Ambiente

Diga San Giuliano: allarme perdita d'acqua tra Matera e Miglionico

20 marzo 2026, 18:13 5 min di lettura
Diga San Giuliano: allarme perdita d'acqua tra Matera e Miglionico Immagine generata con AI Matera
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L'associazione EHPA Basilicata lancia un grido d'allarme sulla gestione della Diga di San Giuliano, evidenziando enormi perdite d'acqua e degrado ambientale. Si chiede un piano urgente di manutenzione e pulizia dei sedimenti.

Criticità Diga San Giuliano: Mancanza di Programmazione

L'associazione EHPA Basilicata solleva serie preoccupazioni. Denuncia la totale assenza di una strategia chiara. La gestione dell'invaso di San Giuliano, fondamentale per i territori di Matera, Grottole e Miglionico, appare carente.

Negli ultimi anni, la crisi idrica è peggiorata. Sarebbe stato essenziale un coordinamento. I Comuni coinvolti dovevano collaborare. La Regione Basilicata doveva essere inclusa in un piano strutturato. L'obiettivo era la pulizia dei sedimenti accumulati. Si doveva gestire ogni criticità legata alla presenza della diga.

La situazione attuale è preoccupante. L'invaso genera numerosi disagi. Questo accade soprattutto in questo periodo dell'anno. Alberi cadono pericolosamente sulle strade. Si verificano frequenti impantanamenti dei mezzi. La viabilità rurale mostra diffusi segni di dissesto. Si nota un generale degrado ambientale.

Questi problemi sono collegati direttamente. La gestione del bacino e dei suoi immissari è inadeguata. Servono interventi costanti. La manutenzione è necessaria per la sicurezza. La messa in sicurezza garantisce la fruibilità del territorio. Senza questi interventi, i rischi aumentano.

Perdite d'Acqua e Gestione Inefficiente dell'Invaso

Le recenti piogge non devono ingannare. Non segnano la fine della crisi idrica. Anzi, rappresentano un chiaro monito. È urgente intervenire sulla manutenzione degli invasi regionali. Questo sarebbe stato il momento ideale per agire. Si poteva migliorare la gestione delle risorse idriche. Si sarebbe potuta aumentare la resilienza del territorio.

Invece, ci troviamo in una situazione paradossale. È inaccettabile. L'acqua è un bene sempre più prezioso. Eppure, l'invaso di San Giuliano è costretto a riversare in mare una risorsa vitale. I portelli vengono aperti, disperdendo acqua potabile.

Questa condizione era già stata denunciata. La CIA due mari Taranto-Brindisi aveva evidenziato la stessa inefficienza. La gestione appare priva di una visione strategica. Si spreca una risorsa fondamentale.

EHPA Basilicata pone domande precise. Si rivolgono alle istituzioni competenti. Perché non è mai stato attivato un piano di pulizia dei sedimenti? Perché si continua a disperdere acqua? Soprattutto in un periodo storico critico per le risorse idriche.

Sedimenti e Capacità Ridotta dell'Invaso

Il Presidente di EHPA Basilicata, Scarabaggio, rafforza la denuncia. Sottolinea l'uso improprio di un termine. Si parla di «superamento limite massimo» di capienza. Questa affermazione è falsa, secondo l'associazione.

Il limite massimo non dipende solo dall'acqua. La presenza massiccia di sedimenti riduce drasticamente la capacità reale. Questo rende più semplice la dispersione d'acqua. Aprire i portelli è una soluzione facile. Evita l'intervento complesso di rimozione dei sedimenti.

Le amministrazioni che si sono succedute sono state inefficienti. La gestione degli invasi lucani non ha prodotto risultati. Si chiede ai cittadini di risparmiare acqua. Tuttavia, non vengono intraprese azioni concrete. Non si aumenta la capacità di immagazzinamento dei bacini.

È necessario un intervento immediato. Serve responsabilità e lungimiranza. Non possiamo permettere che le opportunità offerte dalla natura vengano vanificate. L'uomo non deve sprecare ciò che il cielo dona.

Contesto Geografico e Normativo

La Diga di San Giuliano è un'infrastruttura idraulica cruciale. Si trova nella Provincia di Matera. Serve ad alimentare il sistema irriguo e potabile della zona. La sua capacità originaria era di circa 40 milioni di metri cubi. La presenza di sedimenti riduce significativamente questo volume.

La gestione dei bacini idrici è regolata da normative complesse. In Italia, la materia è di competenza statale e regionale. Le autorità di bacino distrettuale hanno un ruolo chiave. La Regione Basilicata ha la responsabilità diretta della manutenzione e gestione ordinaria.

La normativa prevede piani di manutenzione periodica. Questi includono la rimozione dei sedimenti. La mancata applicazione di tali piani comporta rischi. Si va dal dissesto idrogeologico alla perdita di risorsa idrica. L'associazione EHPA Basilicata richiama l'attenzione su queste mancanze.

La crisi idrica è un problema globale. L'Italia, in particolare il Sud, ne soffre particolarmente. La gestione efficiente degli invasi è fondamentale. La pulizia dei sedimenti non è solo una questione di manutenzione. È una strategia per garantire la sicurezza idrica futura.

Precedenti e Situazioni Simili

La problematica della sedimentazione nelle dighe non è nuova. Molti invasi in Italia soffrono dello stesso problema. La Diga di Campotosto in Abruzzo, ad esempio, ha visto una drastica riduzione della sua capacità. Anche la Diga di Molazzano in Toscana ha affrontato sfide simili.

La mancata pulizia dei sedimenti comporta costi maggiori nel lungo periodo. La perdita di capacità di invaso significa minore disponibilità d'acqua. Questo ha ripercussioni sull'agricoltura, sull'industria e sull'approvvigionamento idropotabile.

Le associazioni ambientaliste e di categoria denunciano regolarmente queste situazioni. Spesso, la lentezza burocratica e la mancanza di fondi adeguati ostacolano gli interventi necessari. La denuncia di EHPA Basilicata si inserisce in questo contesto.

La situazione della Diga di San Giuliano evidenzia una gestione che non guarda al futuro. Si privilegiano soluzioni tampone. Si trascura la necessità di interventi strutturali. La conseguenza è lo spreco di una risorsa preziosa.

È fondamentale che le istituzioni agiscano con urgenza. La collaborazione tra enti locali, regionali e nazionali è indispensabile. Solo così si potrà garantire una gestione sostenibile delle risorse idriche. E si potrà preservare il valore degli invasi per le future generazioni.

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