Cultura

Grassano: il sentiero dei Cinti si svela con le Giornate FAI

19 marzo 2026, 16:12 5 min di lettura
Grassano: il sentiero dei Cinti si svela con le Giornate FAI Immagine generata con AI Matera
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Le Giornate FAI a Grassano svelano i Cinti, un sentiero storico che unisce centro storico, geologia e tradizioni. Un'immersione nella memoria lucana guidata da giovani studenti.

Sentiero dei Cinti: un viaggio nella memoria di Grassano

A Grassano, in provincia di Matera, esiste un luogo speciale. Non si tratta solo di un sito da visitare, ma di un'esperienza da vivere con tutti i sensi. I Cinti di Grassano sono un percorso che parla di storia, terra e vita vissuta. Si avvicinano con rispetto, come si fa con le testimonianze antiche. Qui, la terra non è semplice materia, ma scrigno di ricordi e fatiche.

Il sentiero che abbraccia il centro storico di Grassano, chiamato appunto 'cinge', apre le sue porte. L'occasione è quella delle Giornate FAI. Un invito a scoprire un angolo di Basilicata dove si fondono storie, architetture uniche e tradizioni locali. L'itinerario inizia dai resti del Castello dei Cavalieri di Malta. Un punto di partenza suggestivo, all'ombra della Chiesa Madre.

Imboccando l'antico tracciato acciottolato, si entra in un'altra dimensione temporale. Da un lato, la vista si perde verso un orizzonte infinito. Un paesaggio che ha ispirato anche Carlo Levi. Nel suo celebre libro «Cristo si è fermato a Eboli» (1945), descriveva una terra biancastra. Paesi lontani apparivano come vele disperse nel mare. Questo panorama mozzafiato è parte integrante dell'esperienza.

Geologia e storia: uno spaccato della valle del Basento

Dall'altro lato del sentiero, si erge una parete imponente. Non è solo terra, ma un vero e proprio libro aperto. Questa parete rocciosa racconta la storia geologica della valle del medio Basento. Strati di sabbia e conglomerati si sovrappongono. I colori variano dal rosso ruggine al giallo paglierino. Le stratificazioni mostrano pieghe e interruzioni.

Tra queste antiche linee geologiche, affiorano conchiglie e fossili. Sono piccoli indizi che rivelano un passato remoto. Circa uno o due milioni di anni fa, quest'area era sommersa dal mare. Era un'antica spiaggia preistorica, poi diventata la foce di un grande fiume. Il sollevamento tettonico ha poi trasformato il paesaggio.

Camminare lungo i Cinti significa attraversare epoche geologiche. La terra stessa conserva la memoria di questi cambiamenti. La 'montagna di terra' ha offerto riparo e spazio all'uomo nel corso dei secoli. Le pareti rocciose sono state scavate per creare decine di cantine. Ognuna con caratteristiche uniche.

Le cantine scavate: testimoni di vita e tradizioni

Le facciate delle cantine sono realizzate con mattoni rossi e ciottoli locali, chiamati «chiact'». Grandi portoni e piccole finestre lasciano filtrare poca luce. All'interno, si aprono navate che si inoltrano nella collina. Questi spazi sono freschi e silenziosi. Una parte semicircolare, chiamata «la sacrestia», era destinata alla conservazione del vino migliore.

Questi luoghi non erano solo spazi di lavoro. Erano centri pulsanti di vita comunitaria. Le cantine custodivano non solo il vino, ma anche storie e tradizioni. La loro struttura rifletteva l'ingegno e la laboriosità degli abitanti di Grassano.

Su questo paesaggio unico si intrecciano molteplici storie. Quelle dei Cavalieri di Malta, che dominarono queste terre per secoli. Molte cantine appartenevano a loro. Ci sono anche le storie dei briganti, che trovarono rifugio e punti di osservazione in queste grotte. E poi, le leggende della tradizione contadina.

Tra storia, leggende e giovani ciceroni

Si narra dei 'monachicchi', spiritelli dispettosi che abitavano le cantine più antiche. Si dice che facessero scherzi ai passanti. Gli anziani consigliavano «meglio non passarci al buio». Il confine tra realtà e racconto popolare rimane sottile in questi luoghi.

Durante le Giornate FAI, questo patrimonio si svela attraverso gli occhi dei giovani. Ben 26 studenti dell'Istituto Comprensivo di Grassano partecipano attivamente. Provengono dalle classi 2A, 2B, 3A, 3B e 3C. Saranno loro, come apprendisti ciceroni, ad accompagnare i visitatori. Saranno affiancati dai loro docenti e dai volontari FAI.

Gli studenti saranno divisi in 4 gruppi lungo il percorso. Guideranno attraverso le cantine e i punti panoramici. L'itinerario parte da largo Palazzo Ruggiero. Si estende fino alle cavità naturali dove sono visibili le stratificazioni geologiche. Sarà un'occasione per i ragazzi di mettere in pratica le loro conoscenze.

Cantine aperte: tesori di storia e archeologia industriale

L'itinerario prevede la visita di alcune cantine eccezionalmente aperte. Tra queste, la Cantina Rizzo. Custodisce un antico palmento settecentesco. È decorato con la croce dei Cavalieri di Malta, un simbolo storico importante. Nella cantina Santoro, saranno esposte conchiglie fossili.

Questi reperti saranno illustrati ai visitatori. Serviranno a rafforzare il legame profondo tra la terra di Grassano e il mare antico. Un racconto che unisce geologia e storia in modo affascinante. Il percorso si trasforma in un vero laboratorio a cielo aperto.

Il cammino si conclude nella Cantina Santoro. Questo spazio è aperto al pubblico solo per l'evento. È stata recentemente restaurata. Ha ritrovato l'aspetto originale dei primi anni del Novecento. Qui, i visitatori potranno immergersi negli ambienti della vinificazione. Ritroveranno strumenti originali, conservati con cura. Questi oggetti appartenevano al defunto professor Giuseppe Santoro.

Il suo lascito è un prezioso museo didattico. Racconta alle nuove generazioni il lavoro, i gesti e i tempi della civiltà contadina. È un omaggio alla memoria storica e culturale del luogo. La cantina diventa un luogo di apprendimento e scoperta.

Informazioni pratiche per la visita

Nei Cinti di Grassano, tutto è collegato. La geologia ha plasmato il territorio. Il lavoro umano l'ha abitato. La cultura contadina l'ha reso vivo. Visitare questo luogo è un'esperienza semplice ma profonda. Sono sufficienti un paio di scarpe comode e uno sguardo curioso.

Le Giornate FAI rappresentano un'opportunità unica. Permettono di riscoprire questo sito speciale. Insieme ai giovani ciceroni e ai volontari, si può ascoltare la sua storia. Un luogo che non si limita a mostrarsi, ma che continua a raccontare.

Le visite si svolgeranno solo sabato 21 marzo 2026. Gli orari sono dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00. Il percorso è adatto a tutti. Si consigliano scarpe idonee per camminare comodamente. Le Giornate FAI sono supportate dal gruppo di valorizzazione locale «Alla scoperta di Grassano».

Per approfondire e scoprire questo luogo online, è disponibile il sito didattico cintidellamemoria.wordpress.com. La locandina dell'evento fornirà ulteriori dettagli. L'iniziativa FAI a Grassano è un esempio di come la valorizzazione del patrimonio culturale possa coinvolgere attivamente la comunità locale, in particolare i giovani.

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