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Il settore degli autotrasporti in Lombardia affronta una grave crisi dovuta all'aumento dei costi del gasolio. Molte aziende rischiano il collasso e si prospetta uno stop dei servizi.

Crisi autotrasporti: un settore in ginocchio

La preoccupazione degli autotrasportatori lombardi è palpabile. Un'assemblea straordinaria urgente ha acceso i riflettori sulla crisi del settore. Il caro gasolio minaccia la sopravvivenza di molte imprese. Questo comparto è fondamentale per l'economia nazionale.

I numeri dipingono un quadro allarmante. Tra il 2015 e la fine del 2025, il numero di imprese attive è diminuito significativamente. Si parla di una riduzione del 23,6%. Quasi un quarto delle aziende è scomparso dal mercato.

L'aumento dei prezzi dei carburanti, esacerbato da eventi internazionali, rischia di peggiorare ulteriormente la situazione. Le previsioni indicano un'ulteriore contrazione delle imprese entro la fine dell'anno.

L'impatto del caro carburante sulle imprese

Emmanuele Florio, segretario della Fai (Federazione autotrasportatori italiani) per le province di Milano, Monza Brianza e Lodi, esprime forte preoccupazione. «Siamo a rischio collasso», afferma. La sua sezione territoriale è la più rappresentativa in Lombardia.

L'assemblea ha visto la partecipazione di circa sessanta imprese. Queste operano su tutto il territorio regionale. Molte aziende faticano a mantenere la liquidità necessaria. Devono anticipare somme di denaro maggiori rispetto al solito.

La situazione finanziaria è insostenibile per la maggior parte delle realtà. I conti non tornano più. Di fronte a questi costi, molte aziende valutano di tenere i mezzi fermi. La priorità è evitare perdite ulteriori.

Prospettive di fermo dei servizi

La situazione potrebbe portare a un'interruzione dei servizi. Si parla di cinque giorni di stop per l'intero settore. Florio preferisce definirlo un «fermo» piuttosto che uno sciopero. Spera che questa misura estrema possa essere evitata.

Un fermo dei servizi rappresenterebbe una vera catastrofe per l'economia. Unatras, coordinamento unitario delle federazioni nazionali dell'autotrasporto merci, incontrerà il Garante. L'obiettivo è definire le modalità della protesta nel rispetto delle leggi.

L'ipotesi è che il fermo possa avvenire a metà maggio. La speranza è che il governo intervenga con soluzioni concrete. L'obiettivo è evitare la paralisi del settore.

Il costo del gasolio e le accise

Il fulcro della crisi è l'aumento vertiginoso del costo del gasolio. In Lombardia, il prezzo medio self-service ha superato i 2,113 euro al litro. Si tratta di un aumento di oltre il 30% rispetto alla fine del 2025. Allora il prezzo era circa 50 centesimi in meno.

Dal 27 febbraio, data di un attacco in Iran, il rincaro è stato del 24%. Il taglio delle accise applicato alle imprese non è sufficiente. È sceso a 7 centesimi dal 19 marzo. I 20 centesimi precedentemente scalati dal prezzo esposto non compensano l'aumento.

Le aziende non hanno più margini di guadagno. La loro preoccupazione è legata alla mancanza di redditività.

Tempi di pagamento e liquidità

Un altro aspetto critico riguarda i tempi di pagamento. Gli autotrasportatori pagano il gasolio con fatture a scadenza settimanale o quindicinale. I servizi di trasporto, invece, vengono saldati con ritardi significativi.

I pagamenti possono arrivare a 60, 90 o addirittura 120 giorni. Questa discrepanza temporale mette a dura prova la liquidità delle aziende. Se gli aumenti non vengono assorbiti dai committenti o dallo Stato, molte imprese non riusciranno a sopravvivere.

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