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Le esequie di Enzo Ambrosino, giovane vittima di un omicidio a Induno Olona, hanno riunito la comunità in un'ondata di commozione. Le parole del figlio hanno spezzato il silenzio, evidenziando il profondo dolore e l'unità familiare di fronte alla tragedia.

L'ultimo saluto a Enzo Ambrosino

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Induno Olona si è rivelata insufficiente per accogliere tutti i presenti. Si sono tenute ieri mattina le cerimonie funebri per Enzo Ambrosino, il trentenne la cui vita è stata tragicamente interrotta nei giorni scorsi. L'evento ha lasciato sgomenta l'intera comunità locale.

Fin dalle prime ore del mattino, una folla silenziosa si è radunata sul sagrato. Molti giovani, coetanei della vittima, hanno scelto di rimanere all'esterno. La funzione religiosa è stata officiata da don Matteo Rivolta. Il sacerdote ha pronunciato parole cariche di significato, affrontando il dolore e la tensione palpabili.

La riflessione del parroco si è ispirata alla lettura biblica di Caino e Abele. Questo passaggio ha offerto una guida per l'omelia, trasformandosi in un monito rivolto a tutti i presenti. L'intento era quello di elaborare il lutto e riflettere sulla violenza.

Riflessioni sul perdono e la responsabilità

«Chiediamo perdono per i peccati che Enzo ha commesso in vita», ha dichiarato don Matteo Rivolta. Il suo sguardo si è poi allargato all'intera assemblea. «La preghiera che facciamo per lui la rivolgiamo anche a ciascuno di noi, ai suoi familiari, a chi lo ha conosciuto». Queste parole hanno risuonato con un sentimento diffuso di rabbia e smarrimento.

Un passaggio particolarmente intenso ha toccato il tema del perdono. Pronunciato in un silenzio quasi irreale, ha sottolineato: «La vendetta porta solo sangue su sangue. Il perdono non significa dimenticare il torto subito, ma non piegarsi all’odio». Il sacerdote ha lanciato un chiaro appello alla responsabilità individuale e collettiva. La vicenda rischiava infatti di innescare ulteriori conflitti.

«Dobbiamo diventare artigiani di pace», ha aggiunto don Matteo Rivolta. Ha invitato ogni persona presente a riflettere sul proprio ruolo nella società. L'obiettivo era promuovere un clima di riconciliazione.

Le parole del figlio e l'unità familiare

«Alcuni hanno allargato la catena dell’odio, altri hanno scelto di educare. Possiamo essere costruttori di pace o seminatori di vendetta». Queste le parole che hanno rotto il silenzio al termine della cerimonia. A spezzare definitivamente la quiete è stata la voce più fragile, ma incredibilmente potente, del figlio di Enzo Ambrosino. Il bambino, di soli nove anni, ha letto una dedica commovente.

«Caro papà Enzo proteggi sempre me, mia sorella e anche la mamma. Saremo sempre una famiglia. Ti voglio bene». Queste parole semplici hanno attraversato la chiesa e il sagrato. Hanno lasciato un'impronta di dolore ancora più profondo. Il feretro è stato poi accompagnato all'uscita tra gli applausi dei presenti.

All'esterno, davanti al carro funebre, gli amici hanno liberato in cielo circa un centinaio di palloncini bianchi. La figlia della vittima ha salutato il padre gridando «ciao papà» verso il cielo. Al padre di Enzo Ambrosino, attualmente detenuto per il suo coinvolgimento nella rissa sfociata in omicidio, è stato concesso un permesso speciale per partecipare alle esequie.

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