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La polizia ha catturato a Genova un uomo ricercato per scontare una pena di 8 anni e 2 mesi per associazione mafiosa. L'arresto è avvenuto grazie a indagini sulle sue frequentazioni.

Arrestato latitante ricercato per mafia a Genova

Le forze dell'ordine hanno fermato Giuseppe Antonio Trimboli, 65 anni. L'uomo era latitante dal 30 novembre 2024. Un provvedimento della Procura generale di Reggio Calabria ne aveva disposto la ricerca. Questo dopo una condanna definitiva a 12 anni di reclusione. La pena era per associazione di tipo mafioso.

La condanna originale derivava dall'operazione chiamata Provvidenza. Questa indagine era stata condotta dal Ros dei Carabinieri. L'operazione aveva riguardato la famiglia di 'ndrangheta dei Piromalli. Successivamente, è stato emesso un nuovo provvedimento. Questo ha riconosciuto il vincolo della continuazione tra i reati.

La pena residua è stata ricalcolata. Ora ammonta a 8 anni e 2 mesi. Trimboli era stato anche condannato in un altro processo. Si tratta del processo Spazio di Libertà. Questa operazione è stata curata dalla Squadra mobile reggina. La Direzione Distrettuale Antimafia ha coordinato le attività.

Indagini sulle frequentazioni hanno portato all'arresto

Gli investigatori della Squadra mobile di Reggio Calabria hanno avviato le ricerche. Hanno analizzato dati sulle frequentazioni e sugli spostamenti passati dell'uomo. Queste informazioni provenivano anche dall'Arma dei Carabinieri. Le indagini avevano suggerito la possibilità che il fuggitivo si trovasse fuori dai confini calabresi.

Nei giorni scorsi, i dati raccolti hanno indicato una possibile presenza a Genova. La Squadra mobile reggina ha quindi coordinato le operazioni. Hanno ricevuto la collaborazione dei poliziotti della Squadra mobile di Genova. L'uomo è stato individuato in un condominio. L'edificio si trova in una zona residenziale del capoluogo ligure.

L'acquisizione di queste informazioni ha fatto scattare il blitz. L'operazione ha portato alla cattura del ricercato. Al momento dell'arresto, Trimboli era in possesso di un documento d'identità falso. Questo ha confermato la sua volontà di occultare la propria identità.

Il contesto dell'operazione e le condanne

L'operazione Provvidenza aveva scoperchiato le attività della cosca Piromalli. Questa famiglia mafiosa è una delle più potenti della 'ndrangheta. Le indagini hanno accertato il coinvolgimento di Trimboli in attività di associazione mafiosa. La sua condanna definitiva ha sancito la gravità dei reati contestati.

Il processo Spazio di Libertà ha riguardato un altro aspetto delle attività criminali. In questo caso, Trimboli è stato condannato per aver favorito la latitanza di altri affiliati. Tra questi figurava Giuseppe Crea. Quest'ultimo è indicato come il vertice dell'omonima cosca. La cosca è attiva a Rizziconi. Era stato favorito anche Giuseppe Ferraro. Quest'ultimo è ritenuto un elemento di spicco della 'ndrina Ferraro-Raccosta.

Crea e Ferraro erano stati catturati in un bunker. Questo nascondiglio si trovava nelle campagne di Maropati, in provincia di Reggio Calabria. La loro cattura era avvenuta il 29 gennaio 2016. L'arresto di Trimboli chiude un capitolo importante di queste indagini. La sua latitanza è durata diversi mesi.

Le indagini che hanno portato alla cattura

Le indagini per rintracciare Trimboli sono state complesse. La Squadra mobile di Reggio Calabria ha lavorato con determinazione. Il procuratore generale reggino ha coordinato gli sforzi investigativi. L'analisi dei dati di frequentazione ha permesso di ricostruire i movimenti del latitante. Anche le informazioni provenienti dai Carabinieri sono state fondamentali.

Questi elementi hanno permesso di ipotizzare la sua presenza fuori dalla Calabria. La collaborazione tra le diverse forze di polizia è stata cruciale. La Squadra mobile di Genova ha fornito un supporto essenziale. L'individuazione dell'uomo in un condominio ha permesso di pianificare l'intervento.

Il blitz è scattato nel pomeriggio. L'arresto è avvenuto senza particolari problemi. La scoperta del documento d'identità falso ha confermato le ipotesi investigative. Giuseppe Antonio Trimboli è ora a disposizione dell'autorità giudiziaria. Dovrà scontare la pena residua di 8 anni e 2 mesi.

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