La Basilicata archivia il 2025 con dati economici positivi, trainati dal settore turistico in forte espansione e da un mercato del lavoro in crescita. Anche le costruzioni mostrano segnali incoraggianti.
Economia lucana in ripresa nel 2025
Il rapporto annuale sull'economia lucana per il 2025 evidenzia un quadro positivo. Si registrano segnali incoraggianti in diversi settori chiave. Il turismo e le costruzioni guidano questa ripresa. L'occupazione generale mostra un trend in aumento.
Questi dati emergono dalla presentazione del rapporto tenutasi a Potenza. L'analisi copre l'andamento economico della regione nel corso dell'anno passato. Le cifre confermano una traiettoria di crescita sostenuta.
Il settore delle costruzioni segna un +2,2%
Il comparto delle costruzioni ha registrato un incremento significativo. Il valore aggiunto è aumentato del 2,2% a prezzi costanti rispetto al 2024. Questo dato si allinea quasi perfettamente con le medie nazionali e del Mezzogiorno. Le stime nazionali e meridionali si attestano al 2,4%.
Questo sviluppo è stato particolarmente marcato nelle opere pubbliche. Gli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) hanno dato un impulso notevole. Il PNRR ha stimolato l'attività edilizia in modo consistente.
Turismo protagonista con un +10%
Il turismo si conferma un motore fondamentale per l'economia lucana. Tra il 2014 e il 2024, il settore ha visto un'espansione del 59%. Questo trend positivo è proseguito nel 2025, con un ulteriore aumento del 10%. Le statistiche indicano un +12,4% per gli arrivi e un +10% per le partenze rispetto all'anno precedente.
L'incremento degli arrivi e delle partenze sottolinea la crescente attrattività della regione. Il turismo ha consolidato il suo ruolo nell'economia regionale. La Basilicata attrae sempre più visitatori ogni anno.
Occupazione in crescita, disoccupazione in calo
L'occupazione in Basilicata ha continuato la sua espansione nel 2025. La crescita è stata del 1,6%, in linea con il dato del Sud Italia (1,4%). Questo valore supera la media nazionale dello 0,8%. Il tasso di occupazione è salito al 57,4%, aumentando di 1,4 punti percentuali.
Il divario con la media italiana si è ridotto, pur rimanendo di circa 5 punti percentuali. Contemporaneamente, il tasso di disoccupazione è sceso al 5,3%. Questa diminuzione rappresenta 1,4 punti percentuali in meno rispetto al periodo precedente. Le ore autorizzate di Cassa Integrazione sono più che triplicate. Questo aumento è concentrato nel settore industriale, specialmente nella provincia di Potenza. Le difficoltà dello stabilimento Stellantis di Melfi hanno inciso su questo dato.
Dinamiche provinciali: Matera traina la crescita
A livello provinciale, il valore aggiunto è aumentato complessivamente del 2,5%. Questo dato, a prezzi costanti, è inferiore alla media del Mezzogiorno (7,8%) e dell'Italia (5,9%). La provincia di Matera ha registrato un'espansione notevole del 5,1%. La provincia di Potenza ha mostrato una crescita più contenuta, pari all'1,4%.
A Potenza, il contributo alla crescita è arrivato principalmente dalle costruzioni e dai servizi. L'industria ha avuto un impatto negativo, legato alle vicende dell'automotive. A Matera, l'espansione è stata trainata dai servizi, in particolare quelli turistici. L'agricoltura ha avuto un contributo lievemente negativo in entrambe le province.
Nonostante le differenze, il valore aggiunto pro capite nella provincia potentina rimane superiore a quello materano del 17%. Questo indica una maggiore produttività individuale nelle aree industriali.
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