo segretario nazionale ha portato solo a dichiarazioni di intenti.
Le riunioni al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) si sono rivelate infruttuose. L'ultima in ordine di tempo, tenutasi il 12 marzo, è stata la terza senza esiti concreti. I sindacati, pur spostandosi tra Roma e Melfi, non riescono a portare risposte positive agli operai.
Nuovi incontri e azioni future
Nonostante la sfiducia crescente, è stato fissato un nuovo incontro per il primo aprile. I lavoratori sperano che questa data non si riveli un mero scherzo, ma l'inizio di una soluzione. La delusione è palpabile, e la fiducia nei confronti dei rappresentanti sindacali si sta affievolendo.
Di fronte all'inerzia dei tavoli ministeriali, i lavoratori della PMC Automotive hanno annunciato l'intenzione di intensificare le proteste. Il presidio fuori dai cancelli della fabbrica continuerà, accompagnato da azioni più incisive per far valere le proprie ragioni.