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La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha sollecitato il governo a definire un piano industriale per l'ex Ilva. Ha sottolineato l'urgenza di un piano ordini per lo stabilimento di Cornigliano, evidenziando che gli ammortizzatori sociali non bastano a garantire la continuità produttiva.

Sindaca Salis in audizione al Senato sull'ex Ilva

La sindaca di Genova, Silvia Salis, è intervenuta oggi in videocollegamento. Ha partecipato alle commissioni riunite del Senato. L'incontro riguardava la situazione dell'ex Ilva. La sua audizione si è concentrata sulla necessità di un piano industriale concreto per il futuro dello stabilimento.

La sindaca ha evidenziato una richiesta urgente. Questa proveniva dall'Rsu di Genova. La richiesta riguardava il piano ordini. Questo è uno dei cinque punti chiave. Il documento congiunto è stato presentato al governo. La sindaca ha ribadito che gli ammortizzatori sociali sono importanti. Tuttavia, non possono sostituire un piano industriale solido. Un piano industriale è fondamentale. Deve garantire la continuità dello stabilimento. Lo stabilimento di Genova produce materiale molto richiesto dal mercato. La sua operatività è cruciale.

Urgenza di un piano ordini per Cornigliano

Le informazioni attuali indicano una criticità. I materiali presenti nello stabilimento di Cornigliano. Permettono di lavorare solo fino a gennaio-febbraio. Questa scadenza rende indifferibile un piano operativo. Il piano deve riguardare ordini e acquisti. Deve essere chiaro e ben strutturato. La sindaca Salis ha sottolineato questo aspetto. Ha ribadito l'importanza di non procrastinare. La continuità produttiva è un obiettivo primario.

Ha precisato un punto fondamentale. Chiedere lavoro e approvvigionamenti per gli impianti del Nord. Questi impianti sono in grado di lavorare. Questo non significa abbandonare Taranto. Lo ha scritto chiaramente nel documento inviato al governo. Il documento parla di unità del gruppo. Non di esclusività nell'approvvigionamento delle materie prime. L'unità del gruppo siderurgico non deve precludere. Agli stabilimenti del Nord la possibilità di rifornirsi. Possono approvvigionarsi anche da fonti esterne a Taranto. Questo supererebbe vincoli di esclusività. Tali vincoli potrebbero compromettere l'operatività. Non si tratta di dimenticare la sofferenza di Taranto. Né quanto Taranto ha dato all'industria dell'acciaio. Si tratta di non abbandonare ciò che funziona ora. Gli impianti del Nord sono un esempio.

Futuro industriale e garanzie per Cornigliano

Nel frattempo, il governo ha un ruolo cruciale. Deve definire con urgenza il futuro industriale. Questo riguarda la produzione di acciaio nel Paese. La sindaca Salis ha posto l'accento su un altro aspetto. La società Società per Cornigliano ha anticipato fondi. Ha anticipato 12 milioni di euro per conto dello Stato. Questi fondi devono ancora essere saldati. Questo rappresenta un impegno finanziario. La sindaca ha espresso un timore. Temono una frammentazione del settore. Tale frammentazione potrebbe avere un impatto negativo. L'obiettivo è garantire stabilità e crescita.

L'intervento della sindaca Salis mira a ottenere risposte concrete. Il futuro dell'ex Ilva è una questione complessa. Coinvolge aspetti economici, sociali e occupazionali. La richiesta di un piano industriale chiaro è fondamentale. Serve a dare certezze ai lavoratori e al territorio. La produzione di acciaio è strategica per l'Italia. La sindaca ha ribadito la necessità di un approccio coordinato. Questo approccio deve considerare tutte le realtà produttive. Senza trascurare le specificità di ogni stabilimento. La sua audizione è un passo importante. Segnala la volontà di trovare soluzioni durature.

La situazione dell'ex Ilva è sotto i riflettori da tempo. Le commissioni del Senato ascoltano le parti interessate. L'obiettivo è raccogliere elementi utili. Per definire le future politiche industriali. La sindaca Salis ha portato la voce di Genova. Ha evidenziato le criticità e le potenzialità. La sua richiesta di garanzie per Cornigliano è chiara. Non si tratta solo di ammortizzatori sociali. Si tratta di un piano industriale che assicuri lavoro. E che garantisca la continuità produttiva. L'impegno del governo è ora chiamato a rispondere. La definizione di un piano ordini è un primo passo concreto. Potrebbe scongiurare una chiusura anticipata. E dare respiro agli impianti.

La sindaca ha anche menzionato la necessità di superare vincoli. Vincoli che potrebbero ostacolare l'approvvigionamento. L'unità del gruppo non deve diventare un limite. Le aziende devono poter operare al meglio. Questo include la possibilità di diversificare le fonti. Soprattutto quando si tratta di materie prime. L'obiettivo è la sostenibilità economica. E la competitività sul mercato globale. La sua posizione è ferma. Vuole che gli impianti che funzionano continuino a farlo. Questo senza compromettere il futuro di altri siti. L'equilibrio è la parola chiave.

Il futuro dell'acciaio in Italia è un tema centrale. Le decisioni prese ora avranno un impatto a lungo termine. La sindaca Salis ha espresso preoccupazione. Riguardo a possibili frammentazioni. Che potrebbero indebolire il settore. La sua richiesta è di un piano industriale complessivo. Che tenga conto di tutte le esigenze. E che garantisca un futuro stabile. Per i lavoratori e per le comunità coinvolte. L'intervento in Senato è stato un momento cruciale. Per portare all'attenzione nazionale le problematiche di Genova.

La sindaca ha ricordato l'anticipo di 12 milioni di euro. Da parte della Società per Cornigliano. Questo sottolinea l'impegno di alcuni attori. Ma evidenzia anche la necessità di un supporto statale. Per coprire questi costi. E per garantire la sostenibilità finanziaria. La sua audizione è stata un appello all'azione. Un invito al governo a prendere decisioni rapide. E a definire un percorso chiaro. Per l'ex Ilva e per l'industria siderurgica italiana.