Un progetto finanziato dal PNRR a Jesi ha portato alla luce e digitalizzato un manoscritto sull'Indice dei libri proibiti. L'iniziativa culmina in una mostra che esplora la censura libraria tra il Seicento e il Settecento.
La censura libraria tra Seicento e Settecento
Un importante progetto di ricerca ha riportato alla luce la censura libraria. L'iniziativa si concentra su un manoscritto unico. Questo documento è conservato presso la Biblioteca Pianettiana. L'evento di presentazione è fissato per sabato 16 maggio. Si terrà nella Sala Maggiore di Palazzo della Signoria a Jesi, provincia di Ancona. L'orario previsto è le 18:00.
L'iniziativa rientra nel programma "Dicolab. Cultura al Digitale". Questo programma è promosso dal Ministero della Cultura. Utilizza fondi provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il lavoro ha permesso di studiare e digitalizzare un documento di grande valore storico. Esso getta luce sulle pratiche di censura libraria. Queste pratiche erano diffuse tra il Seicento e il Settecento.
Studio e digitalizzazione del manoscritto
La ricerca è stata guidata da Manuela Martellini. Lei proviene dall'Università di Macerata. La ricerca sul campo è stata condotta da Ilaria Antonelli. Meri Petrini della biblioteca civica ha offerto la sua preziosa collaborazione. Il team ha analizzato un corpus di 256 titoli. Questi testi erano stati segnalati come proibiti. Lo studio ha evidenziato interventi materiali di oscuramento. Sono state anche documentate correzioni apportate ai testi.
Questo lavoro di ricerca contribuisce significativamente alla comprensione. Aiuta a capire come la censura ecclesiastica agiva concretamente. Le sue azioni si manifestavano sulle collezioni private. Lo studio offre una prospettiva dettagliata. Permette di visualizzare l'impatto della censura sui libri.
Mostra e restituzione dei risultati
Il progetto non si limita alla sola ricerca. Comprende anche un'esposizione al pubblico. La mostra si intitola "Libri proibiti: segreti e censura nell'antica libreria Pianetti". L'apertura al pubblico è prevista per sabato. Sarà visitabile per tutto il mese di giugno. È prevista un'apertura straordinaria. Questa avverrà il 23 maggio in occasione della "Notte dei Musei".
Successivamente, l'11 giugno, si terrà un importante evento. Presso l'Università di Macerata si svolgerà una giornata dedicata alla restituzione dei progetti regionali Dicolab. Questo momento segnerà la condivisione dei risultati ottenuti.
Il valore del pensiero critico per i giovani
L'assessore alla cultura di Jesi, Luca Brecciaroli, ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa. Ha dichiarato che "riscoprire i testi censurati della nostra storia significa consegnare ai giovani una preziosa bussola per il pensiero critico". Le sue parole evidenziano il valore educativo del progetto. La comprensione del passato aiuta a formare cittadini consapevoli. La censura è un tema rilevante per la libertà di espressione.
La digitalizzazione dei documenti permette una fruizione più ampia. Rende accessibili testi altrimenti difficilmente consultabili. Questo contribuisce alla conservazione del patrimonio culturale. Offre nuove opportunità di studio e approfondimento per ricercatori e appassionati.