Un residente di Ischia ha compiuto un atto di altruismo durante un violento nubifragio, lavorando per liberare un canalone mentre la sua casa veniva sommersa dall'acqua. La sua storia evidenzia la forza della comunità e le conseguenze devastanti del maltempo.
Solidarietà contro il nubifragio
Oreste Marsili, residente a San Ciro, ha dimostrato grande spirito civico. Mentre si trovava al lavoro su una barca turistica, ha deciso di intervenire per aiutare la sua comunità. L'isola d'Ischia è stata colpita da un violento nubifragio che ha causato ingenti danni.
Dopo aver terminato il suo turno lavorativo, Marsili non è tornato subito a casa. Si è recato in via Buonocore, nel comune di Ischia Porto. Qui, insieme ad altri residenti, ha iniziato a rimuovere sabbia e detriti da un canalone. L'obiettivo era facilitare il deflusso dell'acqua accumulata a causa del maltempo.
Questo sforzo collettivo mirava a proteggere le abitazioni e le attività commerciali della zona, minacciate dall'innalzamento del livello dell'acqua. Marsili ha descritto la situazione al quotidiano locale Il Dispari.
La casa invasa dall'acqua
«Eravamo diversi con le pale, cercavamo di fare scorrere l'acqua», ha raccontato Oreste. «Non pensavo minimamente che la mia casa si stesse allagando». L'uomo era completamente ignaro di quanto stesse accadendo nella sua abitazione.
Nel frattempo, l'acqua aveva iniziato a invadere la strada. Ha poi sfondato il cancello del viale privato di Marsili. L'acqua si è riversata all'interno della sua casa, raggiungendo un'altezza impressionante di oltre un metro e mezzo.
Quando alcuni conoscenti hanno tentato di contattarlo, i suoi cellulari hanno continuato a squillare dall'interno dell'abitazione. I dispositivi erano rimasti su un tavolo di plastica che galleggiava con l'innalzarsi dell'acqua.
Intervento e scoperta amara
Temendo che Oreste Marsili potesse essere rimasto intrappolato, sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, Vincenzo Di Costanzo e Giuliano Calabrese. Hanno ispezionato l'immobile, con l'acqua che arrivava alle loro spalle, per assicurarsi che non ci fossero persone all'interno.
Successivamente, Marsili è stato rintracciato. Ha quindi fatto l'amara scoperta: la sua casa era stata devastata. «Non volevo vedere quello che ho visto», ha dichiarato con amarezza. «Ho perso tutto, non si può recuperare nulla: mobili, frigoriferi, letti, documenti, vestiti e soldi».
Per svuotare l'abitazione è stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco. Marsili ha attribuito l'accaduto non solo all'eccezionalità delle piogge. Ha anche sottolineato la mancata manutenzione di canaloni, griglie e tombini. Criticità che, a suo dire, aveva segnalato in più occasioni.
Prospettive future
Attualmente, l'abitazione di Oreste Marsili è inagibile. L'uomo ha trovato ospitalità presso sua madre. Nonostante la perdita subita, Marsili mostra resilienza. «Mi devo rimboccare le maniche e ripartire», ha affermato.
Ha anche riflettuto sulla gravità della situazione. «Poteva andare molto peggio. Se in casa ci fosse stata mia figlia o qualcun altro che dormiva, oggi staremmo raccontando una tragedia», ha concluso.