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La Torre Grimaldina di Genova riapre al pubblico dopo un restauro finanziato dal Pnrr. Sarà possibile ammirare il panorama cittadino e scoprire dettagli storici inediti.

La Torre Grimaldina apre nuovamente le porte

La Torre Grimaldina, situata nel complesso di Palazzo Ducale a Genova, torna accessibile ai visitatori. La riapertura segue un'importante campagna di lavori di restauro e valorizzazione. Questi interventi sono stati resi possibili grazie ai finanziamenti derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

A partire da sabato, il pubblico potrà nuovamente salire sulla Torre del Popolo. Dalla sua sommità si godrà di una vista panoramica mozzafiato. Il panorama abbraccia la città vecchia, il porto antico, le alture circostanti e si estende fino al promontorio di Portofino.

Il restyling ha interessato anche aree funzionali alla visita. Sono stati rinnovati la biglietteria e il bookshop. Sono stati migliorati i servizi offerti ai visitatori. Sono stati introdotti anche nuovi strumenti digitali per arricchire l'esperienza. Questi includono aggiornamenti al sito internet e una nuova segnaletica informativa.

Un tuffo nella storia della Torre Grimaldina

Gli storici collocano la costruzione della Torre Grimaldina tra il X e il XIII secolo. Per lungo tempo, questo imponente edificio ha svolto la funzione di carcere cittadino. Molti personaggi storici hanno varcato le sue soglie come detenuti.

Tra i prigionieri illustri si annoverano il pirata Dragut. Vi fu rinchiuso anche l'avventuriero Giulio Cesare Vacchero. Presente nella lista dei detenuti anche il pittore Peter Mulier, noto come Cavalier Tempesta. Non mancano figure come il celebre violinista Niccolò Paganini. Infine, vi fu imprigionato il patriota rinascimentale Jacopo Ruffini.

Quest'ultimo trovò tragicamente la morte nella cella conosciuta come Lo Scalinetto. La Torre custodisce quindi storie di grande rilevanza storica e umana. La sua riapertura permette di riscoprire questi legami con il passato.

I lavori di restauro: tra tutela e fruizione

Per circa un anno, la Torre Grimaldina è rimasta celata dietro le impalcature. Questo periodo è stato dedicato a un meticoloso intervento di conservazione e restauro. I lavori hanno interessato sia gli spazi interni che le strutture esterne dell'edificio.

L'obiettivo primario è stato quello di trovare un delicato equilibrio. Questo equilibrio è stato ricercato tra la necessità di tutelare il patrimonio storico e quella di renderlo fruibile al pubblico. Tale obiettivo è stato perseguito in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio. Fondamentale anche il contributo dell'Università di Genova.

L'introduzione di una nuova scala metallica interna ha rappresentato una sfida progettuale significativa. Questa scala permette ora l'accesso fino alla sommità della Torre. Ogni soluzione adottata è stata attentamente studiata. L'intento è stato quello di garantire i massimi standard di sicurezza e funzionalità. Al contempo, si è voluto assicurare l'accessibilità senza compromettere l'identità storica del monumento.

Sorprese e dettagli emersi dal passato

Durante le operazioni di restauro, sono emerse alcune inaspettate scoperte. Le attività di pulitura delle superfici hanno rivelato una sorprendente leggibilità di antiche tracce del passato. Sono stati riportati alla luce dettagli e segni che narrano la lunga e complessa storia di questo luogo.

Queste scoperte arricchiscono ulteriormente il valore storico e culturale della Torre. Permettono una comprensione più profonda del suo ruolo nel corso dei secoli. La presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sara Armella, ha commentato con soddisfazione: «Restituiamo ai cittadini e ai tanti turisti che affollano Genova uno dei monumenti più simbolici della città e della sua storia».

Il complesso lavoro di restauro ha visto il coinvolgimento di numerose realtà. Tra queste figurano il Ministero della Cultura, la Soprintendenza e l'Università di Genova. Hanno partecipato attivamente anche il personale della Fondazione per la Cultura, progettisti e direttori dei lavori. Non sono mancati l'impresa appaltatrice, restauratori altamente specializzati e maestranze qualificate.