La Liguria registra un preoccupante calo del 14% nelle partite IVA di commercio e turismo tra il 2019 e il 2025. Oltre 6.400 lavoratori autonomi sono scomparsi, un dato in linea con la media nazionale.
Commercio e turismo liguri perdono autonomi
Tra il 2019 e il 2025, la Liguria ha visto una drastica riduzione degli addetti autonomi nei settori del commercio e del turismo. Sono svanite 6.402 unità.
Il numero di lavoratori indipendenti è sceso da 45.565 a 39.163. Questo rappresenta una diminuzione del 14,1% in soli sei anni.
Tale flessione eguaglia esattamente la tendenza osservata a livello nazionale. L'analisi si basa sui dati camerali relativi al commercio e alla filiera turistica. Sono inclusi alloggio, ristorazione e agenzie di viaggio.
Dati nazionali evidenziano un trend preoccupante
A livello nazionale, l'occupazione complessiva nei settori del commercio e del turismo è cresciuta. Si sono aggiunte 351mila unità, con un incremento dell'8,4%.
Tuttavia, questo saldo positivo è interamente guidato dal lavoro dipendente. Quest'ultimo è aumentato di 528mila addetti (+18%).
Parallelamente, il lavoro autonomo ha subito un arretramento significativo. La contrazione è stata del 14,1%. Questa divaricazione sta trasformando il panorama lavorativo.
Nel 2019, un lavoratore su tre in Italia era indipendente. Oggi, questa percentuale è scesa a meno di uno su quattro. La fonte di questi dati è un'elaborazione di Confesercenti.
Il commercio al dettaglio soffre maggiormente
Il settore che più incide negativamente sul bilancio è il commercio al dettaglio. In sei anni, ha perso 135.762 professionisti. Tra questi, imprenditori e collaboratori.
La contrazione nel dettaglio è stata del 16,6%. Anche la ristorazione mostra un calo. Ha perso 45.523 autonomi, pari a un 11,9%.
Le agenzie di viaggio registrano una sostanziale stabilità. La diminuzione è stata solo dello 0,4%. Al contrario, il settore dell'alloggio è in crescita.
Si sono registrati 3.766 indipendenti in più (+7,4%). Questa espansione è legata alla diffusione di nuove forme di ospitalità. Esempi includono case vacanza e bed & breakfast.
Le cause secondo Confesercenti
Il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, definisce il dato come una tendenza da contrastare. Le piccole imprese e i lavoratori autonomi sono fondamentali. Sostengono la produttività del territorio.
Alimentano la concorrenza e il pluralismo dell'offerta. Creano occupazione e stimolano la circolazione del reddito locale. La sua dichiarazione evidenzia l'importanza di questi attori economici.
Gronchi denuncia una combinazione di fattori che riducono il lavoro autonomo. Tra questi, l'elevata pressione fiscale e amministrativa. Anche i costi energetici sono aumentati notevolmente dopo la pandemia.
Le locazioni commerciali rappresentano un ulteriore ostacolo. Difficoltà nell'accesso al credito e squilibri competitivi con grandi operatori e piattaforme digitali sono citati. Questi vincoli rendono sempre più arduo avviare o mantenere un'attività.
Domande e Risposte
Perché il numero di partite IVA nel commercio e turismo è diminuito in Liguria?
Il numero di partite IVA nel commercio e turismo in Liguria è diminuito a causa di una combinazione di fattori. Questi includono la pressione fiscale e amministrativa, l'aumento dei costi energetici, le difficoltà nell'accesso al credito e la competizione con grandi operatori e piattaforme digitali. Anche la ristorazione e il commercio al dettaglio hanno sofferto particolarmente.
Qual è la differenza tra lavoro autonomo e dipendente nei settori del commercio e turismo in Italia?
La differenza principale risiede nella natura del rapporto di lavoro. Il lavoro autonomo implica l'indipendenza nell'organizzazione e gestione della propria attività, con assunzione diretta dei rischi d'impresa. Il lavoro dipendente, invece, prevede un contratto con un datore di lavoro, subordinazione e retribuzione fissa. A livello nazionale, mentre l'occupazione dipendente nei settori del commercio e turismo è cresciuta, quella autonoma è diminuita significativamente.