Studenti del master multirischio dell'Unical hanno partecipato a una visita tecnica a Ischia. L'iniziativa ha esplorato la gestione delle fragilità territoriali e i modelli di ricostruzione post-sisma e alluvione.
Formazione pratica sul territorio ischitano
Un'intensa due giorni si è svolta sull'isola di Ischia. L'evento ha visto una visita tecnica organizzata dal CAMILab. L'iniziativa rientra nel master in 'Analisi multirischio e pianificazione di Protezione civile'. Si tratta di un progetto finanziato dal Mur. L'obiettivo era analizzare un territorio complesso. La gestione delle sue fragilità richiede competenze specifiche. È necessario un approccio integrato.
Il CAMILab propone un modello innovativo. Questo modello, unico in Italia, mira a portare gli studenti fuori dalle aule. Li mette a contatto diretto con casi studio concreti. Si analizzano le cause degli eventi calamitosi. Si studiano le forme di prevenzione per evitare future tragedie. I lavori sono iniziati con un approfondimento guidato dalla professoressa Giovanna Capparelli. Ha illustrato le peculiarità del percorso formativo. Ha spiegato l'interazione tra il CAMILab e la struttura commissariale. Si è parlato della progettazione delle opere di messa in sicurezza dell'isola.
Interventi istituzionali e scientifici
Successivamente, l'avvocato Marcello Giuseppe Feola ha preso la parola. È commissario straordinario di governo. Si occupa della ricostruzione e dell'assistenza alla popolazione. I comuni interessati sono Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno. Ha delineato la complessa azione programmatica della struttura. Si è focalizzato sulle priorità socio-ambientali. Ha sottolineato la tutela del paesaggio. Ha evidenziato il diritto all'abitazione per la comunità locale.
La sessione scientifica ha visto la partecipazione del professor Francesco Maria Guadagno. È consulente della struttura commissariale. Ha esposto gli studi geologici. Ha presentato i modelli di rischio utilizzati. Questi modelli definiscono le attività di prevenzione. Gli aspetti tecnici e teorici legati alla risoluzione del rischio idrogeologico e sismico sono stati approfonditi. L'ingegner Gianluca Loffredo, già vicecommissario per la ricostruzione, ha curato questa parte. Ha sviscerato le problematiche.
A chiudere il quadro degli interventi istituzionali, il dottor Luigi Ferrara. È direttore del dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei ministri. Ha illustrato le politiche governative di coordinamento. Si è parlato del post-calamità. Ha presentato gli strumenti finanziari disponibili a livello nazionale. Questi strumenti servono alla messa in sicurezza del suolo. Mirano alla riduzione del rischio sismico.
Sopralluoghi nelle aree colpite
La seconda giornata è stata dedicata alle attività sul campo. Gli allievi del Master sono stati accompagnati dall'ingegner Loffredo. Erano presenti anche tecnici e progettisti dei cantieri. Hanno effettuato un sopralluogo nelle aree più colpite. Si tratta delle zone martoriate dal terremoto del 21 agosto 2017. Hanno visitato anche le aree colpite dalla tragica alluvione del 26 novembre 2022. I partecipanti hanno potuto osservare da vicino le opere di mitigazione. Alcune sono già realizzate. Altre sono in fase di completamento.
L'esperienza sul campo ha permesso un'analisi diretta. Gli studenti hanno potuto confrontarsi con la realtà. Hanno visto le sfide della ricostruzione. Hanno compreso l'importanza della prevenzione. La giornata si è conclusa con un ampio dibattito. C'è stato un confronto diretto con i relatori. Questo scambio ha consolidato l'apprendimento. Ha permesso di chiarire dubbi. Ha rafforzato la comprensione delle tematiche affrontate.