Pietro Nico, hairstylist di 37 anni, lascia Milano dopo un decennio per aprire un salone a Matera. La scelta è maturata dopo un periodo di riflessione e burnout, spinta dal desiderio di tornare alle proprie radici e realizzare un progetto personale.
Il ritorno alle origini dopo una carriera a Milano
Pietro Nico, 37 anni, originario di Castellaneta, ha preso una decisione importante. Dopo un decennio trascorso a Milano, lavorando nel prestigioso salone di Aldo Coppola, ha scelto di tornare nel Sud Italia. La sua carriera milanese è stata ricca di esperienze significative, tra sfilate di moda, collaborazioni con celebrità e servizi fotografici per riviste specializzate.
La scelta di lasciare una realtà consolidata non è stata facile. Per quasi due anni, Pietro ha vissuto un profondo conflitto interiore. Il pensiero di tornare a casa era accompagnato dalla consapevolezza di ciò che avrebbe lasciato, mentre l'idea di restare alimentava un desiderio irrefrenabile di ritrovare le proprie radici. «La cosa più dolorosa», ha raccontato Pietro, «era non riuscire a capire quale fosse la scelta giusta per me».
Dalla Puglia alla moda milanese: il percorso di Pietro
La passione per il mestiere di hairstylist è nata presto. A soli 14 anni, Pietro ha iniziato a muovere i primi passi in un salone di Castellaneta. Inizialmente si è dedicato al mondo della barberia, per poi specializzarsi nelle acconciature femminili. L'ambizione, però, lo ha spinto a guardare oltre i confini locali, puntando su Milano.
Per farsi notare, Pietro ha intrapreso un percorso di avvicinamento mirato. Ha seguito su Instagram il direttore del salone in cui desiderava lavorare e per circa un anno gli ha inviato messaggi, cercando di ottenere un'opportunità. La sua perseveranza è stata premiata con una chiamata che ha segnato l'inizio della sua avventura milanese.
La gavetta e il successo nel mondo della moda
A Milano, Pietro ha iniziato dalla gavetta, scalando le gerarchie fino a diventare stilista. Ha costruito una solida clientela personale, che gli ha aperto le porte del mondo della moda. Le sfilate, i lavori con personaggi noti e le collaborazioni editoriali sono diventati parte integrante della sua routine professionale.
Dopo dieci anni, però, il desiderio di cambiamento si è fatto sentire. Pietro sentiva di non essere più il giovane partito con il sogno di arrivare da Coppola. Aveva vissuto quell'esperienza, imparato moltissimo, e ora avvertiva la necessità di dare vita a un progetto proprio. «Quel sogno lo avevo vissuto, avevo imparato tanto e adesso sentivo il bisogno di mettere tutto questo in un progetto mio».
Dubbi, burnout e il richiamo di Matera
La decisione di lasciare una carriera avviata è stata carica di ansia. Pietro si interrogava continuamente sul futuro: «E se va male? E se quello che sogno poi sarà diverso? E se le persone non apprezzeranno quello che so fare?». La ricerca di una certezza che non trovava lo ha portato a vivere un periodo di forte stress, sfociato in un vero e proprio burnout. «Non mi sentivo felice e facevo fatica a capire cosa volessi davvero».
Nonostante l'affetto per Milano, il suo cuore continuava a battere per la sua terra. «Ma quando immaginavo il mio futuro, il cuore mi riportava a casa, alla mia famiglia, alla mia terra», ha confessato.
Una nuova avventura nella città dei Sassi
La scelta finale è ricaduta su Matera, una città che Pietro frequenta fin dall'infanzia con la sua famiglia. L'amore per i Sassi, l'atmosfera vivace e l'energia positiva del luogo lo hanno sempre affascinato. Questo legame si è ulteriormente rafforzato durante il suo periodo milanese, grazie agli incontri con molti concittadini materani. «Ogni volta mi ritrovavo a pensare: Forse è destino».
Da gennaio, Pietro ha iniziato la ricerca di un locale, visitandone diversi prima di individuare quello perfetto per la sua nuova attività. L'apertura del suo salone è prevista per la fine di ottobre.
Guardare avanti con libertà e consapevolezza
Pietro non rinnega il suo passato. Riconosce che scegliere un luogo significa accettare la mancanza dell'altro, ma sottolinea l'importanza di definire chi si vuole diventare e quale vita si desidera. Ripensando al ragazzo partito dalla Puglia per inseguire un sogno, non ha dubbi: «Parti, perché rifarei tutto».
Ora guarda al futuro con la consapevolezza che la scelta compiuta non è definitiva. «Sono felice di essere tornato», ha concluso, «ma voglio continuare a sentirmi libero di crescere, di fare altre esperienze e di scegliere».
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