La diga di San Giuliano nel Materano rischia sprechi idrici a causa dei limiti di invasamento imposti da oltre un decennio. CIA Puglia e Basilicata chiedono un intervento urgente per aumentare la capacità di accumulo, fondamentale per affrontare i cambiamenti climatici.
Diga San Giuliano: limiti di invaso da rivedere
La diga di San Giuliano, situata nel territorio di Miglionico, è al centro di una richiesta urgente da parte di CIA Puglia e CIA Basilicata. Le organizzazioni agricole hanno inviato una lettera congiunta al prefetto di Matera e all'ufficio di Protezione Civile della Regione Basilicata. L'obiettivo è ottenere una revisione immediata dei limiti di invasamento dell'invaso.
Da oltre dieci anni, la diga opera con una capacità ridotta. L'invaso può contenere solo 53 milioni di metri cubi d'acqua. Il potenziale massimo della struttura è invece di 94 milioni di metri cubi. Questa limitazione è in vigore dal 2011, a seguito di eventi calamitosi.
Piogge abbondanti e spreco d'acqua
Le abbondanti piogge degli ultimi mesi hanno portato la diga al suo livello massimo consentito. L'acqua in eccesso non ha potuto essere trattenuta. È quindi defluita verso il mare, rappresentando uno spreco di una risorsa preziosa. Questa situazione è particolarmente preoccupante.
I cambiamenti climatici rendono sempre più frequenti fenomeni meteorologici avversi. L'organizzazione agricola sottolinea la necessità di interventi tempestivi. È fondamentale rivedere al rialzo le attuali limitazioni imposte alla diga.
Richiesta di aumento capacità di accumulo
La richiesta delle associazioni mira ad attivare studi idraulici e valutazioni tecniche. L'intento è avviare le procedure per aumentare la capacità di accumulo della diga di San Giuliano. Un maggiore volume d'acqua immagazzinata permetterebbe di gestire meglio i periodi di siccità.
Soddisfare i bisogni idrici dei territori serviti diventerebbe più agevole. La lettera evidenzia l'urgenza della situazione, soprattutto in un'ottica di gestione sostenibile delle risorse idriche. L'agricoltura locale dipende fortemente dalla disponibilità d'acqua.
Contesto e criticità della gestione idrica
La diga di San Giuliano è un'infrastruttura cruciale per l'irrigazione e l'approvvigionamento idrico di vaste aree agricole nel Materano e oltre. La sua capacità operativa è strettamente legata alla produttività agricola e alla resilienza del territorio di fronte agli stress idrici.
La limitazione imposta nel 2011, sebbene nata da esigenze di sicurezza post-calamità, oggi appare anacronistica. Le condizioni climatiche sono mutate significativamente. La necessità di accumulare maggiori riserve idriche è diventata prioritaria. Le associazioni puntano il dito contro una burocrazia lenta.
La mancata revisione dei limiti impedisce di sfruttare appieno le potenzialità della diga. Questo accade proprio nei momenti di maggiore disponibilità idrica, come quelli recenti. Il deflusso verso il mare rappresenta una perdita economica e ambientale.
Cambiamenti climatici e necessità di adattamento
L'organizzazione sottolinea come i cambiamenti climatici impongano un ripensamento delle strategie di gestione delle risorse idriche. Eventi estremi, come piogge intense alternate a periodi di siccità prolungata, sono sempre più comuni. La diga di San Giuliano deve poter fungere da serbatoio strategico.
Aumentare la sua capacità di invaso è una misura necessaria per garantire la sicurezza idrica. Permetterebbe di far fronte sia alle piogge eccezionali, sia alla crescente domanda d'acqua per l'agricoltura e per gli usi civili. La richiesta delle associazioni è quindi lungimirante.
Prossimi passi e attese
Le associazioni attendono ora una risposta concreta da parte delle autorità competenti. La palla passa al prefetto di Matera e alla Regione Basilicata. Saranno loro a dover avviare le procedure tecniche e amministrative per la revisione dei limiti di invasamento. La collaborazione tra enti è fondamentale.
L'auspicio è che si possa agire in tempi rapidi. La salvaguardia delle risorse idriche è una priorità per il futuro del territorio. Le associazioni si dichiarano pronte a collaborare per trovare le soluzioni migliori. L'obiettivo è garantire un futuro sostenibile all'agricoltura lucana e pugliese.
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