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Droni sottomarini in fase di studio alla Spezia potrebbero presto imitare i versi dei cetacei per comunicare. L'obiettivo è renderli quasi impossibili da intercettare, migliorando la sicurezza delle infrastrutture sottomarine.

Nuove tecnologie per la sicurezza subacquea

Un innovativo progetto è in corso presso il Polo della dimensione subacquea. Qui si esplorano nuove frontiere tecnologiche. L'obiettivo è proteggere le infrastrutture critiche sui fondali marini. La Marina Militare supporta attivamente queste ricerche. Finanziamenti sono stati destinati a start-up, aziende e università. Si punta a sviluppare soluzioni all'avanguardia.

Il progetto si chiama "Sea Chatters". È stato proposto da BK srl. Mira a ridurre drasticamente la probabilità di rilevamento dei droni. Si lavora per rendere la loro presenza quasi invisibile. Questo si otterrà sviluppando sistemi di comunicazione avanzati. L'idea è imitare fedelmente i suoni dei mammiferi marini. In alternativa, si studiano pattern luminosi naturali. Lo scopo è nascondere la comunicazione nel rumore di fondo ambientale. Un drone di sorveglianza potrebbe così operare senza essere scoperto.

Comunicazione mimetica e sorveglianza

Immaginiamo un drone incaricato di monitorare un metanodotto. Questo veicolo potrebbe trasmettere informazioni sulla sua posizione. Lo farebbe senza rivelare la sua presenza a potenziali minacce. La comunicazione diventerebbe parte integrante dell'ambiente marino. Sarebbe indistinguibile dai suoni naturali. Questo approccio rivoluziona la sorveglianza sottomarina. Aumenta significativamente la sicurezza delle operazioni.

Il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea (PNS) ha sede alla Spezia. Qui si studiano anche nuovi materiali innovativi. Questi materiali servono a ridurre la frequenza di manutenzione dei veicoli autonomi. I droni devono infatti operare per settimane in acqua salata. Si esplorano anche sistemi di comunicazione ottici. Questi sono pensati per sciami di droni che operano in gruppo. Un'altra frontiera è rappresentata dalle stazioni laser di ricarica. Queste permetterebbero ai droni di ricaricarsi senza dover emergere.

Intelligenza artificiale per il monitoraggio ambientale

Un ulteriore sviluppo riguarda il riconoscimento e l'osservazione del "dna ambientale". Questo concetto si basa sull'intelligenza artificiale. L'obiettivo è applicarlo alle missioni di sorveglianza sottomarina. L'IA potrebbe analizzare campioni ambientali. Identificherebbe così presenze o anomalie. Questo aprirebbe nuove possibilità per il monitoraggio degli ecosistemi marini. La sicurezza delle infrastrutture e la tutela dell'ambiente vanno di pari passo.

La ricerca alla Spezia apre scenari futuri entusiasmanti. La collaborazione tra Marina Militare, aziende e università è fondamentale. Questo approccio integrato permette di affrontare sfide complesse. La protezione dei nostri mari e delle loro risorse è una priorità. Le nuove tecnologie giocano un ruolo cruciale in questo sforzo.

Domande frequenti

Cosa sono i droni sottomarini che imitano i cetacei?
Sono veicoli autonomi subacquei in fase di studio. Il loro scopo è comunicare imitando i suoni dei mammiferi marini. Questo li rende quasi impossibili da intercettare, migliorando la sicurezza.

Dove si svolgono queste ricerche?
Le ricerche si svolgono presso il Polo della dimensione subacquea alla Spezia. Il progetto è supportato dal Centro di supporto e sperimentazione navale della Marina Militare.