L'apicoltura nelle Marche affronta una doppia sfida: il clima avverso e le importazioni di miele a basso costo dall'estero. La produzione locale, pur mantenendo una certa resilienza, soffre la concorrenza sleale e l'aumento dei costi di produzione.
Produzione di miele nelle Marche
Nonostante un'estate caratterizzata da temperature elevate, la produzione di miele nelle Marche ha raggiunto le 694 tonnellate. Questo dato rappresenta il 3% del totale nazionale. L'elaborazione proviene dalla Cia Agricoltori Italiani delle Marche, basata su dati dell'Ismea e dell'Osservatorio Nazionale Miele.
Sul territorio marchigiano operano circa 61mila alveari. Questi rappresentano il 5% del patrimonio apistico italiano. La resilienza della produzione locale è stata confermata da Luca Bianchi, presidente Agia Cia Marche e apicoltore.
Costi di produzione e concorrenza estera
«La produzione nelle Marche non è stata così negativa rispetto alle aspettative», ha dichiarato Luca Bianchi. «Il vero problema che deve emergere riguarda invece i costi di produzione. Noi produciamo prodotti di qualità, sostenendo però costi molto elevati».
Produrre un chilogrammo di miele in Italia ha un costo medio di 9,70 euro. Secondo il rapporto "Honey Cost" del Crea, il costo operativo supera i 6,40 euro al chilogrammo. I costi variabili incidono per circa 3,60 euro.
Questi numeri sono ulteriormente aggravati dall'aumento dei costi energetici. Anche gli imballaggi e i trasporti hanno subito un incremento significativo. Nonostante ciò, sugli scaffali è possibile trovare miele a prezzi inferiori.
L'impatto delle importazioni extra-UE
«È necessario fare massa critica nei confronti del prodotto straniero extra-Ue importato a basso costo», ha evidenziato Pier Luigi Remoli. È vicepresidente Cia Ascoli-Fermo-Macerata e presidente del Consorzio Apicoltori Piceni e Fermani. «Questa è la prima causa dell'aumento negli stoccaggi di merce invenduta».
Cia Marche e Agia Cia Marche ritengono che questo fenomeno sia una conseguenza di accordi commerciali. Tra questi viene citato il Mercosur. Le associazioni chiedono maggiore equità.
Si richiede che le aziende extra-Ue siano soggette agli stessi controlli. Devono rispettare lo stesso rigore normativo riservato ai produttori italiani. L'obiettivo è garantire una competizione più leale nel mercato del miele.
Domande e Risposte
Perché il miele italiano costa di più del miele importato?
Il miele italiano ha costi di produzione più elevati a causa di normative più stringenti, standard di qualità più alti e un'attenzione maggiore alla sostenibilità ambientale. A ciò si aggiungono i costi maggiori per energia, imballaggi e trasporti all'interno dell'Unione Europea.
Quali sono i principali problemi per gli apicoltori marchigiani?
Gli apicoltori marchigiani affrontano principalmente due sfide: l'impatto del caldo estivo sulla produzione di miele e la forte concorrenza delle importazioni di miele extra-UE a basso costo. Quest'ultima causa un aumento delle scorte invendute e una pressione al ribasso sui prezzi.
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