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Genova si prepara ad accogliere la XV edizione del festival 'La Storia in Piazza' dal 26 al 29 marzo 2026. L'evento, ospitato a Palazzo Ducale, esplorerà il concetto di 'naturale e innaturale nella storia' con un ricco programma di incontri e conferenze.

Genova capitale dell'approfondimento storico

La città di Genova si conferma un centro nevralgico per la divulgazione storica. Dal 26 al 29 marzo 2026, Palazzo Ducale ospiterà la quindicesima edizione del festival 'La Storia in Piazza'. Questo importante evento nazionale dedica quattro giorni all'approfondimento di tematiche storiche, attirando studiosi e appassionati da tutto il paese.

L'appuntamento si distingue per la qualità dei relatori. Storici di fama, accademici, intellettuali e personalità internazionali si alterneranno sul palco. Il festival copre un ampio spettro di discipline. Si spazia dalla storia pura alla sociologia, passando per l'arte. L'obiettivo è svelare le trame, note e meno note, del passato.

La formula vincente del festival ha sempre riscosso un grande successo di pubblico. Incontri, conferenze, reading, laboratori e seminari animeranno la quattro-giorni. I dialoghi aperti a più voci stimoleranno la riflessione. 'La Storia in Piazza' è un appuntamento imperdibile per chiunque nutra interesse per la materia storica.

Focus 2026: il dualismo naturale/innaturale

Il tema centrale dell'edizione 2026 è particolarmente stimolante: 'Naturale e innaturale nella storia'. Durante i quattro giorni, esperti e studiosi si confronteranno su questi due concetti. Essi attraversano il discorso umano dall'antichità fino ai giorni nostri.

I termini 'naturale' e 'innaturale' assumono significati diversi. Trovano applicazione in ambiti disparati: politico, scientifico, giuridico e religioso. La discussione si concentrerà su come questi concetti siano stati interpretati nel corso del tempo. Si analizzeranno espressioni come 'confini naturali', 'famiglie naturali', 'cibi naturali' o 'ruoli di genere naturali'.

Parallelamente, si indagherà cosa significhi definire 'innaturali' determinate situazioni o contesti. La riflessione si estende ai limiti e alle responsabilità. Si esamineranno le scelte individuali e collettive alla luce di questi concetti. La questione è di grande attualità e profondità storica.

Le voci del festival: un programma d'eccellenza

I curatori del festival, Carlotta Sorba ed Emmanuel Betta, sottolineano l'importanza di questa edizione. «Il Festival ci consentirà di avvicinare da una prospettiva originale temi anche molto diversi tra loro», affermano. «Ci muoveremo in modo critico e consapevole nella complessità del passato e del presente».

«Interrogarsi sull’uso di questi termini in una prospettiva storica lunga può aiutarci a mettere a fuoco il senso complesso e multiforme che il riferimento alla natura o alla sua assenza può assumere», aggiungono i curatori. Il programma, assicurano, «mostrerà come queste parole abbiano avuto un ruolo decisivo nelle esperienze storiche delle persone e delle comunità».

L'apertura ufficiale è affidata a Carlotta Sorba giovedì 26 marzo alle 18:00. La sua lectio, 'La sfera pubblica è innaturale per le donne. Voci e discorsi tra Sette e Ottocento', si terrà nella Sala del Maggior Consiglio. Emmanuel Betta interverrà domenica 29 marzo sul tema 'Ritorno alla natura? Storia del naturismo e del nudismo'.

Protagonisti e temi trasversali

Tra i protagonisti di spicco, Alessandro Barbero. Venerdì 27 marzo alle 20:30, presso il Teatro Carlo Felice, dialogherà con Antonio Musarra. Affronteranno la figura di Francesco d’Assisi, analizzando il suo rapporto con la natura come segno del Creatore.

Telmo Pievani esplorerà gli usi e abusi della natura nella scienza giovedì 26 marzo alle 19:00, sempre nella Sala del Maggior Consiglio. Marc Lazar, sabato 28 marzo alle 17:00, discuterà del riferimento al naturale nei discorsi populisti contemporanei.

Il programma si arricchisce con interventi di rilievo. Anna Foa terrà una conferenza su 'Natura ed eresia: Giordano Bruno' domenica 29 marzo alle 10:00. Franco Cardini offrirà una lectio su 'Baldovino IV, il Re Lebbroso' sabato 28 marzo alle 10:00.

Le tematiche affrontate sono molteplici. Si parlerà dei peccati contro natura in Dante con Giuliano Milani (venerdì 27 marzo). La chirurgia estetica sarà trattata da Michela Fusaschi (sabato 28 marzo). La creazione dei musei di storia naturale sarà oggetto di analisi da parte di Elena Canadelli (sabato 28 marzo).

Il Golem, uomo artificiale nella cultura ebraica, sarà presentato da Laura Quercioli Mincer (domenica 29 marzo). I dialoghi a più voci includono Silvia Ronchey e Pia Carolla sulla rappresentazione naturalistica tra icone bizantine e arte contemporanea (domenica 29 marzo).

Andrea Giardina dialogherà con lo scrittore Domenico Starnone sul mito degli automi (sabato 28 marzo). Si approfondiranno i temi dei territori e dei 'confini naturali', come nel caso del Mediterraneo con Matteo Aria (sabato 28 marzo). Anche i confini naturali dell'Italia antica saranno analizzati da Silvia Giorceli e Giusto Traina (sabato 28 marzo).

La genetica e le tematiche razziali saranno affrontate da Guido Barbujani sugli organismi geneticamente modificati (sabato 28 marzo). Matteo Battistini e Lorenzo Costaguta parleranno della questione della razza negli Stati Uniti (venerdì 27 marzo).

Le questioni femminili saranno trattate da Nadia Filippini sul parto e la nascita (sabato 28 marzo). Le tematiche queer saranno esplorate da Benno Bastian Gammerl (venerdì 27 marzo). L'ambiente sarà al centro dell'intervento di Giacomo Parriniello sulla storia ambientale (domenica 29 marzo).

La famiglia, naturale o artificiale, sarà discussa da Denise Bezzina (domenica 29 marzo), Tiziana Lazzari e Daniela Lombardi (sabato 28 marzo). L'Intelligenza Artificiale e la sua storia umana saranno analizzate da Federico Mazzini (sabato 28 marzo).

Gia Caglioti parlerà di cittadinanza e migrazione (domenica 29 marzo). Enrica Asquer affronterà il tema della cittadinanza sotto il fascismo (sabato 28 marzo).

Non mancherà uno spettacolo: 'Canti di sangue e fate', progetto di Matteo Manzitti e Cleantha Ensemble (sabato 28 marzo, ore 21:00, Sala del Maggior Consiglio).

Novità e iniziative per il futuro

L'edizione 2026 presenta due importanti novità. La prima è la collaborazione con l'Istituto Universitario Europeo (IUE). Questa prestigiosa istituzione accademica europea, fondata nel 1972, festeggerà nel 2026 i suoi primi 50 anni. L'IUE è un centro di eccellenza nelle scienze sociali e umanistiche.

La seconda novità è una 'call for papers' dedicata a ricerche in corso. Si rivolge a dottorandi in Scienze storiche. L'obiettivo è raccogliere studi innovativi sul tema 'naturale e innaturale nella storia'. Questo permetterà di dare spazio a nuove voci e prospettive di ricerca.

Il festival è pensato per un pubblico vasto. Prevede un calendario di incontri e laboratori dedicati a scuole e famiglie. L'intento è coniugare ricerca storica, attualità, apprendimento e gioco. Gli incontri frontali sono strutturati per favorire l'interazione con i relatori.

Informazioni pratiche e organizzazione

Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti, salvo diversa indicazione. Il programma potrebbe subire variazioni. Per aggiornamenti e per consultare gli abstract degli interventi, si rimanda al sito ufficiale www.palazzoducale.genova.it.

'La Storia in Piazza' è organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura. Collaborano l'Università di Genova, il Centro Culturale Primo Levi e l'ILSREC. Partecipano il Ministero della Cultura, la Regione Liguria, il Comune di Genova, la Camera di Commercio di Genova, la Fondazione Compagnia di San Paolo, la Fondazione Carige e l'EUI – European University Institute.

Lo sponsor istituzionale è IREN. L'evento si inserisce in un contesto più ampio di iniziative culturali a Genova, che spaziano da ottobre 2025 ad aprile 2026, coinvolgendo diverse location e istituzioni cittadine.