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Il tribunale del Riesame di Genova ha annullato un sequestro di beni da 850mila euro nei confronti dello youtuber William Solo, indagato per truffa assicurativa. I giudici hanno ritenuto insufficienti le prove presentate dalla procura.

Annullato sequestro beni youtuber William Solo

Il tribunale del Riesame di Genova ha revocato un importante provvedimento di sequestro. Beni per un valore di circa 850mila euro sono stati restituiti a Ilija Kosanke, 54 anni. L'uomo è noto al grande pubblico con lo pseudonimo di William Solo. Era il principale indagato in un'inchiesta giudiziaria. L'indagine riguardava presunte truffe ai danni di compagnie assicurative. Le truffe sarebbero state realizzate inscenando falsi incidenti stradali. Questi incidenti coinvolgevano motociclette di marca Harley-Davidson.

La decisione del Riesame ha interessato anche la moglie dell'indagato. Sono stati dissequestrati appartamenti, box auto e conti correnti bancari. Il provvedimento iniziale era stato emesso dal gip Giorgio Morando, su richiesta della procura di Genova.

Dubbi sulla quantificazione dei profitti illeciti

I giudici del Riesame, Massimo Cusatti, Marina Orsini e Luisa Camprosagna, hanno sollevato perplessità significative. Secondo la loro valutazione, il pubblico ministero Luca Scorza Azzarà e il gip non avrebbero fornito prove concrete. Non sarebbe stata dimostrata in modo inequivocabile la provenienza illecita dei beni. In particolare, non sarebbe emerso un profitto riconducibile alle presunte truffe vicino al milione di euro. La richiesta di sequestro si basava su incidenti per i quali gli indennizzi ammontavano complessivamente a circa 100mila euro.

Un elemento chiave dell'accusa era un'intercettazione telefonica. In questa conversazione, Kosanke si sarebbe vantato di aver guadagnato un milione di euro nel corso degli anni. Questa affermazione, secondo il tribunale, necessita di un riscontro fattuale. I giudici hanno sottolineato la mancanza di elementi concreti a supporto di tale dichiarazione.

Assenza di motivazione e ricorso della difesa

Il tribunale ha anche evidenziato una carenza nella motivazione del provvedimento di sequestro. Non sarebbe stato adeguatamente dimostrato il collegamento tra i beni sottoposti a vincolo e i presunti proventi derivanti dalle attività illecite. L'avvocato difensore, Rinaldo Romanelli, aveva presentato ricorso contro il sequestro. Il legale aveva argomentato che gran parte degli immobili e delle disponibilità finanziarie di Kosanke risalivano a un periodo precedente ai fatti contestati nell'indagine. Questa circostanza indebolirebbe l'ipotesi di un profitto illecito diretto.

Durante l'udienza, la procura aveva tentato di integrare le indagini. Era stato depositato un elenco più esteso di incidenti, circa cinquanta a partire dal 2017. Il valore complessivo di questi sinistri si avvicinava al milione di euro. Tuttavia, per il tribunale, questa integrazione non era sufficiente a sanare le lacune del sequestro. L'elenco presentato, inoltre, non era supportato da prove indiziarie sufficienti al momento della decisione.

Prospettive future per l'indagine

Ora la procura di Genova si trova di fronte a diverse opzioni. Potrebbe decidere di presentare ricorso presso la Corte di Cassazione. In alternativa, potrebbe elaborare una nuova richiesta di sequestro. Questa nuova richiesta dovrebbe però colmare le lacune procedurali e probatorie evidenziate dai giudici del Riesame. La vicenda legale dello youtuber William Solo è quindi ancora in evoluzione.