Cronaca

La Salle: ergastolo richiesto per l'ex di Auriane Laisne

18 marzo 2026, 12:26 6 min di lettura
La Salle: ergastolo richiesto per l'ex di Auriane Laisne Immagine generata con AI La salle
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La Procura di Aosta ha richiesto l'ergastolo per Sohaib Teima, 24 anni, accusato dell'omicidio della sua ex fidanzata Auriane Laisne, 22 anni. La giovane fu trovata morta ad aprile 2024 in una chiesetta a La Salle.

Femminicidio ad Aosta: la richiesta della Procura

La Valle d'Aosta è teatro di un processo che mira a fare giustizia per la giovane Auriane Laisne. La Procura di Aosta ha formalmente richiesto la pena massima, l'ergastolo, per Sohaib Teima. L'uomo, 24 anni, è l'ex fidanzato della vittima. Viene accusato del brutale omicidio della 22enne.

Auriane Laisne fu trovata senza vita il 5 aprile del 2024. Il ritrovamento avvenne all'interno dei ruderi di una piccola chiesa. Il luogo del ritrovamento è Equilivaz, una frazione situata sopra La Salle. La notizia ha scosso profondamente la comunità locale e non solo.

La richiesta di ergastolo è giunta al termine di una lunga requisitoria. Il pubblico ministero Manlio D'Ambrosi ha esposto le sue argomentazioni per circa due ore. La sua esposizione ha dettagliato la presunta dinamica dei fatti. Ha sottolineato le prove raccolte durante le indagini. La difesa avrà ora modo di presentare le proprie controdeduzioni.

Le accuse e la ricostruzione del PM

Il pubblico ministero Manlio D'Ambrosi ha dipinto un quadro agghiacciante. Ha descritto l'omicidio come un chiaro atto di femminicidio. Secondo l'accusa, Auriane Laisne sarebbe stata prima stordita. Le è stata somministrata una dose eccessiva di tranquillante. Questo le avrebbe impedito di difendersi efficacemente. Le ferite lievi sulla mano della giovane sono considerate prove di una resistenza.

Successivamente, senza più forze, la vittima sarebbe stata colpita al collo. La morte sarebbe sopraggiunta per asfissia. Auriane sarebbe morta soffocata dal proprio sangue. Questo accadeva mentre era semi incosciente. Il pm ha ricostruito meticolosamente ogni fase delle indagini. Le indagini sono state condotte dai Carabinieri della Valle d'Aosta.

Sono stati analizzati il ritrovamento del corpo e il successivo riconoscimento della giovane. Sono stati ricostruiti anche gli spostamenti dei due protagonisti nei giorni precedenti al tragico evento. La ricostruzione punta a dimostrare la premeditazione e la crudeltà dell'atto.

Maltrattamenti e ossessione: il movente secondo l'accusa

Il pm Manlio D'Ambrosi ha evidenziato come Auriane Laisne avesse subito maltrattamenti. La giovane sarebbe stata umiliata, picchiata e vessata. Non solo, ma sarebbe stata anche sequestrata. Il tutto sotto il controllo ossessivo del suo ex fidanzato, Sohaib Teima. La giovane viveva in uno stato di costante soggezione. Aveva paura dell'imputato.

È emerso un dettaglio significativo: Auriane aveva denunciato Teima per ben quattro volte in Francia. Le denunce riguardavano episodi di maltrattamento. Questo dato rafforza la tesi dell'accusa riguardo a un contesto di violenza pregressa. La relazione era segnata da abusi continui. La giovane cercava disperatamente una via d'uscita.

Il pubblico ministero ha anche mosso un'accusa diretta alla madre dell'imputato. Ha affermato che la donna avrebbe mentito durante il dibattimento. Questa dichiarazione aggiunge un ulteriore elemento di complessità al caso. Le testimonianze sono cruciali per stabilire la verità.

Le prove digitali e la data del delitto

Un elemento chiave presentato dall'accusa riguarda la localizzazione del cellulare di Sohaib Teima. Il dispositivo sarebbe stato presente nella zona di Equilivaz. La presenza è stata registrata nella notte tra il 26 e il 27 marzo. Questa data precede di poco il ritrovamento del corpo. Il pm ha sottolineato che il cellulare si trovava lì non di giorno, ma durante la notte. Questo dettaglio è considerato cruciale. Potrebbe indicare il momento in cui è stato compiuto il gesto efferato.

L'accusa non ha dubbi. Sostiene che sia stato Teima a uccidere la sua ex fidanzata. La ricostruzione dei fatti e le prove presentate mirano a confermare questa tesi. La presenza del cellulare in quel luogo e in quel momento specifico è un punto fermo per l'accusa. Viene visto come una prova inconfutabile della sua presenza sul luogo del delitto.

Il processo proseguirà con le argomentazioni della difesa. La prossima udienza è fissata per il 25 marzo. In quella sede, gli avvocati di Sohaib Teima esporranno la loro linea difensiva. La sentenza è attesa per l'8 aprile. L'intera comunità attende con ansia l'esito di questo processo.

Il contesto della Valle d'Aosta e La Salle

La Salle è un comune italiano situato in Valle d'Aosta. Si trova in Valdigne, una zona alpina caratterizzata da paesaggi mozzafiato. Il comune è noto per la sua tranquillità e per la bellezza naturale dei suoi dintorni. L'episodio di cronaca nera ha profondamente turbato questa serenità.

La frazione di Equilivaz, dove è stato ritrovato il corpo di Auriane Laisne, è un piccolo borgo. Si trova in posizione panoramica, sopra l'abitato principale di La Salle. La presenza di una chiesetta in rovina aggiunge un elemento quasi surreale alla tragica vicenda.

La Valle d'Aosta, pur essendo una regione a bassa densità abitativa, è stata teatro di episodi di cronaca che hanno destato scalpore. La giustizia è chiamata a dare risposte concrete in casi così delicati. Il femminicidio è una piaga sociale che continua a mietere vittime in tutta Italia.

Le indagini condotte dai Carabinieri sono state complesse. Hanno richiesto un lavoro meticoloso per ricostruire gli eventi. La collaborazione tra le forze dell'ordine e la magistratura è fondamentale. Questo caso evidenzia ancora una volta la necessità di attenzione verso i segnali di violenza domestica. Le denunce precedenti sono un campanello d'allarme.

La richiesta di ergastolo da parte del PM Manlio D'Ambrosi sottolinea la gravità dei fatti contestati. La sentenza dell'8 aprile sarà un momento cruciale. Segnerà la conclusione di una prima fase giudiziaria. Potrebbe offrire un barlume di giustizia ai familiari e agli amici di Auriane Laisne.

Il processo si sta svolgendo presso il tribunale di Aosta. L'attenzione è alta, sia a livello locale che nazionale. La vicenda di Auriane è diventata un simbolo della lotta contro la violenza di genere. Le parole del PM risuonano come un monito. La difesa avrà il compito di controbattere le prove presentate dall'accusa.

La ricostruzione dei fatti, basata su prove scientifiche e testimonianze, è al centro del dibattimento. La presenza del cellulare, le ferite, le denunce precedenti: tutti elementi concorrono a formare il quadro accusatorio. La sentenza dovrà valutare attentamente ogni aspetto. La giustizia in casi di femminicidio richiede sensibilità e rigore.

La comunità di La Salle e l'intera Valle d'Aosta attendono con apprensione l'esito. La speranza è che venga fatta piena luce sull'accaduto. E che venga applicata la giustizia per la giovane Auriane Laisne. La sua vita spezzata troppo presto è un monito per tutti.

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