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In Liguria, l'89% delle ispezioni sulla sicurezza sul lavoro nel 2025 ha rilevato irregolarità, evidenziando un sistema produttivo basato su precarietà e salari bassi. Le violazioni hanno portato a contestazioni per oltre 4 milioni di euro non versati.

Allarme irregolarità nei controlli sul lavoro

Nel corso del 2025, sono state completate 2.068 ispezioni lavorative in Liguria. Di queste, ben 1.480, pari al 71,6%, sono risultate non conformi. Le verifiche specificamente dedicate alla salute e sicurezza sul lavoro sono state 795. Queste hanno portato all'identificazione di 1.356 violazioni.

Il tasso di irregolarità in questo ambito ha raggiunto il preoccupante 88,7%. Tale percentuale sale ulteriormente nel settore industriale, toccando il 98,5%. Gli importi contestati per contributi previdenziali e premi assicurativi evasi ammontano a circa 4,1 milioni di euro.

Questi dati provengono dalle statistiche del 2025 sull'attività ispettiva, pubblicate dall'Ispettorato nazionale del lavoro. Le cifre sono state analizzate dal responsabile dell'ufficio Economico della Cgil Liguria, Marco De Silva.

Cgil: sistema basato su precarietà e bassi salari

Il segretario generale della Cgil Liguria, Maurizio Calà, ha espresso forte preoccupazione. «I dati mettono a nudo un sistema basato su precarietà e bassi salari», ha dichiarato. Ha aggiunto che emerge anche una «altissima evasione ai danni di Inps e Inail». Queste affermazioni sono state rilasciate alla vigilia della Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro.

Calà ha sottolineato che non ci sarà soluzione senza un aumento dei controlli. È necessario un apparato statale che non sia solo repressivo, ma che investa nella prevenzione. «Servono risorse economiche e umane per potenziare le Asl territoriali», ha evidenziato.

Sono necessari anche fondi per gli uffici di Inps, Inail e per l'Ispettorato. È fondamentale un concreto coordinamento tra tutti gli enti preposti. Le aziende devono essere consapevoli della possibilità di essere ispezionate. In Liguria, con circa 132.857 imprese attive e solo 2.000 ispezioni annue, una singola impresa ha quasi la certezza di non essere controllata.

Liguria sopra la media nazionale per irregolarità

Il tasso di irregolarità dell'88,7% riscontrato in Liguria per la salute e sicurezza sul lavoro supera sia la media del Nord Italia (75,2%) sia quella nazionale (82,1%). La Cgil Liguria attribuisce questo dato a un mercato del lavoro caratterizzato da un settore terziario in espansione.

La tendenza alla rincorsa di appalti e subappalti contribuisce alla situazione. La precarizzazione del lavoro, secondo il sindacato, sta mostrando il suo vero volto. Questo scenario alimenta le condizioni di insicurezza e irregolarità.

Le ispezioni hanno rivelato numerose violazioni. Queste riguardano principalmente la mancata applicazione delle normative vigenti in materia di prevenzione e protezione. La situazione evidenzia la necessità di interventi urgenti e mirati.

La Cgil Liguria chiede un cambio di passo. È necessario un impegno maggiore da parte delle istituzioni per garantire ambienti di lavoro più sicuri. La tutela dei lavoratori deve diventare una priorità assoluta.

La forte incidenza di irregolarità solleva interrogativi sulla reale efficacia dei controlli esistenti. La carenza di risorse umane e finanziarie sembra essere un ostacolo significativo. Questo limita la capacità di intervento degli organi di vigilanza.

La situazione in Liguria rappresenta un campanello d'allarme per tutto il paese. La sicurezza sul lavoro non può essere un aspetto secondario. La sua negligenza ha conseguenze gravi sulla salute dei lavoratori e sull'economia.

Le aziende che operano in modo irregolare beneficiano di un vantaggio competitivo sleale. Questo penalizza le imprese che rispettano le normative. È quindi necessario un inasprimento dei controlli e delle sanzioni.

La Cgil Liguria continuerà a monitorare la situazione. Il sindacato si impegna a portare avanti le istanze dei lavoratori. L'obiettivo è garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure per tutti.

Le cifre del 2025 dipingono un quadro preoccupante. La lotta all'evasione contributiva e la promozione della sicurezza sul lavoro devono procedere di pari passo. Solo così si potrà costruire un sistema produttivo più equo e sostenibile.