I Carabinieri hanno effettuato controlli a Lecce e provincia, sospendendo 4 attività imprenditoriali per lavoro nero e violazioni sulla sicurezza. Nove aziende su dieci ispezionate sono risultate irregolari.
Controlli su lavoro nero e sicurezza
I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Lecce hanno condotto verifiche approfondite. Le ispezioni hanno riguardato i settori balneare, edilizio e della ristorazione. L'obiettivo era contrastare il lavoro sommerso e le infrazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Su un totale di 10 aziende controllate, 9 hanno presentato irregolarità.
Queste verifiche hanno messo in luce numerose criticità. Sono stati riscontrati casi di lavoro irregolare e violazioni relative alla sorveglianza sanitaria. La formazione dei lavoratori è risultata spesso inadeguata. Sono emerse anche mancanze nella protezione dei lavoratori impiegati in quota. La vigilanza dei direttori dei lavori sui cantieri era insufficiente. Mancavano piani di emergenza e dispositivi di protezione individuale.
I datori di lavoro non garantivano il corretto uso delle attrezzature in quota. L'igiene sui luoghi di lavoro presentava gravi carenze. Questi controlli mirano a garantire condizioni lavorative dignitose e sicure per tutti i dipendenti. La tutela della salute e della sicurezza rappresenta una priorità assoluta.
Bilancio delle irregolarità e sanzioni
Il bilancio dei controlli evidenzia 9 casi di lavoro nero. Sono state rilevate 14 criticità legate alla mancata sorveglianza sanitaria e formazione. Su 41 lavoratori complessivamente verificati, sono emerse diverse problematiche. Queste includono la mancata protezione dei lavori eseguiti in quota. Si è riscontrata anche la mancata vigilanza del direttore dei lavori sul cantiere. Inoltre, mancava la redazione del piano di emergenza.
La distribuzione dei dispositivi di protezione individuale era assente. La formazione sui rischi presenti nei luoghi di lavoro non era stata effettuata. L'obbligo del datore di lavoro al corretto utilizzo delle attrezzature in quota non era rispettato. Infine, sono state riscontrate gravi carenze igieniche sui luoghi di lavoro. Queste violazioni mettono a rischio la salute e l'incolumità dei lavoratori.
Le autorità hanno disposto la sospensione dell'attività per quattro aziende. Questo provvedimento è scattato per l'impiego di lavoratori in nero. Sono state applicate maxi sanzioni pari a 3900 euro per ogni lavoratore irregolare. Inoltre, è stata comminata una sanzione amministrativa di 2500 euro per ciascuna sospensione. Le sanzioni totali ammontano a oltre 54.800 euro.
Sono state irrogate ammende per circa 86.300 euro. Sono stati recuperati 3.200 euro di contributi precedentemente non versati. In un caso specifico, è emerso che due soci amministratori figuravano come dipendenti della stessa azienda. Nei loro confronti è stato emesso un provvedimento di diffida. L'attività di controllo proseguirà per garantire il rispetto delle normative.