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L'export delle Marche registra un incremento del 9,2% nel primo semestre 2026, superando la media nazionale. Tuttavia, la crescita è concentrata in specifici settori come la cantieristica, richiedendo un'analisi prudente della situazione economica regionale.

Export marchigiano in rialzo nel primo semestre

Le esportazioni delle Marche hanno mostrato un segnale positivo nel primo semestre del 2026. Il dato regionale ha raggiunto un aumento del 9,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questo risultato si posiziona al di sopra della media nazionale, che si attesta al +4,5%. Il presidente di Confindustria Marche, Roberto Cardinali, ha commentato questi dati. Ha definito il ritorno in positivo un segnale importante per l'economia locale. La performance marchigiana supera quindi le aspettative generali.

Tuttavia, l'associazione degli industriali evidenzia una concentrazione di questa dinamica positiva. Essa si manifesta principalmente in alcuni settori chiave. Tra questi spiccano i mezzi di trasporto, con un incremento del +72,5%. Anche gli altri mezzi di trasporto hanno registrato un notevole aumento, pari all'+80,5%. Questi dati indicano una forte dipendenza da specifici comparti produttivi per la crescita complessiva.

Analisi prudente della crescita settoriale

Roberto Cardinali ha sottolineato la necessità di un'analisi prudente dei dati. Una parte significativa di questa crescita è attribuita alla cantieristica navale. Questo settore è caratterizzato da commesse di elevato valore economico. Inoltre, i flussi di esportazione in questo ambito possono essere irregolari nel tempo. Al netto di questi comparti più volatili, la crescita effettiva risulta più contenuta. Si parla quindi di una ripresa reale, ma ancora selettiva.

Diversi settori della manifattura marchigiana continuano ad affrontare difficoltà. Questo evidenzia una ripresa non uniforme sul territorio. La resilienza di alcuni comparti non compensa le problematiche in altri. La situazione richiede quindi un monitoraggio attento delle tendenze future. L'obiettivo è comprendere la sostenibilità di questa crescita nel medio-lungo termine.

Dinamiche geografiche dell'export marchigiano

Sul fronte delle destinazioni geografiche, si osservano andamenti molto diversificati. Le esportazioni verso l'America settentrionale sono cresciute in modo marcato, registrando un +85,8%. Anche le vendite verso l'Europa hanno mostrato un aumento, seppur più modesto, del +6,9%. Questi mercati rappresentano quindi aree di forza per l'export regionale.

Al contrario, si registrano cali significativi in altre aree. Le vendite verso l'Africa sono diminuite del -2,7%. L'America centro-meridionale ha visto un calo dello -0,8%. L'Asia centrale ha registrato un -8,9%, mentre l'Asia orientale un -11,9%. Il Medio Oriente ha subito una flessione del -29,5%. L'Oceania e altri territori hanno visto una diminuzione del -12,4%. Il forte incremento verso il Nord America è legato anche all'espansione dei flussi nei mezzi di trasporto.

Andamenti provinciali e settoriali

Analizzando i dati provinciali, Ancona ha chiuso il semestre con una crescita delle esportazioni del 27,5%. Questo risultato è stato trainato dai mezzi di trasporto (+88,7%), dai prodotti tessili (+64,6%), dai macchinari (+43,5%) e dal settore legno-carta-stampa (+29,4%). Rimangono in calo i prodotti in metallo (-13,2%) e gli apparecchi elettrici (-10,0%).

Pesaro Urbino ha registrato un aumento del 6%, con il settore alimentare in crescita del +25,3% e i prodotti in metallo del +22,1%. Si nota però una flessione nel settore del mobile (-9,5%). Macerata ha chiuso con un calo del 5,4%, con flessioni nel tessile-abbigliamento-pelli (-9,7%), nella chimica (-20,2%) e nel mobile (-20,6%).

Anche Fermo ha visto una diminuzione del 6,2%. Il tessile-abbigliamento-pelli ha perso il 9,0% e gli articoli in pelle il 9,4%. Crescono invece computer, apparecchi elettronici e ottici (+89,9%) e legno, carta e stampa (+10,3%). Infine, Ascoli Piceno registra una flessione del 4,2%. Il settore farmaceutico, principale comparto provinciale, arretra del 2%. Più marcato il calo per gomma-plastica e minerali non metalliferi (-29,0%) e mezzi di trasporto (-41,6%). Positivi i computer, apparecchi elettronici e ottici (+28,5%), i prodotti tessili (+9,1%) e la chimica (+8,6%).

Prospettive future e strategie di sostegno

Il presidente Cardinali ha ribadito che il quadro provinciale e settoriale conferma l'assenza di una ripresa uniforme. Accanto a comparti che rafforzano la loro presenza internazionale, altri restano sotto pressione. Tra questi la moda, le calzature, il mobile e alcuni prodotti della gomma-plastica. È quindi fondamentale sostenere gli investimenti. L'innovazione e l'internazionalizzazione delle imprese sono cruciali. Bisogna favorire il consolidamento nei mercati europei. Allo stesso tempo, è importante perseguire una maggiore diversificazione geografica.

La competitività delle Marche dipende dalla capacità di trasformare il rimbalzo di alcuni grandi flussi in una crescita più diffusa e stabile. L'intero sistema manifatturiero regionale deve beneficiare di questa dinamica. L'obiettivo è creare un tessuto economico più resiliente e meno dipendente da singoli settori o mercati. La strategia deve puntare su una crescita organica e sostenibile nel tempo.

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