Il giovane direttore Samuel Lee ha guidato l'orchestra del Carlo Felice di Genova in un'acclamata esecuzione della Sinfonia n. 5 di Shostakovich, mostrando grande maestria. La prima parte del concerto, dedicata a Rachmaninov, ha visto la partecipazione del pianista Alexander Gadjiev.
La critica a Shostakovich nel 1936
Nel 1936, il quotidiano «La Pravda» pubblicò una recensione feroce. L'articolo, intitolato «Confusione anziché musica», criticava duramente l'opera di Shostakovich «Lady Macbeth del distretto di Mzensk». La critica descriveva la musica come un «torrente di suoni volutamente caotici». Si parlava di frammenti melodici sommersi da «fracasso, stridore e strilli».
Questa stroncatura non mirava solo all'opera specifica. L'intento era colpire tutti i giovani compositori sovietici. Essi cercavano di innovare il loro linguaggio musicale. L'obiettivo era adeguarsi alle tendenze artistiche occidentali. La critica sottolineava la difficoltà di seguire e ricordare tale musica.
La risposta di Shostakovich con la Sinfonia n. 5
La dura critica della «Pravda» risuonò nella mente di Shostakovich. L'anno seguente, il compositore presentò la sua Sinfonia n. 5. Questa composizione fu definita una «risposta pratica di un compositore a una giusta critica». Nonostante la pressione, Shostakovich non rinnegò completamente il suo stile. Mantenne la sua grandezza artistica.
La sinfonia si distingue per diversi movimenti. Il primo movimento è imponente e maestoso. L'Allegretto offre una soave leggerezza. Il Largo esplora profondità emotive. L'ultimo movimento è un'esplosione di vitalità. La partitura è pervasa da un denso lirismo. L'orchestrazione è straordinariamente variegata. Ogni sezione dell'orchestra gioca un ruolo essenziale.
Samuel Lee dirige con maestria
Sul podio dell'Orchestra del Carlo Felice di Genova, il giovane direttore sudcoreano Samuel Lee ha dimostrato grande carisma. Vincitore nel 2024 del prestigioso Concorso Internazionale Malko, Lee possiede già un curriculum di rilievo. Durante l'esecuzione della Sinfonia n. 5 di Shostakovich, ha mostrato di essere un solido padrone della partitura.
Una scelta distintiva è stata quella di dirigere «a mani libere», abbandonando la bacchetta. Questa tecnica ha permesso a Lee di ottenere una risposta lodevole dall'orchestra. Si è notata compattezza nell'esecuzione. L'eleganza espositiva e la cura delle dinamiche sono state evidenti. Il pubblico ha apprezzato la sua interpretazione.
Rachmaninov e Gadjiev: una prima parte meno convincente
La prima parte della serata era dedicata al Concerto n. 2 di Rachmaninov. In veste solistica si è esibito il pianista Alexander Gadjiev. Lo strumentista è noto per la sua tecnica solida e notevole. Nonostante le ottime premesse, la lettura del brano di Rachmaninov non ha pienamente entusiasmato.
Si è avvertita una certa disunione interpretativa tra direttore e pianista. Questo potrebbe essere dovuto a un numero limitato di prove. Tuttavia, la prova del pianista Gadjiev è stata ineccepibile. Al termine della sua esibizione, ha regalato al pubblico tre bis molto apprezzati. Il concerto si è concluso con calorosi applausi per tutti gli artisti.
Il pubblico del Carlo Felice
La serata al Teatro Carlo Felice ha visto la partecipazione di un pubblico particolarmente folto. Gli spettatori hanno manifestato grande apprezzamento per l'esecuzione della Sinfonia n. 5 di Shostakovich. La direzione di Samuel Lee ha riscosso un successo notevole. Anche la performance del pianista Alexander Gadjiev, pur con riserve sulla coesione con l'orchestra, è stata accolta positivamente. I bis eseguiti da Gadjiev hanno ulteriormente coinvolto la platea. L'evento si conferma un appuntamento importante per la vita culturale di Genova.