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Una mostra a Viareggio racconta le storie di emigranti italiani che usarono il pugilato come mezzo di riscatto sociale negli Stati Uniti tra fine '800 e inizio '900. L'esposizione include immagini, documenti e storie personali.

Emigranti italiani sul ring americano

Una mostra speciale a Viareggio esplora il legame tra emigrazione italiana e pugilato. L'evento, intitolato "Fortissimi. Emigranti sul ring: un secolo di battaglie in America", è organizzato dalla Fondazione Paolo Cresci. L'esposizione si tiene a Villa Argentina. La mostra sarà visitabile fino al 2 agosto. L'iniziativa è realizzata in collaborazione con la Provincia di Lucca.

Il pugilato era uno sport molto seguito in quel periodo. La mostra si concentra sul periodo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Raccoglie storie di uomini che cercarono fortuna lontano dall'Italia.

Storie di forza e riscatto sociale

I "Fortissimi" sono gli emigranti italiani. Questi uomini si affidarono alla loro forza fisica. Cercavano di cambiare la loro vita in una terra straniera. Alcuni raggiunsero la fama, come Primo Carnera e Leone Jacovacci. Molti altri, però, rimasero figure sconosciute. Tutti salirono sul ring con orgoglio. Speravano di ottenere un riscatto sociale e una fortuna. Spesso, però, la sorte non fu loro favorevole.

La mostra presenta un percorso attraverso immagini e documenti originali. Questi materiali narrano il difficile cammino degli emigranti. Saranno presentate oltre 20 storie individuali. Tra queste, le vicende di pugili originari della provincia di Lucca. Si citano Gino Buonvino e Simone Chelli da Coreglia Antelminelli.

Un'esposizione ricca di significato

Il presidente della Provincia, Marcello Pierucci, sottolinea l'importanza della mostra. La definisce una vetrina per l'attività della Fondazione Paolo Cresci. La fondazione si occupa della ricerca storica sull'emigrazione italiana. L'evento valorizza anche Villa Argentina come centro culturale. Inoltre, affronta un tema poco conosciuto. Si tratta del fenomeno migratorio del Novecento. In particolare, si evidenzia il ruolo dello sport come veicolo di affermazione.

Per molti italiani, il pugilato rappresentava un'opportunità. Era un mezzo per ottenere emancipazione sociale. Permetteva di superare ostacoli e di costruirsi un futuro migliore.

La lotta per un futuro migliore

I curatori, Massimo Cutò e Pietro Luigi Biagioni, descrivono la mostra. Scrivono che molti italiani affrontarono enormi difficoltà. Cercavano riscatto e affermazione in Europa e America. Alcuni ebbero successo, altri no. Ogni individuo combatté la propria battaglia. Diede e ricevette colpi, senza mai arrendersi. La mostra offre anche la proiezione di filmati d'epoca. L'ingresso è libero.

Il volume che accompagna la mostra contiene contributi di Pietro Luigi Biagioni, Gianfranco Vangolli. La prefazione è di Maddalena Tirabassi.

Domande frequenti

Dove si tiene la mostra "Fortissimi sul ring"? La mostra si svolge a Viareggio, presso Villa Argentina, in provincia di Lucca.

Chi sono i "Fortissimi" raccontati nella mostra? I "Fortissimi" sono gli emigranti italiani che, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, cercarono riscatto sociale e fortuna negli Stati Uniti attraverso il pugilato.

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