Tre istituti superiori di Genova sono stati occupati dagli studenti. Le proteste, ispirate dalle manifestazioni francesi, mirano a sensibilizzare contro il decreto Valditara, il caro vita e per maggiori investimenti nell'istruzione pubblica.
Occupazioni scolastiche a Genova
Al momento, tre istituti superiori della città di Genova sono interessati da occupazioni studentesche. Questi eventi seguono le recenti proteste che hanno animato la Francia. Le scuole coinvolte sono il liceo Gobetti di Sampierdarena, l'istituto Calvino di Sestri Ponente e il liceo Lanfranconi di Voltri.
Queste azioni avvengono alla vigilia di uno sciopero nazionale. L'iniziativa è promossa dal movimento Opposizione studentesca di alternativa (Osa). Lo sciopero è intitolato 'No Meloni Day'. Le ragioni della protesta sono molteplici e toccano diversi aspetti della vita scolastica e sociale.
Le motivazioni degli studenti
Le rivendicazioni degli studenti si concentrano contro il cosiddetto decreto Valditara. Si protesta anche contro il carovita, ovvero l'aumento generale dei prezzi. Un altro punto di scontro è il carobenzina, l'incremento del costo del carburante. Vengono inoltre contestate le riforme degli istituti tecnici e professionali.
Gli studenti chiedono con forza un maggiore finanziamento per la scuola pubblica. Sostengono che le risorse debbano essere destinate all'istruzione e non alla guerra. Questa è una delle principali richieste avanzate dai giovani manifestanti.
Proteste al liceo Lanfranconi
L'ultima occupazione segnalata ha interessato il liceo Lanfranconi. Le motivazioni espresse dal collettivo studentesco sono in linea con quelle delle altre scuole. Si evidenzia il problema del carovita, che incide pesantemente sulle famiglie. Si menzionano anche gli stipendi fermi da molti anni, precisamente dagli anni '90.
Le condizioni delle scuole sono un altro fattore di preoccupazione. A ciò si aggiunge la precarietà dei professori e la carenza di personale non docente. Questi aspetti minano la qualità dell'offerta formativa.
Il collettivo studentesco critica un governo che taglia i fondi all'istruzione. Allo stesso tempo, aumentano le spese per gli armamenti. Per la loro scuola, lamentano la mancata promozione della digitalizzazione. Si dichiarano inoltre solidali con le proteste dei lavoratori dell'ex-Ilva.
Critiche al decreto Valditara
Gli studenti respingono l'idea che i problemi siano causati dai compagni di banco. Criticano fermamente il nuovo decreto Valditara. Questo provvedimento introduce un limite legale del 30% al numero di studenti stranieri per classe. Lo definiscono un'«aberrazione». Ritengono che non risolverà i reali problemi degli studenti.
Le proteste studentesche a Genova si inseriscono in un contesto di malcontento più ampio. Le azioni mirano a portare l'attenzione su questioni cruciali per il futuro dell'istruzione pubblica e per il benessere sociale.