Il vescovo Felice Accrocca ha visitato Gualdo Tadino, elogiando la vivacità sociale della comunità. L'incontro ha visto la partecipazione di istituzioni, associazioni e cittadini, culminando con celebrazioni religiose.
Accoglienza del nuovo vescovo a Gualdo Tadino
Gualdo Tadino ha celebrato l'arrivo del suo nuovo pastore, monsignor Felice Accrocca. La giornata del 26 aprile è stata ricca di eventi. Ha segnato l'inizio ufficiale del suo ministero pastorale nella diocesi. L'incontro ha unito autorità civili e la comunità ecclesiale. Diversi appuntamenti hanno coinvolto attivamente i residenti.
La prima tappa del vescovo è stata la chiesa di Santa Maria dei Raccomandati. Qui ha incontrato il consiglio pastorale cittadino. Erano presenti anche associazioni, gruppi e confraternite locali. Questo momento ha favorito un dialogo diretto con le realtà che animano la vita sociale e religiosa del territorio.
Saluto istituzionale in Municipio
Successivamente, monsignor Accrocca si è recato al Municipio. È stato accolto nella sala consiliare per un saluto istituzionale. Il sindaco e presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, lo ha ricevuto. Era affiancato dalla giunta comunale e da numerosi consiglieri. Erano presenti anche autorità civili e militari. Numerosi rappresentanti del tessuto associativo cittadino hanno confermato il forte senso di appartenenza di Gualdo Tadino.
Il sindaco ha sottolineato l'importanza della coesione locale. Ha evidenziato come la città affronti le sfide con spirito unitario. Ha affermato: «La forza della città di Gualdo Tadino risiede in uno spirito comunitario autentico. Questo ci permette di operare andando oltre le appartenenze politiche per il bene del territorio». Ha aggiunto: «Tra noi amministratori locali esiste un rapporto di amicizia che precede il ruolo istituzionale». Questo legame aiuta ad affrontare le sfide delle aree interne. Ha ringraziato associazioni e volontari. Sono considerati un tassello fondamentale della società. Il loro impegno quotidiano alimenta la comunità. Ha concluso: «Continueremo a trovare la strada giusta per affrontare le difficoltà, puntando sulla collaborazione e sul rispetto reciproco».
Come segno di benvenuto, l'amministrazione ha donato al vescovo un quadro in ceramica. Raffigurava San Michele Arcangelo, patrono della città. Questo gesto simboleggia l'accoglienza calorosa della comunità.
Le parole del vescovo Accrocca
Monsignor Accrocca ha espresso apprezzamento per la vivacità sociale del territorio. Ha lodato il valore dell'impegno condiviso. Ha invitato a riscoprire il senso profondo della relazione e della comunità. Questo in un'epoca segnata dall'individualismo. Il vescovo ha dichiarato: «In questo territorio percepisco una straordinaria effervescenza sociale». Ha aggiunto: «Il ruolo delle associazioni è fondamentale perché chi compie un servizio fa un dono agli altri, ma dà anche significato e sapore alla propria vita». Ha poi commentato: «In un tempo in cui la vita tende a individualizzarsi e la tecnica rischia di chiuderci nelle case portando solitudine e tristezza, dobbiamo riscoprire il valore profondo dell'incontro e della relazione».
Il vescovo ha richiamato la responsabilità comune di Chiesa e istituzioni. Devono promuovere il bene collettivo. Devono valorizzare le risorse del territorio. Il suo messaggio sottolinea l'importanza della connessione umana.
Momenti spirituali e benedizioni
La giornata si è conclusa con momenti spirituali significativi. Il vescovo si è recato nella cattedrale di San Benedetto. Qui ha benedetto la campana celebrativa del settimo centenario della morte del Beato Angelo. È patrono della città. Successivamente, ha celebrato la messa. Ha amministrato il sacramento della Cresima a tredici giovani di Gualdo Tadino. Erano della parrocchia di San Benedetto. L'atmosfera era di raccoglimento e partecipazione.
Il vescovo Accrocca ha rivolto un messaggio ai giovani cresimandi. Ha detto: «Oggi vorrei pregare soprattutto perché due di questi doni, il consiglio e la fortezza prendano casa in voi». Ha poi aggiunto: «Quello che vale per i ragazzi vale anche per noi perché anche noi tante volte siamo schiavi del pensiero comune». Ha concluso: «Essere liberi non è facile e riusciremo a farlo se ascolteremo la voce del Signore».