La Liguria vede un netto predominio del settore terziario sull'occupazione, con l'industria in declino e l'agricoltura quasi scomparsa. Il tasso di occupazione femminile è in forte crescita.
Evoluzione del mercato del lavoro ligure
Nel lontano 1861, l'agricoltura impiegava la maggioranza dei lavoratori liguri, con un impressionante 62,4%. L'industria e il terziario si dividevano equamente il restante 18,8% ciascuno. Oggi, la regione presenta un quadro radicalmente diverso.
I dati più recenti, forniti dall'Istat, evidenziano una marcata 'terziarizzazione' dell'economia. Il settore dei servizi assorbe ora il 77,3% degli occupati. Questo dato supera di 5 punti la media nazionale.
Parallelamente, l'industria ha visto un significativo ridimensionamento. Attualmente impiega solo il 20,4% della forza lavoro. Questa percentuale è inferiore di 4 punti rispetto alla media italiana.
L'agricoltura, un tempo settore dominante, rappresenta oggi una frazione minima del mercato del lavoro, attestandosi al solo 2,2% degli occupati.
L'industria ligure: un declino progressivo
Il rapporto dell'Istat, intitolato 'Storie di dati - Le trasformazioni delle regioni italiane', documenta questa evoluzione.
Già nel 1931, il peso del settore primario aveva iniziato a diminuire rapidamente. In quell'anno, le quote di occupati nell'industria e nei servizi avevano già superato quelle agricole.
Si segnala una precoce prevalenza del settore terziario già in quel periodo storico.
L'apice degli addetti nell'industria ligure è stato raggiunto nel 1961. In quell'anno, il settore industriale impiegava il 41,2% del totale degli occupati.
Successivamente, si è assistito a un calo costante. Per la prima volta dall'Unità d'Italia, la percentuale è scesa sotto un quinto nel 2021, attestandosi al 19,7%.
Tasso di occupazione e divario di genere
Nel 2025, il tasso di occupazione in Liguria ha raggiunto il 68,8%. Questo valore è notevolmente superiore rispetto al passato.
Si registra un incremento di 17 punti percentuali rispetto al 1977. Il dato attuale è anche 6 punti superiore alla media nazionale.
Questo aumento è attribuibile quasi interamente alla componente femminile. La partecipazione delle donne al mercato del lavoro è cresciuta significativamente.
La componente maschile, invece, mostra una sostanziale stabilità occupazionale.
Si osserva una forte contrazione del divario di genere nel tasso di occupazione.
Genova e gli altri comuni liguri a confronto
La struttura occupazionale di Genova ha sempre presentato caratteristiche peculiari. Già nel Secondo dopoguerra, la città si distingueva dagli altri comuni liguri.
Nel 1951, l'industria rappresentava ben il 45% dell'occupazione totale a Genova. I servizi erano già il settore prevalente, con il 53%.
Nel 2024, la situazione è ulteriormente evoluta. I servizi a Genova superano l'82% degli occupati.
Anche nell'insieme degli altri comuni liguri, i servizi raggiungono il 76%.
Questo incremento è avvenuto a scapito dell'agricoltura e dell'industria, confermando la tendenza regionale.