Condividi
AD: article-top (horizontal)

Il settore dell'autotrasporto in Lombardia è in profonda crisi, con un calo del 23,6% delle imprese dal 2015. L'aumento dei costi del carburante minaccia ulteriori chiusure e un possibile blocco dei servizi.

Cala il numero delle imprese di autotrasporto

Il settore degli autotrasporti in Lombardia sta affrontando una crisi senza precedenti. Un'assemblea straordinaria della Fai (Federazione autotrasportatori italiani) ha evidenziato la gravità della situazione. La preoccupazione principale riguarda l'aumento vertiginoso dei costi del gasolio. Questo scenario mette a rischio la sopravvivenza di molte aziende.

I dati elaborati dalla Cgia di Mestre, basati sui registri delle Camere di commercio, sono allarmanti. Alla fine del 2025, operavano poco più di 10mila imprese nel settore. Si tratta di una diminuzione del 23,6% rispetto al 2015. La situazione è aggravata dalle recenti tensioni internazionali, che hanno causato un'ulteriore impennata dei prezzi dei carburanti. Si teme un'ulteriore contrazione del numero di aziende entro la fine dell'anno.

Fermata dei servizi in vista

Emmanuele Florio, segretario della Fai Milano Monza Brianza Lodi, ha espresso forte preoccupazione. «Dalle piccole aziende a quelle di grandi dimensioni: sono tutte preoccupate», ha dichiarato. Durante l'assemblea, a cui hanno partecipato circa sessanta imprese operanti in tutta la regione, è emerso un quadro critico. Molte aziende rischiano di non avere più liquidità sufficiente per operare. Devono anticipare somme di denaro molto più ingenti rispetto al passato.

La situazione finanziaria è insostenibile per la maggior parte delle imprese, circa il 90%. La conclusione è amara: «Meglio tenere i mezzi fermi piuttosto che uscire con questi costi». Di conseguenza, è stata presa la decisione di organizzare una fermata dei servizi di cinque giorni. «Non mi piace chiamarlo sciopero, è un fermo», ha precisato Florio. Si spera di poter evitare questo scenario, che rappresenterebbe una vera catastrofe per l'economia.

Incontro per definire la protesta

Unatras, il coordinamento unitario delle federazioni nazionali dell'autotrasporto merci, che rappresenta l'80% del settore, incontrerà il Garante. L'obiettivo è definire le modalità della protesta, nel rispetto delle leggi vigenti. L'ipotesi è che il fermo dei servizi possa concretizzarsi a metà maggio. L'intento è quello di evitare la paralisi totale, ma è fondamentale trovare una soluzione rapida.

«La nostra speranza è che il governo trovi una soluzione per evitare la paralisi», ha sottolineato Florio. Il nodo centrale della questione è il costo del gasolio. In Lombardia, il prezzo medio self-service ha superato gli 2,113 euro al litro. Si tratta di un aumento di oltre il 30% rispetto alla fine del 2025. Dal 27 febbraio, data precedente all'attacco all'Iran, il rincaro è stato del 24%.

Taglio accise insufficiente

Il segretario della Fai ha spiegato che il taglio delle accise applicato alle imprese non è sufficiente. «È sceso a 7 centesimi dal 19 marzo perché 20 centesimi sono stati scalati a tutti dal prezzo esposto nelle stazioni di servizio», ha affermato. Il risultato è che l'effetto benefico è stato annullato dall'aumento generale dei prezzi. Le aziende sono sempre più preoccupate per la mancanza di marginalità.

A complicare ulteriormente la situazione, ci sono i tempi di pagamento. Gli autotrasportatori pagano il gasolio con fatture a scadenza settimanale o quindicinale. Al contrario, i servizi di trasporto vengono saldati con ritardi che variano dai 60 ai 90 giorni, e in alcuni casi fino a 120 giorni. Se gli aumenti non verranno assorbiti in parte dai committenti e in parte dallo Stato, molte aziende potrebbero esaurire la propria liquidità.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: