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Il progetto del reddito alimentare a Genova è fermo a causa di problemi ministeriali. Il Comune, insieme alla sindaca, sta sollecitando il Ministero del Lavoro per sbloccare la situazione e aiutare le fasce più deboli.

Ritardi nell'attuazione del reddito alimentare

La sperimentazione del reddito alimentare a Genova si trova in una fase di stallo. Criticità di natura attuativa e informatica a livello ministeriale sono alla base dei ritardi. L'assessora comunale alle Pari Opportunità, Rita Bruzzone, ha fornito queste spiegazioni in Consiglio comunale. Ha risposto a un'interrogazione presentata dalla capogruppo del Partito Democratico, Martina Caputo. La consigliera dem aveva chiesto chiarimenti sui motivi che impediscono l'avvio della misura. Questo sostegno mira a estendere l'aiuto alle fasce più fragili della popolazione.

Martina Caputo ha sottolineato l'impegno del Comune. «Il Comune ha fatto la sua parte e con convinzione», ha dichiarato. Ha aggiunto che il contrasto alla povertà alimentare non può più attendere. La situazione a Genova è preoccupante. Il numero di persone che accedono ai servizi di distribuzione del cibo è in aumento. Si è passati dalle 29mila del 2013 alle 32mila del 2025. Questo dato evidenzia una crescente fragilità sociale.

L'assessora Bruzzone ha confermato la gravità della situazione. Ha riportato che l'8% della popolazione genovese dipende da aiuti alimentari. Di fronte a questo scenario, la sindaca Silvia Salis è intervenuta direttamente. Il 19 ottobre scorso, ha inviato una lettera al Ministro del Lavoro. L'obiettivo è sollecitare un intervento risolutivo. L'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) sta portando avanti un'azione unitaria. Questa iniziativa mira a fare pressione sul governo centrale per sbloccare il progetto.

Le richieste del Comune di Genova

L'amministrazione comunale di Genova intende proseguire ogni dialogo utile. L'obiettivo è sbloccare la sperimentazione del reddito alimentare. Si vuole anche valorizzare il lavoro preparatorio già svolto. Questo lavoro è stato realizzato in collaborazione con il terzo settore. Rita Bruzzone ha ribadito questo impegno. La sindaca Silvia Salis ha espresso la sua preoccupazione per i continui rinvii. La sua lettera al Ministero del Lavoro è un segnale forte. L'ANCI sta coordinando gli sforzi dei comuni coinvolti. L'obiettivo è presentare un fronte unito.

Il reddito alimentare è una misura introdotta nel 2023 dal governo Meloni. La sua finalità è la distribuzione gratuita di pacchi alimentari. Questi pacchi sono composti da prodotti invenduti. Provengono dalla distribuzione alimentare e sono donati da esercizi commerciali aderenti. La misura è destinata ai soggetti in condizioni di povertà assoluta. Mira anche a ridurre lo spreco alimentare. Genova ha sottoscritto la convenzione per partecipare alla sperimentazione nell'inverno 2024. Da allora, il Comune ha lavorato intensamente. Ha predisposto gli impianti logistici e tecnologici necessari. Ha coinvolto attivamente gli enti del terzo settore. La Comunità di San Benedetto è il capofila di questa rete. La rete si è concretamente attivata nel gennaio 2025. Tuttavia, l'avvio effettivo della distribuzione non è mai avvenuto.

Mozione di Forza Italia e finanziamento

Sulla stessa problematica, è stata presentata anche una mozione. Il capogruppo di Forza Italia, Mario Mascia, ha depositato l'iniziativa. La discussione è stata rinviata per questioni di tempo. La mozione impegna la sindaca Silvia Salis e la sua giunta. Chiede un'accelerazione decisiva per la misura sperimentale. Questa misura è stata introdotta dal Ministero del Lavoro. Genova ha ottenuto un finanziamento dal governo nazionale. L'importo ammonta a circa 970 mila euro. La mozione chiede di estendere la distribuzione dei pacchi alimentari. L'obiettivo è passare da una platea ristretta di beneficiari all'intero bacino di cittadini in condizioni di povertà assoluta.

La situazione evidenzia una complessità burocratica. Il Comune di Genova ha dimostrato prontezza nell'attuazione. Ha investito risorse e creato sinergie con il terzo settore. Nonostante ciò, l'avvio della distribuzione è subordinato a decisioni e risoluzioni ministeriali. La richiesta di Martina Caputo e l'intervento della sindaca Silvia Salis sono emblematici dell'urgenza. La povertà alimentare a Genova richiede risposte immediate. Il finanziamento di quasi un milione di euro rappresenta un'opportunità concreta. Sbloccare questa misura è fondamentale per sostenere le famiglie in difficoltà.

La rete del terzo settore, guidata dalla Comunità di San Benedetto, è pronta. Ha sviluppato competenze e strutture operative. L'attesa per l'avvio del progetto genera frustrazione. La mozione di Mario Mascia mira a dare un impulso politico. Vuole garantire che il finanziamento venga utilizzato al meglio. L'estensione a tutti i cittadini in povertà assoluta è un punto chiave. La misura, se pienamente attuata, potrebbe avere un impatto significativo. Potrebbe migliorare le condizioni di vita di migliaia di genovesi. La pressione sul Ministero del Lavoro continuerà. L'obiettivo è superare gli ostacoli burocratici e informatici. La priorità resta l'aiuto concreto alle persone.