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Un nuovo approccio per la salute mentale

Ginevra - L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Presidente dello Sri Lanka, Anura Kumara Dissanayake, hanno lanciato un appello per una radicale trasformazione nell'assistenza alla salute mentale. L'obiettivo è spostare i pazienti dalle istituzioni chiuse verso servizi integrati nelle comunità.

Questa iniziativa è accompagnata dalla pubblicazione di una nuova guida pratica dell'OMS. Il documento mira a supportare i leader sanitari nel processo di de-istituzionalizzazione dei servizi per la salute mentale. L'intento è garantire che le persone ricevano cure adeguate in ambienti che rispettino la loro dignità e autonomia.

Il problema delle istituzioni psichiatriche

Nonostante i progressi compiuti da molti Paesi nello sviluppo di servizi comunitari, un numero elevato di persone con disturbi mentali vive ancora in ospedali psichiatrici e istituti di assistenza sociale. Questi luoghi, spesso, limitano le libertà fondamentali e isolano i pazienti dal mondo esterno.

L'OMS stima che circa la metà di tutti i finanziamenti pubblici per la salute mentale sia destinata al mantenimento di queste grandi strutture. Di conseguenza, l'accesso alle cure comunitarie, anche quelle offerte negli ospedali generali, rimane sottofinanziato e trascurato per milioni di persone.

Il modello di assistenza istituzionale è considerato obsoleto e rappresenta una questione di diritti umani. Molti Paesi continuano a fare affidamento su istituti psichiatrici isolati, sottraendo risorse preziose ad alternative più umane ed efficaci.

L'esperienza dello Sri Lanka

Lo Sri Lanka è citato come esempio positivo di riforma nel settore. Il Paese ha intrapreso un percorso di trasformazione ventennale, passando da un modello basato sugli ospizi a una rete decentralizzata di servizi distrettuali e comunitari.

Oggi, l'assistenza per la salute mentale nello Sri Lanka viene erogata attraverso unità di ricovero e ambulatoriali negli ospedali generali, cliniche di prossimità, centri di riabilitazione intermedi e ambulatori dedicati alla salute mentale infantile. Questo approccio integrato mira a promuovere il recupero e l'inclusione sociale.

De-istituzionalizzazione: un processo complesso

La de-istituzionalizzazione non si limita alla riduzione dei posti letto ospedalieri. Richiede la creazione di condizioni favorevoli all'indipendenza e alla piena partecipazione sociale. Ciò include l'accesso a un alloggio adeguato, istruzione, occupazione, protezione sociale e cure sanitarie personalizzate.

La riduzione dei posti letto psichiatrici deve essere accompagnata dallo sviluppo di servizi locali e supporti pratici. Tra questi figurano l'assistenza sanitaria comunitaria, il supporto tra pari, le connessioni sociali, l'istruzione, l'impiego e il sostegno alle famiglie. È fondamentale garantire la continuità delle cure per ogni paziente dimesso.

La transizione verso un modello comunitario è un cambiamento culturale. Richiede il coinvolgimento attivo delle persone con esperienza vissuta, degli operatori sanitari e dell'intera società. Paesi con diverse fasce di reddito stanno dimostrando che la de-istituzionalizzazione è realizzabile attraverso l'adeguamento delle pratiche di cura e l'espansione delle alternative agli ospedali psichiatrici.

La nuova guida dell'OMS

La nuova guida dell'OMS fornisce indicazioni pratiche per aiutare i leader sanitari a navigare le varie fasi del processo. Ogni Paese ha un punto di partenza diverso, con risorse, leggi e reti di servizi specifiche. La guida incoraggia l'identificazione di azioni fattibili e ad alto impatto, adattate al contesto locale.

L'OMS sollecita governi e sistemi sanitari a dare priorità a questo cambiamento, coinvolgendo le persone con esperienza vissuta come partner attivi nel processo di transizione. L'obiettivo è garantire che ogni individuo riceva il supporto necessario in un ambiente che promuova dignità, autonomia e inclusione.

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