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Il Comune di Genova ha dato il via libera alla costituzione del diritto di superficie per lo stadio Ferraris e aree pertinenziali per 90 anni. Il progetto prevede un investimento privato di circa 108 milioni di euro per la riqualificazione dell'impianto, mantenendone la proprietà pubblica.

Approvato diritto di superficie per lo stadio

La giunta comunale ha approvato un importante provvedimento. Si tratta della costituzione del diritto di superficie per lo stadio Luigi Ferraris. L'accordo avrà una durata massima di 90 anni. Coinvolge anche Villa Musso Piantelli e le aree circostanti. La decisione è stata proposta dalla sindaca Silvia Salis. Hanno collaborato gli assessori al Patrimonio, Davide Patrone, e ai Lavori pubblici, Massimo Ferrante.

La sindaca ha sottolineato l'importanza della riqualificazione. «Fin dall'inizio ho voluto che la riqualificazione del Ferraris tenesse insieme due esigenze», ha dichiarato. L'obiettivo è dare a Genova uno stadio moderno e sicuro. Allo stesso tempo, si vuole mantenere il patrimonio nella proprietà pubblica. Questo provvedimento va in quella direzione. Crea le condizioni per un investimento significativo. Fissa gli obblighi per chi realizzerà i lavori. Garantisce la cura dell'impianto nel tempo.

Investimento privato per la riqualificazione

Il provvedimento dà seguito a una precedente delibera. La giunta aveva già confermato il pubblico interesse del progetto. La riqualificazione avverrà tramite un partenariato pubblico-privato. L'investimento privato previsto ammonta a circa 108 milioni di euro. Il diritto di superficie sarà concesso all'aggiudicatario. Questo sarà individuato tramite una gara pubblica. Il soggetto promotore dell'operazione è Genova Stadium S.r.l..

Questa società è partecipata in quote uguali da Genoa Cricket and Football Club S.p.A. e U.C. Sampdoria S.p.A.. L'accordo prevede condizioni specifiche. Il diritto di superficie sarà gratuito per i primi cinquant'anni. Dal cinquantunesimo anno fino alla scadenza, sarà pagato un corrispettivo rateizzato al Comune. Il valore totale stimato del diritto è di 17,17 milioni di euro.

Obblighi del concessionario e proprietà pubblica

Il concessionario avrà diversi obblighi. Dovrà sostenere i costi dei lavori di riqualificazione. Si assumerà la gestione dell'impianto. Sarà responsabile della manutenzione ordinaria e straordinaria. Dovrà inoltre provvedere alla conservazione del complesso. La proprietà dello stadio rimarrà pubblica. Alla scadenza del contratto, o in caso di cessazione anticipata, lo stadio, la villa e tutte le opere realizzate torneranno nella piena disponibilità del Comune di Genova.

La sindaca ha evidenziato la necessità di attenzione. «Una scelta che richiede attenzione alle garanzie, alla trasparenza della gara e ai benefici che devono tornare ai genovesi», ha affermato. Questo approccio mira a garantire che l'investimento porti vantaggi concreti alla comunità. La trasparenza nella procedura di gara è fondamentale. Così come la garanzia che i benefici ricadano sui cittadini di Genova.

Il progetto rappresenta un passo significativo per il futuro dello sport cittadino. La riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris è un tema sentito da tifosi e cittadini. L'approvazione del diritto di superficie apre la strada a un piano ambizioso. Questo piano mira a modernizzare una struttura storica. Garantisce al contempo che rimanga un bene pubblico per le future generazioni. L'investimento privato sarà cruciale per la realizzazione degli interventi. La gestione e manutenzione a lungo termine saranno assicurate dal concessionario.

Le modalità di gestione e i benefici per la collettività saranno definiti nel dettaglio. La durata di 90 anni offre una prospettiva di lungo periodo. Permette di pianificare interventi strutturali e di ammodernamento. L'obiettivo è creare un impianto all'avanguardia. Capace di ospitare eventi sportivi e culturali di rilievo. La collaborazione tra pubblico e privato è vista come la chiave per raggiungere questi obiettivi. Il Comune di Genova manterrà il controllo sulla proprietà. Assicurando che l'uso futuro sia in linea con gli interessi della città.