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Dibattito Referendum Giustizia a Mantova

Un acceso confronto tra sostenitori del Sì e del No al referendum sulla giustizia si è tenuto a Mantova, presso Palazzo Soardi, in occasione della giornata di Sant’Anselmo. L'incontro, svoltosi il 18 marzo 2026, ha visto la partecipazione di esponenti politici e legali, focalizzando l'attenzione sul futuro del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e sul potere disciplinare dei magistrati.

La sala era gremita per ascoltare le diverse posizioni. Al centro del dibattito sono emersi due punti cardine della riforma: l'introduzione del sorteggio per la designazione dei membri del CSM e il trasferimento delle competenze disciplinari a un nuovo organismo, l'Alta corte disciplinare. Questi temi infiammano il dibattito politico a livello nazionale.

Posizioni a Confronto sul CSM

Per il fronte del Sì, hanno preso la parola il presidente della Camera penale, Sebastiano Tosoni, il segretario provinciale di Forza Italia, Michele Falcone, e Salvatore Scalia, membro del direttivo provinciale di Fratelli d'Italia. Essi hanno sostenuto che la riforma mira a porre fine all'«auto giudizio dei magistrati» e a liberare la magistratura dalle correnti politiche interne.

«Non c’è nessuna parte della riforma che metta in dubbio l’indipendenza della magistratura», ha affermato Falcone, ribadendo che il sorteggio eliminerebbe le influenze delle correnti. Scalia ha evidenziato le migliaia di persone che hanno subito ingiusta detenzione, criticando il basso numero di procedure disciplinari avviate e l'auto-assoluzione dei magistrati.

Critiche e Difese della Riforma

Sul fronte del No, sono intervenuti l'avvocata Maddalena Grassi, il segretario provinciale del Partito Democratico, Adriano Stabile, e il consigliere regionale PD, Marco Carra. Essi hanno accusato la riforma di voler limitare l'indipendenza della magistratura dal potere esecutivo e legislativo, minando l'equilibrio dei poteri sancito dalla Costituzione.

Carra e Stabile hanno espresso preoccupazione per un possibile indebolimento dell'autonomia della magistratura. L'avvocata Grassi ha replicato, sottolineando come la possibilità per il Ministro di avviare procedure disciplinari dimostri un certo equilibrio, e ha invitato a riflettere sul perché tali procedure siano così limitate, suggerendo una fiducia nel giudizio del CSM.

L'avvocato Tosoni ha controbattuto, affermando che la limitazione serve a non dare l'impressione di ingerenza e che, in ultima analisi, il CSM fa ciò che desidera. Il confronto si è rivelato serrato, con entrambi i fronti determinati a convincere l'elettorato in vista del referendum, dove ogni voto potrebbe rivelarsi decisivo.