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Quasi la metà delle famiglie liguri con figli non sfrutta le detrazioni fiscali per spese educative e sportive. Un divario significativo rispetto alla media nazionale, legato a reddito e precarietà lavorativa.

Spese per figli: Liguria fanalino di coda

In Liguria, quasi una famiglia su due con prole non beneficia delle agevolazioni fiscali. Queste coprono voci come asili nido, istruzione e attività sportive. La percentuale raggiunge il 48,2%.

Il dato regionale si discosta nettamente dalla media nazionale. A livello italiano, infatti, la quota si ferma al 38,4%. Si registra quindi un divario di quasi dieci punti percentuali.

Queste cifre emergono da una ricerca condotta dall'Istituto di ricerche educative e formative delle Acli. Lo studio si basa sui dati delle dichiarazioni dei redditi.

I dati sono stati raccolti tramite i centri di assistenza fiscale dell'associazione. La presentazione è avvenuta a Genova, presso la Fondazione Carige, che ha supportato l'iniziativa.

Genova: redditi bassi penalizzano le detrazioni

La situazione assume particolare rilevanza con l'inizio dell'anno scolastico. Molte famiglie affrontano nuovamente costi per attività educative e sportive dei figli.

Nella città di Genova, la percentuale di famiglie che non detrae spese si attesta al 41,8%. Questo dato, tuttavia, nasconde criticità maggiori nelle fasce di reddito più basse.

Nel capoluogo ligure, ben il 76,2% dei nuclei familiari a basso reddito non presenta alcuna detrazione. Si tratta di 99 nuclei su 130 analizzati.

Questo valore supera il 71,2% registrato in Liguria per la stessa fascia di reddito. A livello nazionale, la percentuale si attesta al 67,4%.

Reddito e lavoro: fattori determinanti

La vicepresidente nazionale delle Acli, Raffaella Dispenza, sottolinea la complessità del momento per famiglie e lavoratori. La Liguria e Genova sono considerate «territori di frontiera» in questo contesto.

La ricerca Iref ha approfondito il legame tra reddito, qualità del lavoro e detrazioni fiscali. In Liguria, il reddito medio da lavoro dipendente nel 2025 era di 26.065 euro.

Questo valore è inferiore alla media nazionale, che si attesta a 29.346 euro. Il divario è di circa l'11%.

Tra i nuclei liguri con un lavoratore stabile, il 43% non presenta detrazioni. La percentuale sale al 58% tra i lavoratori con più impieghi (multi-job).

La situazione peggiora drasticamente per i lavoratori intermittenti o precari. L'81% di questi nuclei non detrae alcuna spesa.

A livello nazionale, le percentuali corrispondenti sono del 34% per i stabili, 49% per i multi-job e 73% per i precari.

Opportunità per i figli: un quadro preoccupante

Il presidente di Acli Genova, Davide Lottero, evidenzia come reddito e qualità del lavoro influenzino direttamente la vita quotidiana delle famiglie. Incidono anche sulle opportunità formative per i figli.

I dati, secondo Lottero, richiedono un'analisi approfondita e priva di semplificazioni. Mostrano chiaramente il legame tra stabilità economica e possibilità di investimento sul futuro dei giovani.

Le Acli si impegnano a collaborare con le istituzioni per trovare soluzioni concrete. L'obiettivo è supportare le famiglie liguri in un contesto economico sfidante.