I Carabinieri di Seregno hanno eseguito 13 ordinanze cautelari per un'indagine sul traffico di droga. L'operazione ha portato al sequestro di ingenti quantità di stupefacenti e denaro.
Maxi operazione antidroga in Brianza
Le forze dell'ordine hanno eseguito 13 provvedimenti cautelari. L'indagine ha scoperchiato un vasto giro di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari della Compagnia di Seregno hanno coordinato l'operazione. Hanno agito con il supporto di altri reparti provinciali. L'operazione è stata estesa anche alle province di Belluno e Milano. Le accuse vertono sulla detenzione e cessione di droghe. Le attività sono avvenute in concorso tra diversi indagati. La giustizia ha emesso le ordinanze. La Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Monza, Francesca Bianchetti, ha firmato i provvedimenti.
Sequestri record di cocaina, hashish e marijuana
L'inchiesta ha portato a sequestri eccezionali. Sono stati confiscati ben 4,5 chilogrammi di cocaina. Altri 13,5 chilogrammi di hashish sono stati recuperati. Si aggiungono 5 chilogrammi di marijuana. Il valore economico del giro d'affari è stato stimato in 65.000 euro in contanti. Questa somma è stata sequestrata. Si presume sia il ricavato delle attività illecite. Le cifre dimostrano la portata del traffico. Le sostanze sequestrate avrebbero potuto raggiungere migliaia di consumatori. I Carabinieri hanno lavorato per mesi. Hanno smantellato una rete criminale ben organizzata. L'operazione è un duro colpo allo spaccio nella regione.
Le misure cautelari: carcere, domiciliari e obbligo di dimora
Le ordinanze cautelari colpiscono 13 persone. Le loro età variano tra i 27 e i 52 anni. Gli indagati risiedono in diverse località. Tra queste figurano Desio, Lissone, Muggiò, Seregno, Villasanta e Vimercate. Altri indagati provengono da Mariano Comense (Como). Ci sono anche residenti a Cologno Monzese e Pioltello (Milano). Infine, una persona è stata individuata a Feltre (Belluno). Le misure disposte sono differenziate. Alcuni dovranno scontare la custodia cautelare in carcere. Altri sono stati posti agli arresti domiciliari. Una parte degli indagati dovrà rispettare l'obbligo di dimora. Questo impone di rimanere nei propri Comuni di residenza o domicilio. Sono previste anche restrizioni notturne. L'obbligo di permanenza in casa è stato disposto per alcune fasce orarie. Le perquisizioni sono state estese. Sono state effettuate sia a livello personale che locale. Molti altri elementi sono stati rinvenuti.
L'indagine partita da un arresto in flagranza
L'attività investigativa è iniziata nel settembre 2024. Tutto ebbe inizio con l'arresto di una coppia italiana. I due furono fermati in flagranza di reato a Giussano. Erano in possesso di circa 185 grammi di cocaina. Trovati anche 1.700 euro in contanti. Questo episodio ha dato il via a un'indagine più ampia. La Sezione Operativa dei Carabinieri di Seregno ha condotto le ricerche. La Procura della Repubblica di Monza ha coordinato il tutto. Le indagini sono proseguite per mesi. Sono state impiegate tecniche investigative avanzate. Sono stati effettuati pedinamenti e intercettazioni. Queste attività hanno permesso di ricostruire la rete di spaccio. Hanno portato alla luce un'attività costante e capillare. Già durante le indagini preliminari, sei persone erano state arrestate. Erano state sequestrate ingenti quantità di droga e denaro. L'operazione odierna rappresenta l'epilogo di questo lungo lavoro.
La richiesta della Procura e la decisione del Gip
La Procura di Monza aveva avanzato una richiesta specifica. Erano state chieste 14 misure di custodia cautelare. Nello specifico, 11 persone avrebbero dovuto finire in carcere. Altre 2 persone sarebbero dovute andare agli arresti domiciliari. Una persona avrebbe dovuto sottostare all'obbligo di firma. La Giudice per le Indagini Preliminari, Francesca Bianchetti, ha valutato la richiesta. Ha ascoltato gli indagati durante gli interrogatori preventivi. Ha considerato la gravità dei fatti contestati. Ha ponderato le esigenze cautelari. La decisione finale ha visto alcune modifiche rispetto alla richiesta iniziale. Solo un indagato, un 52enne di Mariano Comense, è stato destinato alla custodia in carcere. Per altri 9 indagati è scattata la misura degli arresti domiciliari. Infine, per 3 persone è stato disposto l'obbligo di dimora. Questa decisione riflette la valutazione del giudice sulla posizione di ciascun indagato. Le misure mirano a prevenire ulteriori reati. Vengono garantite le esigenze di indagine.
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