Ambiente

Sicurezza alluvioni: il progetto Drop coinvolge cittadini e scuole

14 marzo 2026, 04:15 2 min di lettura
Sicurezza alluvioni: il progetto Drop coinvolge cittadini e scuole Immagine generata con AI Gessate
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Prevenzione alluvioni: il progetto Drop entra nel vivo

Il progetto Drop, acronimo di Decision support system and solutions for flood Resilience with and fOr People, sta mobilitando attivamente le comunità locali per rafforzare la prevenzione contro le alluvioni. L'iniziativa, finanziata da Fondazione Cariplo, si concentra su misure 'soft' e tecniche sviluppate 'dal basso', adattate alle aree colpite dalla drammatica esondazione del 15 maggio 2024.

Il team di esperti proviene da prestigiose istituzioni come il Politecnico di Milano, Poliedra, Eurac Research e l'Università di Potsdam. La professoressa associata del Politecnico di Milano, Daniela Molinari, coordina il progetto, che si estende per due anni con conclusione prevista ad agosto 2027.

Coinvolgimento attivo di cittadini e studenti

La fase operativa del progetto Drop ha preso il via con incontri di mappatura territoriale partecipata nei comuni di Cambiago, Bellinzago, Gessate e Masate. L'obiettivo è creare una 'mappa a più mani' dei luoghi critici, raccogliendo la conoscenza diretta dei residenti.

A partire dal 17 marzo, il progetto farà il suo debutto nelle scuole medie di Gessate. Sono previsti sei incontri in quattro classi, finalizzati alla formazione dei primi 'Investigatori del rischio'. L'iniziativa mira a coinvolgere l'intera popolazione, dai cittadini agli studenti, dalle istituzioni alle aziende, promuovendo la consapevolezza e la conoscenza del territorio come chiavi fondamentali per il futuro.

Misure 'soft' per una resilienza efficace

Le 'misure soft' introdotte dal progetto Drop comprendono azioni non strutturali volte a migliorare la prevenzione e la gestione delle emergenze. Tra queste figurano l'aumento della consapevolezza, la conoscenza approfondita del territorio e la creazione di nuove mappe del rischio.

Vengono inoltre promossi concetti di costruzione e abitare intelligenti, pianificazione strategica e preparazione alle emergenze. Queste strategie, supportate unanimemente dal mondo accademico e scientifico, possono ridurre significativamente i danni causati dagli eventi alluvionali. Un esempio concreto riguarda l'uso improprio dei piani interrati, spesso utilizzati come abitazioni, un aspetto critico emerso durante l'alluvione del 2024.

Prossimi passi e collaborazione con le istituzioni

Il progetto prevede per maggio una 'passeggiata' nelle zone colpite dall'alluvione, in concomitanza con il secondo anniversario dell'evento. Questa iniziativa, come sottolineato dalla professoressa Molinari, mira a rafforzare la partecipazione attiva dei cittadini, ribadendo che nessuna azione viene imposta 'dall'alto'.

Parallelamente, si sta lavorando con la Regione Lombardia e gli enti preposti per sviluppare nuove modalità di progettazione delle strutture di protezione. L'obiettivo è creare soluzioni 'win-win', frutto di una condivisione proficua con i territori interessati, garantendo una maggiore resilienza contro i rischi idrogeologici.

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