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In Umbria, i cittadini con prescrizioni mediche non prenotabili vengono esclusi dalle liste d'attesa ufficiali. La Lega denuncia la mancata presa in carico e il diritto alla salute negato.

Mancata presa in carico delle prescrizioni sanitarie

Una mozione sarà presentata al Consiglio regionale dell'Umbria. L'obiettivo è affrontare un problema grave: le prescrizioni sanitarie non vengono prese in carico se non c'è un appuntamento immediato. Questo riguarda centinaia, forse migliaia, di cittadini umbri. Hanno una prescrizione ma non vengono nemmeno registrati nelle liste d'attesa. Non si tratta solo di trasparenza. È una questione di diritto costituzionale alla salute.

Lo annuncia il capogruppo regionale della Lega, Enrico Melasecche. La mozione chiede la piena tracciabilità della domanda sanitaria regionale. La discussione è prevista nella seduta dell'Assemblea legislativa. Il problema è concreto e colpisce direttamente i cittadini.

Segnalazioni di cittadini e disagi

Da mesi si raccolgono segnalazioni. Cittadini ai quali, in assenza di disponibilità immediata, non viene attivato un percorso di presa in carico. A volte viene proposta una prestazione da Terni fino all'ospedale di Branca, vicino Gubbio. Questo obbliga a viaggi lunghissimi. Si parla di oltre 200 km tra andata e ritorno. Il tempo di viaggio supera le tre ore. La spesa è molto superiore al costo del ticket.

Questo accade nonostante la presidente Proietti avesse criticato duramente tale pratica. Aveva garantito la prossimità delle prestazioni. Eppure, si continua a ricorrere a queste soluzioni. Questo avviene a quasi due anni dalla sua assunzione di responsabilità diretta nel settore sanitario. La situazione sembra non migliorare.

Dati distorti e danno ai cittadini

A aprile, una verifica in varie farmacie ha evidenziato l'impossibilità di inserire nel sistema alcune prescrizioni. Si tratta di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche. Questo fenomeno è confermato da numerose dichiarazioni sui social media. Le persone scrivono con nome e cognome. La situazione persiste nonostante le smentite della Presidente.

Oltre al danno diretto ai pazienti, si crea una rappresentazione distorta del fenomeno. Il dato relativo alle liste d'attesa viene falsato. Il cittadino che non riesce a prenotare, che viene invitato a riprovare più volte, alla fine è costretto a rivolgersi al privato. Oppure deve rinunciare alle cure. Tutti questi casi non possono semplicemente scomparire dalle statistiche. Sono cittadini con una prescrizione e un bisogno sanitario.

Responsabilità politica e situazione critica

La responsabilità politica ricade interamente sulla presidente Proietti. Lei ricopre la doppia funzione di presidente e responsabile diretta della delega sanitaria. Non l'ha affidata ad alcun assessore. Questa situazione è inedita nella storia del regionalismo umbro, che supera i cinquant'anni. È la prima volta che accade.

Il problema delle liste d'attesa è enorme. Il numero di attesa è addirittura raddoppiato rispetto al 2024. Se una parte della domanda non entra nei flussi ufficiali, il dato sulle liste non fotografa la realtà. La situazione è peggiore di quanto comunicato. Le affabulazioni vengono smentite dai fatti e dalle testimonianze dei cittadini. Questo è ciò che si vuole chiarire in Aula.

Prove concrete e esclusione dalle liste

Inoltre, sono comparsi cartelli nelle farmacie. Alcuni anche pubbliche. Questi cartelli confermano quanto accertato. Ammettono l'esclusione dall'inserimento nelle liste d'attesa quando non ci sono posti disponibili. Queste prove sono state fotografate e pubblicate. L'azione di denuncia e ricerca della verità, condotta da tempo, ha portato a questo primo parziale riconoscimento. La situazione richiede interventi urgenti per garantire il diritto alla salute.

Domande e Risposte

Cosa succede se non si trova posto nelle liste d'attesa sanitarie in Umbria?

Se non c'è disponibilità immediata per una prescrizione medica in Umbria, i cittadini rischiano di non essere presi in carico né inseriti nelle liste d'attesa ufficiali. Questo porta a dover ricorrere al settore privato o a rinunciare alle cure.

Chi è responsabile della mancata presa in carico delle prescrizioni sanitarie in Umbria?

La responsabilità politica è attribuita alla presidente Proietti, che detiene anche la delega diretta alla sanità, non avendola delegata ad altri assessori. La Lega denuncia questa situazione come inedita nel panorama regionale.

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