Durante lavori stradali a La Salle, è stata scoperta una necropoli risalente a 7000 anni fa. Il ritrovamento, avvenuto per caso, offre preziose informazioni sulla vita nel Neolitico.
Ritrovamento fortuito durante lavori edili
Un cantiere per l'ampliamento di una strada di frazione a La Salle ha portato alla luce un sito archeologico di notevole importanza. L'archeologo Gabriele Sartorio, della Soprintendenza, ha ricevuto la notizia del ritrovamento il 17 aprile. Spesso, lavori di ingegneria civile svelano tracce del passato.
In questo caso, si stava procedendo all'allargamento della via Villaret. La Soprintendenza aveva previsto un'assistenza archeologica preventiva. Questo per monitorare eventuali ritrovamenti durante l'esecuzione dei lavori pubblici. La procedura standard prevede verifiche prima di iniziare gli scavi.
L'intervento della ditta F.T. Studio di Peveragno è stato cruciale. La loro presenza sul campo ha permesso di identificare e proteggere la necropoli. Hanno evitato danni significativi al sito. Tre sepolture sono state individuate durante la rimozione di un vecchio muro.
Tombe a cista e scheletro di adolescente
Le sepolture scoperte sono state definite tombe a cista. Si tratta di strutture composte da quattro lastre di pietra. Una quinta lastra fungeva da copertura. Una delle tombe, rimasta intatta, ha rivelato uno scheletro. Si ipotizza appartenga a una giovane donna.
L'età stimata della persona è tra i quindici e i venti anni. Ulteriori studi saranno necessari per confermare questi dati. Si attende anche l'analisi del corredo funerario. Il periodo in questione è quello pre-metallico. In Valle d'Aosta, ritrovamenti simili presentano piccoli corredi.
Questi oggetti, in osso o pietra, suggeriscono una società complessa. Indicavano scambi commerciali e relazioni sociali. La posizione dello scheletro è un elemento chiave per l'archeologia. Fornisce informazioni sulla necropoli.
La posizione e la datazione del ritrovamento
Lo scheletro è stato rinvenuto rannicchiato sul fianco sinistro. Questa posizione è archeologicamente molto significativa. Appartiene alla tipologia delle tombe Chamblandes. Questo nome deriva da una località svizzera.
La disposizione delle tombe è sempre rivolta verso est. Sono allineate da nord a sud. Questo suggerisce legami con culti preistorici. La datazione colloca il sito nel Neolitico. Si parla del V e IV millennio a.C.
Questo periodo è noto come optimum climaticum. Un clima favorevole favoriva l'espansione delle popolazioni. Il paesaggio della Valle d'Aosta era poco antropizzato. Le comunità non vivevano necessariamente vicino ai fiumi.
Insediamenti e valorizzazione futura
Amitav Ghosh, nel suo libro, spiega la relazione tra acqua e insediamenti. L'acqua è vitale ma anche pericolosa. Le popolazioni antiche evitavano le zone alluvionali. Si stabilivano su terrazzi naturali.
Questo valeva anche per la Valle d'Aosta. Le comunità neolitiche non abitavano vicino alla Dora. Quella zona era insalubre e soggetta a inondazioni. Preferivano alture con buona visibilità e sicurezza.
La Soprintendenza collaborerà con l'Università di Torino per analisi sui terreni. La ditta F.T. Studio proseguirà gli scavi. I lavori edili non subiranno ritardi. La scoperta è un'opportunità unica per conoscere il passato.
Gabriele Sartorio auspica una futura valorizzazione divulgativa. La necropoli conferma la presenza umana antica. Il paesaggio era diverso ma anche familiare. Si spera in un interesse della comunità locale.
L'auspicio è che gli abitanti si interessino ai loro antenati. Altri ritrovamenti potrebbero essere andati perduti. Questo ritrovamento è prezioso. Si spera di poterlo presentare alla comunità dopo le analisi.