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Il film "Italia Germania '44", basato su una storia vera di Sarnano, sta girando nelle Marche. La produzione, quasi interamente locale, coinvolge attori, comparse e troupe della regione, valorizzando il territorio e la sua storia.

Il cinema valorizza la storia marchigiana

La regione Marche ospita le riprese di "Italia Germania '44". La produzione si avvale di un cast e una troupe in larga parte locali. Sette attori provengono dalle Marche. Oltre 200 comparse sono state reclutate nel territorio. La troupe conta 54 professionisti. Di questi, 47 risiedono nella regione.

Le scene principali sono girate a Jesi, presso Villa Fontedamo. Questa location ospita la caserma nazista e l'abitazione di Cesare. L'evento ha visto la partecipazione dei sindaci di Jesi, Sarnano e Sassoferrato. Queste tre città sono centrali per la produzione.

Un progetto cinematografico con forte impatto locale

Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission, ha sottolineato l'importanza del progetto. «È una produzione interamente marchigiana», ha dichiarato. Il film mira a raccontare un capitolo significativo della storia locale. Le riprese si estenderanno per circa un mese. Attraverseranno diverse località della regione.

Questa iniziativa genera occupazione e competenze. Crea un indotto economico tangibile. Agostini ha evidenziato la forza del cinema. Esso trasforma le storie locali in narrazioni avvincenti. Valorizza i luoghi e offre opportunità ai residenti. Il progetto dimostra il potenziale cinematografico delle Marche.

La trama: una partita di calcio nel 1944

Il film narra una storia vera. Si tratta di una partita di calcio disputata a Sarnano nell'aprile del 1944. I contendenti erano soldati tedeschi e giovani del posto. Le Marche erano ancora sotto occupazione. I primi gruppi partigiani erano attivi sui Sibillini. La partita fu arbitrata da Mario Maurelli. Era originario di Sarnano. In seguito arbitrò 98 partite di Serie A.

I registi del collettivo Subwaylab, Alessandro Tarabelli, Diego Morresi e Andrea Antolini, hanno spiegato la visione. «Le opportunità di riscatto offerte dal calcio sono il motore della nostra storia», hanno affermato. Il film esplora il contesto dell'Italia divisa del 1944. La partita a Sarnano appare paradossale. Fu voluta da un sergente nazista. Egli cercava di imporre un'illusione di normalità. Tuttavia, divenne un'occasione per Mario di prendere posizione.

Francesco Pannofino e il cast del film

Tra i protagonisti spicca Francesco Pannofino. Interpreta Cesare, l'allenatore della squadra italiana. «Io, che con la voce ho costruito una carriera», ha commentato l'attore. Il suo personaggio è muto. La scelta è una forma di protesta. Riguarda l'uccisione della moglie da parte dei tedeschi. Cesare allena una squadra eterogenea. È composta da partigiani, locali e soldati sbandati.

Nel cast figurano anche ex calciatori di Serie A. Moreno Torricelli e Dario Hubner interpretano due giocatori. Pannofino ha già lavorato nelle Marche. Questa è la sua seconda esperienza dopo il film di Simone Riccioni. Altri attori nel film includono Paolo Bernardini (nel ruolo di Mario Maurelli). Ci sono anche Alex Lorenzin (Mimmo Maurelli), Alessandro Fella (Decio Filipponi), David Paryla (Kobler) e Rebecca Liberati (Ines).

Le riprese e le location del film

La sceneggiatura è firmata da Roberto Recchioni e Claudio Centioni. Le riprese sono iniziate il 28 settembre. La prima location è stata Monterosso di Sassoferrato. Il film toccherà diverse località. Tra queste: Sarnano, San Ginesio, Jesi, Serra San Quirico, Montecarotto, Cupramontana e i Monti Sibillini.

La produzione è affidata a Stella Polare Films, Sydonia Production e Subwaylab. Il progetto beneficia dei contributi selettivi della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del ministero della Cultura. È inoltre vincitore di un bando della Regione Marche. Questo bando è promosso da Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission.

La curiosità storica di Villa Fontedamo

Villa Fontedamo a Jesi, sede attuale del set, ha una storia particolare. Nell'autunno del 1943, i nazisti cercarono qui un antico libro. Era proprietà dei conti Baldeschi Balleani. Si trattava del Codex Aesinas. È il più antico manoscritto della "Germania" di Tacito. Himmler considerava quest'opera un'esaltazione della razza ariana. La villa fu messa a soqquadro. Il manoscritto, abilmente nascosto, non fu trovato. Oggi è conservato alla Biblioteca nazionale centrale di Roma.