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Migliaia di studenti delle scuole superiori di Isernia hanno sfilato in corteo per protestare contro la potenziale chiusura del punto nascita dell'ospedale Veneziale. La mobilitazione, supportata da cittadini e autorità locali, mira a difendere i servizi sanitari essenziali.

Studenti in marcia per il diritto alla nascita

Un'ondata di giovani ha riempito le strade di Isernia. Hanno espresso il loro profondo dissenso con slogan carichi di emozione. Le loro voci hanno tuonato contro la possibile interruzione dei servizi di maternità nell'ospedale cittadino. La manifestazione ha visto la partecipazione di oltre mille studenti delle scuole superiori. Hanno sfilato partendo da Piazza della Repubblica. Il percorso ha attraversato le aree più moderne e il centro storico. La destinazione finale è stata l'ospedale Veneziale.

Solidarietà cittadina e sostegno istituzionale

Il corteo ha visto un'adesione crescente lungo il tragitto. Numerosi residenti si sono uniti alla protesta. Anche persone provenienti dai comuni vicini hanno mostrato il loro supporto. La loro presenza ha rafforzato il messaggio degli studenti. Tra i manifestanti spiccavano figure istituzionali. Era presente il sindaco di Isernia, Pietro Castrataro. Egli sta conducendo una protesta personale da quasi cinque mesi. Dorme in una tenda per sensibilizzare sull'argomento. Ha denunciato i tagli alla sanità pubblica. Al suo fianco, il presidente della Provincia, Daniele Saia. Erano presenti anche assessori e consiglieri comunali. La loro partecipazione sottolinea la gravità della situazione.

La mobilitazione continua per i servizi sanitari

Prima di raggiungere Largo Cappuccini, il corteo ha fatto una sosta significativa. La fermata è avvenuta in Piazza Celestino V. Qui si trova la Fontana Fraterna, un simbolo importante per la città di Isernia. È stato organizzato un flash mob. I giovani hanno chiarito un punto fondamentale. Hanno annunciato che questa è solo l'inizio della loro mobilitazione. Sono previste ulteriori iniziative. Queste azioni mirano a difendere il punto nascita. Vogliono anche salvaguardare altri servizi sanitari. Questi servizi sono a rischio a causa dei tagli previsti dal Piano Operativo Sanitario (POS) per il periodo 2026-2028. La determinazione degli studenti è alta. Vogliono garantire l'accesso ai servizi sanitari per la loro comunità.

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