Cultura

Matera: Due Mostre Sulla Cultura Mediterranea alla Fondazione Sassi

19 marzo 2026, 20:09 6 min di lettura
Matera: Due Mostre Sulla Cultura Mediterranea alla Fondazione Sassi Immagine generata con AI Matera
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La Fondazione Sassi di Matera presenta due mostre artistiche dal 19 marzo al 29 ottobre 2026. Le esposizioni esplorano il legame con la cultura mediterranea attraverso le opere di Salvador Dalí e Alessandro Valeri.

Dalí e Valeri: Dialogo Mediterraneo a Matera

La Fondazione Sassi di Matera apre le sue porte a un nuovo progetto espositivo. L'evento, promosso da Lart Universe, si svolgerà dal 19 marzo al 29 ottobre 2026. Verranno presentati due percorsi artistici distinti. Entrambi sono profondamente legati alla ricca cultura del Mediterraneo. Questa iniziativa arricchisce l'offerta culturale della città.

L'esposizione si articola in due sezioni principali. La prima è intitolata “Il vento surreale del Mediterraneo”. Questa sezione è dedicata al celebre artista Salvador Dalí. La curatela è affidata a Beniamino Levi. La seconda sezione si chiama “Archetipi in dialogo”. Essa presenta le opere dell'artista Alessandro Valeri. Il testo curatoriale è di Giorgio Calcara. I visitatori potranno immergersi in due universi creativi unici.

“Il vento surreale del Mediterraneo”: Dalí e la sua Isola Felice

Il Mediterraneo non fu solo uno sfondo per Salvador Dalí. Fu una presenza costante nella sua vita. Questa forza invisibile influenzò la sua formazione artistica. Ha contribuito alla nascita di immagini iconiche dell'arte del Novecento. Il vento che soffia sulle coste della Catalogna è un elemento chiave. La luce cristallina del mare e le rocce scolpite dall'aria sono fondamentali. Questi elementi sono diventati pilastri del suo immaginario.

Il mito del Mediterraneo ispira questo nuovo progetto espositivo a Matera. Dopo una precedente esperienza nella città, Lart Universe rinnova il suo impegno culturale. Insieme alla Fondazione Sassi, esplora il profondo legame tra Dalí e il paesaggio mediterraneo. Il percorso espositivo affonda le radici nei luoghi significativi della vita dell'artista. Tra questi, Cadaqués e soprattutto Port Lligat.

È proprio a Port Lligat, affacciato su un Mediterraneo immobile e abbagliante, che prende forma l'universo più intimo e visionario di Salvador Dalí. Questo luogo non è solo una coordinata geografica. Rappresenta una vera e propria origine. È il punto in cui luce, paesaggio e silenzio hanno dato vita al suo immaginario artistico. Tra queste rocce, sotto questo cielo limpido, davanti a questo mare sospeso nel tempo, Dalí concepì e creò nel 1931 i suoi celebri orologi molli. Queste opere sono icone di un tempo che si dissolve. Simboleggiano le linee dell'orizzonte mediterraneo che li ha generati.

Il paesaggio marino, la luce immobile della baia, le rocce levigate dal vento e l'orizzonte aperto sul mare entrano direttamente nella sua arte. Diventano parte integrante della sua poetica visiva. Il Mediterraneo si trasforma in una matrice simbolica potente. Acqua, vento e luce diventano metafore di movimento, metamorfosi e trasformazione continua. L'esposizione a Matera rivela un'affinità inattesa. Mentre sulle coste catalane il Mediterraneo è mare aperto e vento, Matera ne rappresenta il volto terrestre. La città ha trasformato l'acqua, portata dall'aria, in ingegno architettonico. Questo è evidente nel complesso sistema di raccolta delle acque piovane dei Sassi e nelle cisterne sotterranee come il Palombaro Lungo.

Tra le opere esposte spiccano sculture iconiche. Una di queste è “Space Venus”, la “Venere spaziale” di Salvador Dalí. Quest'opera rielabora la Venere di Milo in chiave surrealista. Su questa presenza si innesta un elemento fondamentale: l'apparizione di un orologio molle. Questo è un chiaro riferimento alle celebri visioni concepite da Dalí a Port Lligat. Lì, sulle rive del Mediterraneo, il tempo si dissolve nella luce e nel paesaggio circostante. Il percorso include anche riferimenti ai poliedri platonici. Dalí li utilizzava per evocare i principi elementari della natura. L'icosaedro, associato all'acqua, e l'ottaedro, associato all'aria, rievocano il mare e il vento delle coste catalane.

Sarà presente anche “The Laurels of Happiness” (1974). Quest'opera appartiene al ciclo “After 50”. Essa racconta simbolicamente l'incontro tra Dalí e Gala nella baia mediterranea di Cadaqués. Il paesaggio del Mediterraneo diventa metafora di rinascita artistica ed esistenziale. Accanto alle opere di Dalí, saranno esposte fotografie di Robert Descharnes. Queste immagini sono profondamente legate al paesaggio di Cadaqués e Port Lligat. La mostra crea un racconto poetico. Vento e acqua diventano elementi di un dialogo tra Dalí e Matera. Si confronta il Mediterraneo come mare aperto con la città che ha trasformato l'acqua in memoria, architettura e cultura.

“Archetipi in dialogo”: Valeri e la Figura Femminile Mediterranea

Il secondo piano della Fondazione Sassi ospita “Archetipi in dialogo”. Questa sezione presenta una selezione di opere fotografiche di Alessandro Valeri. La sua ricerca artistica si estende per tre decenni. Attraverso il suo obiettivo, Valeri esplora le radici comuni dei luoghi visitati nei suoi viaggi. Costruisce un universo visivo dominato dalla potenza simbolica della figura femminile.

La donna appare come una moderna Magna Mater. È un archetipo originario capace di collegare culture e tradizioni millenarie del Mediterraneo. Fin dai suoi esordi, l'artista ha indagato la figura femminile nelle sue molteplici declinazioni. La rappresenta come dea, madre, creatrice, seduttrice. La figura femminile è metafora di bellezza, mistero e forza generativa. Questa ricerca si radica in una solida consapevolezza storico-artistica. Essa attraversa i canoni classici, le proporzioni rinascimentali. Arriva fino alle suggestioni surrealiste di artisti come Man Ray e Salvador Dalí.

Le figure femminili di Valeri rimandano agli archetipi della Grande Madre presenti nelle culture mediterranee. Si citano Cibele, divinità anatolica della natura e della fertilità. Poi Cerere, dea della terra e dell'agricoltura. Infine Afrodite, nata secondo il mito dalla schiuma del Mediterraneo. Il Mediterraneo emerge come un liquido amniotico culturale. È una placenta simbolica che unisce popoli e civiltà diverse in un dialogo millenario.

All'interno del percorso espositivo sono presentate anche opere della serie “Sepphoris”. Questo progetto è nato nel 2011 dopo una visita dell'artista a un orfanotrofio a Tzippori, vicino Nazareth. Il ciclo “Sepphoris” di Alessandro Valeri fu presentato a Venezia nel 2015. Fu un Evento Collaterale della 56. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia. Il lavoro riflette sulla “normalità del bene”. Racconta, attraverso immagini e installazioni, la vita quotidiana di una comunità fragile ma reale. Le opere del progetto sono state donate all'orfanotrofio. La loro circolazione nel sistema dell'arte contribuisce concretamente al sostegno dell'istituzione.

Attraverso fotografia, installazione e poesia visiva, Valeri costruisce uno spazio artistico. Invita lo spettatore alla riflessione. Trasforma l'opera in un luogo di esperienza e consapevolezza collettiva. Le due mostre offrono un'occasione unica per esplorare le connessioni profonde tra arte, cultura e il Mediterraneo. Matera si conferma così un crocevia di storie e creatività.

Informazioni Utili per la Visita

La sede delle mostre è la Fondazione Sassi, situata a Matera. L'esposizione sarà visitabile dal 19 marzo al 29 ottobre 2026. Gli orari di apertura sono tutti i giorni, eccetto il martedì. L'accesso è consentito dalle ore 10:00 alle 18:00. Le sezioni espositive sono due: “Il vento surreale del Mediterraneo” con Salvador Dalí, curata da Beniamino Levi. E “Archetipi in dialogo” con Alessandro Valeri, curata da Giorgio Calcara. L'organizzazione generale è a cura di Lart Universe. Un'opportunità imperdibile per gli amanti dell'arte e della cultura mediterranea.

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