Agricoltori e pescatori in Puglia manifestano per chiedere sostegno economico e risposte concrete dal Governo. Le proteste mirano a sensibilizzare sull'aumento dei costi di produzione e del carburante.
Manifestazione agricola sulla SP 231
Un cartello su un tir recita: "Dietro ogni piatto sulla nostra tavola c'è il sudore, la dedizione e il sacrificio dei nostri agricoltori". Agricoltori e olivicoltori si sono riuniti per chiedere aiuti concreti. Il settore agricolo affronta costi di produzione in costante aumento. La protesta mira a ottenere risposte positive dal Governo.
Antonio Mastrodonato, portavoce dei manifestanti, ha spiegato la situazione. "Siamo ancora tutti riuniti in presidio in segno di resistenza e determinazione", ha affermato. I mezzi agricoli, tra cui camion e trattori, sono fermi lungo la provinciale 231. Il traffico veicolare, tuttavia, continua a scorrere regolarmente.
Una delegazione di agricoltori pugliesi si trova a Roma. L'obiettivo è ottenere un incontro con il sottosegretario La Pietra e il ministro dell'Agricoltura Lollobrigida. Si spera in risposte immediate o almeno in un segnale di vicinanza. La manifestazione proseguirà nei prossimi giorni con ulteriori iniziative. Si parteciperà anche a una festa agricola a Corato per esporre le problematiche del settore.
Un giovane agricoltore ha dichiarato: "Fino a quando non avremo risposta non ci fermeremo". Un altro manifestante ha aggiunto: "Qui non si può andare avanti, fa nulla che perdiamo le giornate di lavoro. Non possiamo perdere la dignità". La determinazione dei partecipanti è alta.
Protesta dei pescatori a Manfredonia
Anche la marineria di Manfredonia, una delle più importanti della Puglia, ha organizzato una protesta. I pescatori manifestano contro il caro carburante e l'aumento dei prezzi. Il settore della pesca è in ginocchio a causa di questi rincari.
Un sit-in si è tenuto in piazza Marconi, vicino alla Capitaneria di porto. Oltre un centinaio di pescatori hanno partecipato all'iniziativa. Domenico Carpano, vice presidente dell'associazione armatori, ha sottolineato l'importanza economica del settore. "Siamo circa 300 persone e 140 barche", ha detto. L'economia della città di Manfredonia dipende per oltre il 50% dal mare.
La crisi del settore è iniziata prima del conflitto in Ucraina. L'aumento del costo del gasolio ha aggravato ulteriormente la situazione. Carpano ha fornito dati precisi. Una barca di medie dimensioni necessita ora del doppio del carburante rispetto a prima. Se prima servivano 4.000 euro ogni sei giorni, ora ne servono circa 8.000. Per le imbarcazioni più grandi, il costo sale a 13.000 euro ogni sei giorni.
Questi costi sono ritenuti insostenibili. Le uscite in mare sono diminuite drasticamente. Dal 13 agosto al 29 settembre, ad esempio, non è stato possibile uscire a causa del fermo biologico. Carpano, che lavora nel settore da anni, ha evidenziato come il gasolio sia fondamentale per la loro attività. "Senza il nostro mestiere non esisterebbe", ha affermato.
Allarme Coldiretti Puglia
Coldiretti Puglia ha lanciato un allarme riguardo alla situazione. Lo sciopero dei tir italiani rischia di compromettere le consegne e gli approvvigionamenti. Questo potrebbe portare a scaffali vuoti nei supermercati.
Si paventa un aumento del ricorso a prodotti provenienti dall'estero per garantire la disponibilità di cibo. Coldiretti Puglia sottolinea l'urgenza di rafforzare i controlli sulla provenienza e sulla tracciabilità degli alimenti. Il business delle agromafie ha raggiunto un valore di 25,2 miliardi di euro.
La situazione attuale evidenzia la fragilità della filiera agroalimentare italiana. Le proteste in corso mettono in luce le difficoltà che agricoltori e pescatori stanno affrontando. La richiesta di interventi immediati da parte del Governo è sempre più pressante.