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I lavoratori dell'ex Ilva di Genova continuano la protesta sotto la Prefettura. La loro richiesta principale è la garanzia di approvvigionamento di materia prima per evitare l'aumento della cassa integrazione. Si attendono risposte concrete dal governo.

Presidio operaio per il futuro dello stabilimento

Una delegazione sindacale ha incontrato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. L'incontro si è svolto presso la Prefettura di Genova. Al centro della discussione, l'aumento della cassa integrazione previsto da metà novembre. I sindacati chiedono anche la fornitura di rotoli per mantenere operativo lo stabilimento di Cornigliano. Le notizie ricevute finora non sono state considerate soddisfacenti. Di conseguenza, è stato prolungato lo sciopero. Il presidente Bucci ha riferito di contatti con il commissario Quaranta. Si parla di deboli aperture per l'arrivo dei rotoli. Tuttavia, mancano stime precise e tempistiche certe. I lavoratori desiderano che Genova continui a produrre. Ritengono assurdo ricorrere alla cassa integrazione. Lo stabilimento, infatti, risulta essere produttivo. Finchè non arriveranno risposte esaurienti, la protesta proseguirà. Questa è la posizione espressa da Nicola Apice della Fim Cisl.

Cassa integrazione e unità produttiva, le preoccupazioni

La linea sindacale rimane unitaria. Armando Palombo della Fiom Cgil condivide le preoccupazioni. Se la cassa integrazione dovesse aumentare significativamente, molti lavoratori si troverebbero in piazza. Si sta lavorando per garantire l'arrivo dei rotoli. L'obiettivo è scongiurare questo scenario. Nonostante la fiducia, l'ottimismo non è ancora totale. Il ministro Piantedosi non è chiamato a risolvere l'intera vertenza. Tuttavia, è fondamentale che comprenda le ragioni dei lavoratori. Si attende un percorso alternativo ai tagli, formalizzato per iscritto. Fabio Ceraudo dell'Usb e presidente di municipio sottolinea un altro aspetto cruciale. La vertenza deve rimanere compatta lungo l'intero asse produttivo. L'eventuale arrivo di rotoli a Genova sarebbe solo un sollievo temporaneo. Questo avverrebbe se il gruppo venisse frammentato. Genova, Taranto e Novi Ligure rappresentano l'acciaio in Italia. La divisione porterebbe alla chiusura. Manca una politica industriale chiara e decreti specifici. I metalmeccanici devono avviare una mobilitazione generale per difendere il lavoro.

Approvvigionamento materia prima, l'urgenza per Cornigliano

È necessario agire immediatamente. Bisogna garantire l'approvvigionamento della materia prima. Questo è fondamentale per mantenere attive le lavorazioni nello stabilimento di Cornigliano. Lo afferma Christian Venzano, segretario generale Fim Cisl Liguria. Lo stabilimento di Cornigliano possiede le potenzialità per continuare a produrre. Non è accettabile che venga fermato per mancanza di coils. La scadenza del 15 novembre è troppo vicina per perdere altro tempo prezioso. I lavoratori necessitano di certezze. Non possono continuare a pagare il prezzo di una crisi prolungata. È urgente intervenire per l'approvvigionamento della materia prima. Bisogna creare le condizioni per mantenere operative le linee produttive. Questo in attesa di una soluzione industriale definitiva. Non si può permettere che i lunghi tempi di attesa compromettano il futuro dello stabilimento. È assurdo che lo Stato investa sugli ammortizzatori sociali invece che sul lavoro stesso. Questa è la denuncia di Venzano.

Sindaca Salis: Governo e commissari lavorano alla richiesta di Genova

La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha espresso un cauto ottimismo. Ha parlato davanti alla Prefettura, in attesa del ministro Piantedosi. La notizia è che la struttura commissariale e il Governo stanno lavorando attivamente sulla richiesta proveniente da Genova. Si tratta di una richiesta molto concreta. Riguarda l'approvvigionamento di materia prima. Questa è essenziale per lo stabilimento genovese. Lo stabilimento è perfettamente funzionante. Produce beni richiesti dal mercato. L'obiettivo è semplicemente far sì che lo stabilimento possa lavorare. La richiesta è stata accolta dalla struttura commissariale e dal Governo. Si sta cercando la materia prima sul mercato nazionale e internazionale. Questo è il percorso intrapreso. Gli spiragli, secondo la sindaca, sono positivi. La sindaca Salis ha confermato l'impegno delle istituzioni. La soluzione dipenderà dalla capacità di reperire i coils necessari.