Una nuova centrale idroelettrica è in progetto a Longarone, vicina al sito del Vajont. La proposta si aggiunge a un altro impianto simile in Friuli, suscitando dibattito e opposizioni.
Nuovo impianto idroelettrico a Longarone
La Compagnia energetica bellunese (Ceb) ha presentato un'istanza alla Provincia di Belluno. L'obiettivo è la realizzazione di un impianto idroelettrico. La localizzazione prevista è nel comune di Longarone. Si trova a pochi metri dalla confluenza tra il torrente Vajont e il fiume Piave. La notizia è stata riportata dal quotidiano Il Gazzettino.
Questa proposta si aggiunge a un progetto simile. La società pordenonese Welly Red intende costruire una centralina idroelettrica. L'area individuata è sotto la diga del Vajont. Si tratta di poche centinaia di metri più in alto. Tuttavia, questo secondo impianto ricade in territorio friulano.
Dettagli tecnici e impatto ambientale
L'impianto proposto in Veneto sfrutterà una briglia già esistente. Prevede un salto d'acqua di circa 24 metri. Il prelievo massimo di acqua sarà di 4.500 litri al secondo. La potenza nominale stimata è di 378 kW. Il progetto è definito tecnicamente come "puntuale".
Questa caratteristica implica che non sarà necessaria una valutazione di impatto ambientale. L'impianto sarà praticamente invisibile. Sarà interamente realizzato all'interno della struttura della briglia. L'iter procedurale è attualmente sospeso. La Ceb ha richiesto questa pausa. Attende di presentare una documentazione più completa. L'istanza non è stata ritirata ufficialmente.
Opposizioni e polemiche
Nel frattempo, il progetto della Welly Red in territorio friulano prosegue. A Longarone, tuttavia, prevale una forte contrarietà. Si oppone attivamente il comitato dei superstiti e sopravvissuti del Vajont. Questo gruppo ha già annunciato l'intenzione di presentare un ricorso. Sarà indirizzato al Presidente della Repubblica.
Le motivazioni del ricorso sono di natura etico-morale. Si basano sulla memoria storica del disastro del 1963. L'obiettivo è impedire l'avanzamento del progetto friulano. La contrarietà a Longarone sembra concentrarsi su quest'ultimo.
Il sindaco di Erto e Casso interviene
Il sindaco di Erto e Casso (Pordenone), Antonio Carrara, si è mostrato critico. Egli è favorevole al progetto della Welly Red. Parlando con Il Gazzettino, ha sollevato dubbi. Si chiede se il Presidente Mattarella verrà interessato del problema per una sola centralina o per entrambe. Sottolinea che il Capo dello Stato dovrebbe essere coinvolto per tutto ciò che riguarda la memoria del Vajont.
Il sindaco esprime perplessità. Viene da pensare che una centralina sia un problema. L'altra, che porterebbe introiti di sovracanoni idrici a Longarone, invece sia accettabile. L'acqua utilizzata è la stessa. Eppure, lui si sente dipinto come il "cattivo".
Domande e risposte
Cosa prevede il nuovo progetto idroelettrico a Longarone?
Il progetto della Ceb prevede la realizzazione di un impianto idroelettrico sfruttando una briglia esistente. L'impianto, con una potenza di 378 kW, sarà quasi invisibile e non richiederà valutazione di impatto ambientale.
Quali sono le principali opposizioni al progetto?
A Longarone, il comitato dei superstiti e sopravvissuti del Vajont si oppone al progetto, annunciando un ricorso al Presidente della Repubblica per motivi storici e morali legati al disastro del 1963.
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