In Italia, solo una piccola percentuale di posti barca è dedicata ai superyacht. Liguria e Toscana guidano l'offerta, ma sono necessarie infrastrutture migliori e riqualificazione degli spazi esistenti. Confindustria Nautica chiede interventi governativi e normative adeguate per sfruttare il potenziale del settore.
Infrastrutture nautiche: un quadro frammentato
Solamente il 2% dei posti barca disponibili in Italia è attrezzato per ospitare superyacht, imbarcazioni che superano i 24 metri di lunghezza. Questa è una delle evidenze emerse da uno studio presentato al Salone Nautico di Genova. Le regioni della Liguria e della Toscana si distinguono per concentrare quasi la metà della capacità totale di accoglienza per queste imbarcazioni di lusso.
La situazione attuale evidenzia la necessità di un potenziamento della rete infrastrutturale, soprattutto nel Mezzogiorno. Si tratta di completare le strutture esistenti e di crearne di nuove per rispondere alla crescente domanda del mercato nautico di alta gamma. Parallelamente, è fondamentale una riqualificazione degli spazi portuali già operativi.
L'obiettivo è adeguare le strutture alle esigenze del mercato, implementando servizi e infrastrutture di livello superiore. Questo permetterebbe di attrarre un maggior numero di superyacht e di valorizzare il potenziale turistico ed economico del settore.
Il ruolo del governo e le proposte di Confindustria Nautica
Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, ha sottolineato l'importanza di un intervento governativo mirato. Ha auspicato l'approvazione di provvedimenti normativi attualmente in fase di esame. Questi interventi sono considerati cruciali per sbloccare il potenziale di crescita del settore.
Lo studio 'Yachting tourism and economic contribution', realizzato da Deloitte in collaborazione con Confindustria Nautica, fornisce dati concreti sul valore economico del turismo nautico. Formenti ha ribadito che il segmento dei superyacht rappresenta un'eccellenza del Made in Italy. L'Italia detiene una leadership mondiale indiscussa in questo ambito.
Tuttavia, questa leadership non può prescindere da un'infrastruttura moderna e integrata. È necessaria una stretta connessione con l'offerta turistica e territoriale più ampia. Il decisore pubblico, inteso come l'insieme delle istituzioni e delle articolazioni dello Stato, deve comprendere le opportunità offerte da questo settore.
La regolamentazione normativa, la politica industriale, la gestione del demanio e degli spazi marittimi, nonché le attività dei corpi militari, sono tutti elementi interconnessi. Questi aspetti devono essere armonizzati per creare un ecosistema favorevole allo sviluppo della nautica da diporto di lusso.
Opportunità e sfide per il futuro della nautica
Il settore dei superyacht genera un indotto economico significativo. Offre opportunità di lavoro qualificato e contribuisce al prestigio del brand Italia a livello internazionale. La carenza di posti barca adeguati rappresenta un freno allo sviluppo e alla capacità di attrarre investimenti.
La riqualificazione dei porti esistenti non riguarda solo l'aumento della capacità di ormeggio. Implica anche l'introduzione di servizi di alta qualità, come assistenza tecnica specializzata, personale multilingue e strutture ricettive di lusso. Questo approccio integrato può trasformare i porti in veri e propri poli di attrazione turistica.
L'attenzione verso il Mezzogiorno è fondamentale per creare un equilibrio territoriale. Lo sviluppo di infrastrutture nautiche in queste aree potrebbe stimolare l'economia locale e creare nuove opportunità di impiego. La collaborazione tra pubblico e privato è essenziale per raggiungere questi obiettivi.
Confindustria Nautica si impegna a promuovere un dialogo costruttivo con le istituzioni. L'obiettivo è definire strategie condivise per supportare la crescita sostenibile del settore nautico, valorizzando le eccellenze italiane e garantendo un futuro prospero a questo comparto strategico.