Marco Tullio Giordana, premiato a Gorizia, esprime pessimismo sulla situazione attuale del cinema, definendola "in decadenza". Tuttavia, mostra fiducia nel futuro, paragonando la crisi a un "periodo oscuro" destinato a finire. Il regista sottolinea l'importanza della sceneggiatura e mette in guardia contro l'intelligenza artificiale.
Giordana: "Il cinema è indispensabile ma attraversa una crisi"
Il cineasta Marco Tullio Giordana ha espresso una visione critica sullo stato attuale dell'industria cinematografica. Egli la descrive come un settore in "decadenza".
Nonostante ciò, Giordana mantiene una prospettiva ottimistica. Cita il proverbio di Eduardo De Filippo, "la nuttata passa", per indicare che le difficoltà sono temporanee.
Il regista ritiene che, sebbene ci siano limiti al peggio, non ci siano limiti al meglio. Spera e crede fermamente che questo "periodo oscuro, ambiguo e opaco" finirà presto.
Queste dichiarazioni sono state rilasciate in occasione del conferimento del Premio all'opera d'autore. Il riconoscimento gli sarà consegnato alla 45esima edizione del Premio Amidei. La manifestazione si tiene a Gorizia e proseguirà fino al 22 luglio.
Crisi economica e priorità: cinema tra le attività indispensabili
Giordana ha collegato la crisi del cinema a una più ampia difficoltà economica. Ha evidenziato la carenza di fondi per molte attività produttive.
Il regista non vuole lamentarsi specificamente del settore cinematografico. Riconosce che la mancanza di denaro colpisce tutti, anche attività altrettanto vitali.
Per Giordana, il cinema è senza dubbio un'attività "indispensabile". Tuttavia, ammette l'importanza fondamentale di altri settori.
Tra questi, cita la sanità, l'industria e l'agricoltura. Tutti questi ambiti sono cruciali per lo sviluppo e il progresso di una nazione.
Per affrontare queste sfide, servirebbero governanti "molto illuminati". Questi leader dovrebbero guardare oltre la semplice rielezione.
Intelligenza artificiale e importanza della scrittura
Marco Tullio Giordana, noto per film come "Pasolini, un delitto italiano" e "I cento passi", ha sottolineato l'importanza della scrittura. La considera fondamentale, persino più della regia stessa.
Ha condiviso il suo scetticismo riguardo all'intelligenza artificiale (IA) nel campo creativo. Giordana crede che la vera intelligenza non possa essere artificiale.
Per imparare a scrivere bene, secondo il regista, è essenziale leggere moltissimo. L'IA, basandosi su ciò che è già stato scritto, non produrrà mai nulla di veramente nuovo.
Considera l'IA "una di quelle mode che passerà". Pur prevedendo di essere smentito, ammette di pensarla così.
Consigli ai giovani cineasti e il valore del Premio Amidei
Il regista ha ribadito il valore del Premio Amidei. Lo considera importante per "mettere al giusto posto la sceneggiatura".
Ha lanciato un appello alle "nuove leve" del cinema. Ai giovani cineasti consiglia di leggere ampiamente per stimolare la curiosità.
Suggerisce di guardare quanti più film possibile. È fondamentale studiare a fondo ogni progetto nei minimi dettagli.
Ha esortato i giovani a non farsi mai cogliere impreparati. Infine, li ha incoraggiati ad avere la libertà di "tradire" il proprio progetto.
Questo "tradimento" può avvenire sia durante le riprese che nella fase di montaggio.