Un'operazione di restauro all'avanguardia ha preso il via a Genova per preservare 'La Circoncisione', un'opera monumentale di Rubens. L'intervento sfrutta la tecnologia per monitorare e salvaguardare il dipinto, con un investimento significativo da parte della Regione Liguria.
Restauro high-tech per 'La Circoncisione' di Rubens
Dieci minuti di precisione millimetrica hanno segnato l'inizio di un'importante operazione di restauro. L'opera in questione è 'La Circoncisione', un capolavoro del maestro fiammingo Pieter Paul Rubens. Questo imponente dipinto, datato 1605, è stato delicatamente spostato dalla sua collocazione sull'altare della Chiesa del Gesù, situata nel cuore di Genova.
La tela, che misura ben 492x277 centimetri, fu commissionata dalla facoltosa famiglia Pallavicino. La sua collocazione attuale risale al 1606, anno in cui venne installata nella chiesa.
La fase iniziale dei lavori ha previsto l'installazione di sofisticate sonde. Questi dispositivi, noti come data logger, sono fondamentali per il monitoraggio dello stato di conservazione del dipinto. L'obiettivo è raccogliere dati preziosi che guideranno le successive fasi del restauro.
Tecnologia al servizio dei beni culturali liguri
L'iniziativa di recupero è stata promossa attivamente dalla Regione Liguria. Un finanziamento di 40 mila euro è stato stanziato per garantire la riuscita di questo ambizioso progetto. La vicepresidente della Regione Liguria, con delega alla Cultura, Simona Ferro, ha sottolineato l'importanza di questo intervento. «Il valore di questo lavoro», ha affermato, «costituisce un ottimo esempio di come la tecnologia possa intervenire a salvaguardare i beni culturali che incarnano la storia e la tradizione. Vogliamo che la Liguria venga considerata una terra di cultura».
Le sonde installate avranno il compito di monitorare costantemente due parametri ambientali cruciali: la temperatura e l'umidità relativa. Questi dati verranno raccolti sia all'interno della nicchia che ospita il dipinto, sia in prossimità della superficie della tela stessa.
Questo monitoraggio ambientale sarà affiancato da un'acquisizione mensile di immagini fotogrammetriche. Queste immagini permetteranno di documentare in dettaglio l'evoluzione della superficie del dipinto nel tempo. L'obiettivo finale è raccogliere un set completo di dati.
Questi dati saranno essenziali per la stesura di un progetto di restauro mirato e scientificamente fondato. Permetteranno inoltre di identificare tempestivamente eventuali criticità. Si tratta di potenziali fattori di degrado legati alle condizioni microclimatiche che potrebbero compromettere l'opera.
Collaborazione scientifica e futuro dell'opera
L'indagine scientifica necessaria per questo progetto sarà condotta dai laboratori specializzati del Centro conservazione restauro La Venaria Reale di Torino. L'attività si svolgerà in stretta collaborazione con l'Ufficio beni culturali dell'arcidiocesi di Genova e la Soprintendenza della Liguria. Questa sinergia di competenze garantirà un approccio completo e rigoroso.
La prima fase di monitoraggio e indagine preliminare è prevista durare circa 12 mesi. Al termine di questo periodo, l'opera verrà trasferita in un luogo più sicuro e accessibile per il pubblico. La destinazione finale sarà il Museo Diocesano di Genova.
La curatrice Anna Orlando ha evidenziato la visione a lungo termine dietro questo restauro. «L'intenzione è quella di lasciare un segno importante sul territorio», ha spiegato, «e andare al di là del mero evento espositivo».