Silvia Sardone della Lega ha incontrato i cittadini a Mantova per raccogliere firme. L'europarlamentare ha criticato le politiche europee, accusandole di non supportare adeguatamente famiglie e imprese locali. Ha anche espresso il desiderio di un cambiamento politico nella città.
Critiche alle politiche europee
L'europarlamentare Silvia Sardone, vicesegretaria nazionale della Lega, è scesa in piazza a Mantova. Ha partecipato a un evento per sostenere la raccolta firme a favore della sua lista elettorale. L'incontro si è svolto in piazza Mantegna, presso il gazebo allestito davanti al bar Mirò.
Molti cittadini si sono riuniti per ascoltare il suo intervento. Dopo aver scattato alcune fotografie, la Sardone ha preso la parola. Ha affrontato temi come la remigrazione e le politiche europee. Ha definito l'Europa una «matrigna» nei confronti delle necessità locali. Ha anche commentato le imminenti elezioni a Mantova.
«Da troppo tempo», ha dichiarato la Sardone, «la città è guidata dalla sinistra. Spero vivamente in un cambiamento». Le sue parole sono state accolte da un fragoroso applauso. Ha anche fatto un riferimento a un modo di dire popolare, «Tafazzi esiste», per sottolineare una presunta inefficacia delle attuali amministrazioni.
Elezioni comunali e immigrazione
Al suo fianco erano presenti diverse figure di spicco della Lega. Tra questi, il deputato Andrea Dara, il segretario provinciale Antonio Carra, il responsabile enti locali Adriano Cattaneo e la consigliera regionale Alessandra Cappellari. Era presente anche il candidato sindaco del centrodestra, Raffaele Zancuoghi.
Zancuoghi ha annunciato che il programma della coalizione è pronto. Lo ha definito «bello, concreto, ambizioso e realizzabile». Ha sottolineato il contributo fondamentale della Lega nel suo sviluppo. «Sappiamo come riportare la città al centro della provincia», ha assicurato.
In precedenza, la Sardone aveva visitato Virgiliana insieme alla Cappellari. Hanno ispezionato alcuni immobili abbandonati, attualmente occupati da cittadini nigeriani. «Li abbiamo incontrati», ha riferito la Sardone. «Sono lì da anni e i residenti ci hanno segnalato attività di spaccio e sussistenza tramite espedienti. Sono persone irregolari e non dovrebbero risiedere qui. Basta buonismo, è ora di attuare la remigrazione».
Manifestazione a Milano e politiche UE
L'europarlamentare ha partecipato recentemente a una manifestazione organizzata dai patrioti a Milano. Prima di parlare in piazza Mantegna, ha risposto ad alcune domande dei giornalisti. «A Milano abbiamo voluto esprimere il nostro dissenso verso l'Europa», ha spiegato.
«I patrioti rappresentano il terzo gruppo politico all'interno dell'Europarlamento», ha aggiunto. «La Lega ne fa parte. Nonostante i tentativi del sindaco di Milano e della sinistra di impedirla, la manifestazione si è svolta regolarmente. Eravamo moltissimi, persone perbene che hanno manifestato pacificamente. Diversamente dalle tre contromanifestazioni organizzate dai centri sociali».
«Contrastiamo le politiche europee», ha concluso, «non solo sull'immigrazione, ma anche in ambito economico e sul cosiddetto 'green deal'».
Patto di stabilità e costi energetici
La Sardone ha evidenziato il ruolo della Lega come unico partito contrario all'accordo Mercosur. Ha richiesto una deroga al patto di stabilità. «L'Europa ha concesso questa deroga per l'acquisto di armi», ha criticato. «Ma non la concede per intervenire sui costi dell'energia, aiutando famiglie e imprese». Il governo italiano ha stanziato un miliardo di euro per il caro carburanti. Tuttavia, questo non può essere una soluzione permanente. Il commissario europeo ha affermato che la deroga è possibile solo in caso di recessione. «È come dire che si può somministrare la medicina al malato solo dopo che è deceduto», ha commentato.
Riguardo alla sconfitta di Orban, che secondo la sinistra indebolirebbe i sovranisti in Europa, l'esponente dei patrioti non è d'accordo. «È curioso che la sinistra celebri la vittoria di un presidente ungherese conservatore di centro-destra», ha osservato. «Considerando anche che in Ungheria non esiste nemmeno un parlamentare di sinistra».
Alla domanda se chiedere di acquistare gas liquido da Putin, come suggerito dalla Lega, non sia in contrasto con il governo Meloni, la Sardone ha risposto citando il CEO di Eni, De Scalzi. «Ha dichiarato chiaramente che dal 1° gennaio non avremo alternative all'acquisto di gas liquido dalla Russia», ha affermato. «E lui non è certo un pericoloso sovranista». Ha poi aggiunto: «Chieda anche al governo di sinistra spagnolo, che è attualmente il primo acquirente di gas russo».